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Il Museo della matematica del Campus
Modelli di gesso risalenti al Dopoguerra, libri antichi, primordiali apparecchi calcolatori, ma anche una moderna stampante 3D per dar vita a qualsiasi tipo di superficie. Sono alcune delle curiosità ammirabili all’interno del MuMa, il Museo della matematica di Bari: aperto nel Campus da appena due mesi, è il "nuovo arrivato" tra i tanti spazi espositivi già attivi nell’area universitaria (foto di Antonio Bizzarro)
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La mostra permanente si trova nella palazzina del Dipartimento di Matematica. É racchiusa in un'unica stanza del secondo piano
L'ambiente è suddiviso in cinque percorsi didattici. Il primo è dedicato a una preziosa collezione di modelli in gesso, ideati per facilitare la comprensione di complesse formule numeriche. Fu realizzata negli anni 50 dall'esperto Luigi Campedelli
Nelle vetrine spiccano anche forme quadratiche e soprattutto le eliche in metallo. «Sono superfici non euclidee e iperboliche, la cui somma degli angoli interni è minore di 180 gradi - spiega la promotrice Sandra Lucente -. A quella di Kummer l'artista Giò Pomodoro ha dedicato una delle statue presenti nel porticato del Dipartimento di ingegneria»
Ed ecco la zona dedicata a sistemi di videoscrittura, tastiere e calcolatori in disuso. Qui è possibile rendersi conto dei progressi nella memorizzazione dei dati
Notiamo anche una moderna stampante 3D, affiancata a un pc a disposizione dei visitatori...
...che ha appena dato vita a un'elaborata forma tridimensionale
Al centro della sala su un tavolo sono stati posizionati altri modelli: si distinguono i solidi platonici e quelli che descrivono le somme di progressioni
E mentre stiamo per andare via notiamo la presenza di una vecchia lavagna su cui sono disegnati dei numeri. «Perché la matematica, quella vera e pura – conclude la Lucente - si continua a spiegare ancora così: scrivendo formule con i gessetti davanti agli studenti»