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Il sogno dell'autodromo di Putignano
Fu ironicamente definito un “pesce d’aprile” perché venne inaugurato proprio nella giornata degli scherzi. Parliamo dell’autodromo di Putignano, un ambizioso e futuristico circuito di macchine da corsa la cui prima pietra venne posta il 1° aprile del 1967, alla presenza del presidente del Consiglio Aldo Moro. Una pista che però, seppur quasi del tutto completata, non riuscì mai a entrare in funzione
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Fu ironicamente definito un “pesce d’aprile” perché venne inaugurato proprio nella giornata degli scherzi. Parliamo dell’autodromo di Putignano, un ambizioso e futuristico circuito di macchine da corsa che però, seppur quasi del tutto completato, non riuscì mai a entrare in funzione (in foto una pagina del giornale "Autosprint")
Il piano prevedeva inizialmente un percorso di 2.500 metri, al quale ne fu aggiunto un secondo di 1.200 metri. I due circuiti si sarebbero dovuti incrociare tra loro, girando attorno a un stadio di quasi 20.000 metri quadri che sarebbe stato destinato alla squadra di calcio cittadina
I lavori iniziarono subito. Le premesse sembravano ottime: nel 1969 il 70 per cento della struttura era stata completata e furono programmate le prime corse che si sarebbero dovute tenere all’inizio del 1970
A distanza di cinquant’anni siamo quindi andati a vedere cosa resta di questo maestoso progetto. Siamo a sud-est del centro di Putignano, in un'area compresa tra l’attuale viale Cristoforo Colombo e la SS.172 in direzione Alberobello
Ci imbattiamo subito nell’auditorium: una massiccia struttura in cemento armato fatiscente...
...con all’interno un colorato spettacolo di murales sulle pareti
Ci inoltriamo fino alla sala centrale, dove ci sono le tre gradinate che avrebbero dovuto ospitare gli spettatori
Di fronte ecco invece le alte mura perimetrali dello stadio “fantasma”...
...la cui entrata principale è segnata da tre ampi varchi chiusi da un’inferriata arrugginita e da grate pericolanti, dalle quali si scorge un campo infestato da rovi e sterpi
Qui accanto si trova anche un fabbricato in mattoni con finestre rotte e muri scrostati
E infine la nostra pista. Guardando per terra capiamo di trovarci su una spianata in terra e pietrisco che gira attorno a tutto il campo sportivo. Pare in realtà una normale strada di campagna e guardandola si fa fatica a immaginare che si tratti in realtà del tracciato del grande circuito automobilistico
Basta però collegarsi a Google Maps per vedere chiaramente, tramite il satellite, il percorso creato durante i lavori di sbancamento, inglobato nella natura circostante