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Il sequestro di 782 reperti archeologici operato in Belgio

Bari 16 foto 1 September 2021

E' stata la più grande confisca di beni archeologici della storia della Puglia. Parliamo del ritrovamento di 782 reperti archeologici trafugati da vari siti pugliesi: un vero e proprio tesoro “custodito” da anni nella casa di un collezionista di Anversa, in Belgio. Lo scorso 21 giugno all’interno del Castello Normanno-Svevo di Bari si è tenuta la mostra di questi oggetti appartenuti perlopiù alla civiltà dauna e risalenti a un periodo storico compreso tra il VII al IV secolo a.C. Il bottino, del valore di 11 milioni di euro, è stato sequestrato grazie all’opera dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, una sezione dell’Arma fondata nel 1969 e impegnata costantemente nella lotta contro i cosiddetti “tombaroli”, ovvero gli esperti di scavi illegali dediti al commercio clandestino di beni archeologici

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Lo scorso 21 giugno all’interno del Castello Normanno-Svevo di Bari si è tenuta la mostra dei 782 reperti archeologici trafugati da vari siti pugliesi...
Lo scorso 21 giugno all’interno del Castello Normanno-Svevo di Bari si è tenuta la mostra dei 782 reperti archeologici trafugati da vari siti pugliesi...
...un vero e proprio tesoro “custodito” da anni nella casa di un collezionista di Anversa, in Belgio
...un vero e proprio tesoro “custodito” da anni nella casa di un collezionista di Anversa, in Belgio
Si tratta di oggetti appartenuti perlopiù alla civiltà dauna e risalenti a un periodo storico compreso tra il VII e il IV secolo a.C.
Si tratta di oggetti appartenuti perlopiù alla civiltà dauna e risalenti a un periodo storico compreso tra il VII e il IV secolo a.C.
Crateri...
Crateri...
...anfore...
...anfore...
...vasellame...
...vasellame...
...bracciali in bronzo...
...bracciali in bronzo...
...e pezzi in terracotta dalle forme più disparate, come eroti alati, sfingi, sirene...
...e pezzi in terracotta dalle forme più disparate, come eroti alati, sfingi, sirene...
...“acrobati”...
...“acrobati”...
...animali...
...animali...
...e volti femminili
...e volti femminili
Il bottino, del valore di 11 milioni di euro, è stato sequestrato grazie all’opera dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, una sezione dell’Arma fondata nel 1969 e impegnata costantemente nella lotta contro i cosiddetti “tombaroli”
Il bottino, del valore di 11 milioni di euro, è stato sequestrato grazie all’opera dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, una sezione dell’Arma fondata nel 1969 e impegnata costantemente nella lotta contro i cosiddetti “tombaroli”
Ne abbiamo parlato con il 47enne colonnello Giovanni Di Bella, capo del Nucleo dei carabinieri operante sul territorio Puglia e Basilicata, che ci ha spiegato come i militari siano riusciti a mettere le mani sul tesoro trafugato
Ne abbiamo parlato con il 47enne colonnello Giovanni Di Bella, capo del Nucleo dei carabinieri operante sul territorio Puglia e Basilicata, che ci ha spiegato come i militari siano riusciti a mettere le mani sul tesoro trafugato
Tutto è partito da un frammento di cinque centimetri conservato presso il museo di Trinitapoli. Il pezzo era parte di una stele risalente al VII secolo a.C. e proveniente dall'antica città di Salapia: un monumento funerario che era dato ormai per scomparso
Tutto è partito da un frammento di cinque centimetri conservato presso il museo di Trinitapoli. Il pezzo era parte di una stele risalente al VII secolo a.C. e proveniente dall'antica città di Salapia: un monumento funerario che era dato ormai per scomparso
Ma nell’estate del 2017 Salvatore Patete, funzionario restauratore conservatore della Soprintendenza di Foggia, sfogliando la rivista di esposizioni archeologiche tenutesi nei musei Rath di Ginevra e Mona-Bismarck di Parigi negli anni 1993 e 1994, scorse l'immagine di una stele raffigurante la testa del guerriero con elmo cornuto a cui mancava una parte
Ma nell’estate del 2017 Salvatore Patete, funzionario restauratore conservatore della Soprintendenza di Foggia, sfogliando la rivista di esposizioni archeologiche tenutesi nei musei Rath di Ginevra e Mona-Bismarck di Parigi negli anni 1993 e 1994, scorse l'immagine di una stele raffigurante la testa del guerriero con elmo cornuto a cui mancava una parte
A quel punto si ricordò del frammento, simulò una sovrapposizione con un fotomontaggio ed ebbe la conferma: quella scultura in pietra, appartenente a un collezionista privato, era quella trafugata anni prima dal foggiano
A quel punto si ricordò del frammento, simulò una sovrapposizione con un fotomontaggio ed ebbe la conferma: quella scultura in pietra, appartenente a un collezionista privato, era quella trafugata anni prima dal foggiano