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Il teatro nel liceo Salvemini
Far toccare ai giovani con mano argomenti scottanti dell'attualità attraverso un insolito mezzo: il teatro. É quanto avviene da dieci anni nel liceo scientifico Salvemini di Bari, situato nel Polivalente del quartiere Japigia. Qui infatti un cast formato da studenti dell'istituto porta abitualmente in scena uno spettacolo dedicato a temi delicatissimi, come la lotta alla mafia e la violenza di genere. E non si tratta di esibizioni solo limitate all’ambito scolastico: i ragazzi prendono parte a un vero e proprio tour in giro per l'Italia (foto di Antonio Caradonna)
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L'iniziativa è portata avanti dalla 51enne Monica Iusco, docente di lettere e responsabile del laboratorio teatrale (nella foto a destra). Alla sua sinistra c'è Anna Garofalo, regista degli spettacoli assieme a Rocco Capri Chiumarulo
Le prove del cast si svolgono nell'auditorium del liceo, situato nel Polivalente del quartiere Japigia
Qui un gruppo di 23 adolescenti sta lavorando sulla prossima rappresentazione: "Basame", ispirata al libro "Feriti a morte" di Serena Dandini e incentrata sulla violenza sulle donne
Verrà proposta proprio su questo palco dal 4 al 6 giugno durante "Skené Salvemini", competizione amichevole in cui cast di studenti provenienti da varie scuole di Puglia e Basilicata si sfidano a colpi di recitazione
Ci facciamo largo tra le poltroncine azzurre dell'aula per scambiare due chiacchiere con i protagonisti del progetto
«Sono anni che frequento danza - ci dice per esempio la 16enne Giorgia Sciacovelli (che in foto legge il copione)- e sono dunque abituata all'idea di aver davanti tanti spettatori, ma è solo con il teatro che riesco a trattare determinati contenuti. Talvolta è dura conciliare questa attività con lo studio, ma per fortuna i professori si sono mostrati comprensivi nei nostri confronti»
«Fare arte - spiega la Iusco - è il modo migliore per “graffiare” le coscienze dei ragazzi e avvicinarli a questioni socialmente impegnate. Come educatori siamo fieri di aver coinvolto fino a oggi circa un centinaio di alunni»