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Il Sekiguchi Ryu Battojutsu
Ricercare il perfetto equilibrio tra corpo e mente, così da divenire padroni delle tecniche di combattimento della spada proprie degli antichi samurai. È il Sekiguchi Ryu Battojutsu, scuola di arti tradizionali giapponesi che affonda le sue radici in Estremo oriente alla fine del Cinquecento, perseguendo ideali di armonia e distacco dagli eccessi. Per scoprire i segreti di questa attività abbiamo incontrato il 48enne Maurizio Colonna, “menkyo chuden” (maestro) del Battojutsu, unico insegnante di estrazione della spada giapponese di Bari, che da otto anni è attivo nella palestra Waka Ki Dojo di viale Einaudi (foto di Antonio Caradonna)
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Per scoprire i segreti del Battojutsu, abbiamo incontrato il 48enne Maurizio Colonna...
...unico insegnante di estrazione della spada giapponese di Bari, che da otto anni è attivo nella palestra Waka Ki Dojo di viale Einaudi
Una volta varcato l’ingresso del dojo, termine che indica il luogo dove si praticano le arti marziali, ci ritroviamo in una grande sala dalle pareti bianche e spoglie...
...fatta eccezione per una gigantografia che ritrae Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido, altra pratica orientale studiata in questa palestra
A questo punto l’istruttore ci mostra le molteplici spade utilizzate in questa disciplina, che hanno diverse forme e lunghezze
La “Kodachi” è una spada corta, la “Kaiken” una sorta di pugnale, mentre il “Jingama” è un falcetto da campo di battaglia
Infine vediamo la classica “Katana”, quella normalmente associata alla figura del samurai: una sciabola leggermente ricurva con l’impugnatura a due mani
Mentre parliamo due allievi (il 48enne Emanuele e il 44enne Domenico) si stanno preparando per iniziare la lezione, facendo esercizi di respirazione e lenti movimenti di allungamento per riscaldare i muscoli
Indossano la hakama, l’indumento tradizionale del guerriero giapponese, una sorta di larga gonna-pantalone lunga fino alle caviglie e stretta in vita da una fascia, che facilitava la seduta a cavallo
Dopo il riscaldamento si posizionano uno di fronte all’altro impugnando un bokken, spada giapponese di legno utilizzata dai principianti
Si comincia con i “fondamentali” di taglio e stop: una serie di movimenti semplici e ripetuti più volte, propedeutici all’esecuzione di un “katà”, ovvero l’insieme delle tecniche di combattimento
Si passa quindi a una serie di esercizi combinati più complessi e alla realizzazione di figure specifiche eseguite dall’istruttore e riprodotte dagli studenti, che devono fare attenzione alla direzione dei piedi, delle braccia e all’intensità del respiro
Ma è arrivato il momento dell’“incontro”. Osserviamo i due giovani che si fronteggiano...
...quello di destra avanza con il piede sinistro e carica l’arma per sferrare un “taglio discendente”...
...mentre l’avversario si sposta a destra...
...e utilizza il lungo bastone per fermare l’attacco, in una danza armoniosa ed elegante
Terminato l’allenamento degli allievi, tocca al maestro darci una dimostrazione, questa volta utilizzando spade vere e proprie. Sistematosi sulle ginocchia...
...afferra l’impugnatura della sua kodachi...
...e sferra un colpo in direzione delle gambe del suo assistente, il quale riesce a evitare la mossa offensiva balzando in alto, per poi estrarre la katana “tagliando” verticalmente verso il basso