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Il Museo dell'Informatica del Campus

Bari 13 foto 4 February 2024

Difficile pensare che quanto oggi è racchiuso in un pc portatile negli anni 40 fosse grande quanto una stanza. A narrare l’evoluzione del computer è la collezione ospitata nel Campus di Bari, dove tra minerali, balene preistoriche, orti botanici e insetti, nel novembre scorso è stato inaugurato anche il Museo di Informatica. Qui sono conservati vari tipi di modelli che hanno fatto la storia: dall’enorme “Mainframe” al celebre “Programma 101” dell’Olivetti, passando per l'"Apple II" e il vendutissimo “Commodore 64”. Siamo dunque andati a visitare la mostra allestita all’interno del dipartimento di Informatica e visitabile gratuitamente (foto di Rafael La Perna)  

13 fotografie
La mostra permanente è allestita all’interno del dipartimento di Informatica del Campus ed è visitabile gratuitamente
La mostra permanente è allestita all’interno del dipartimento di Informatica del Campus ed è visitabile gratuitamente
Ad accoglierci è il professore Stefano Ferilli, responsabile scientifico del Museo...
Ad accoglierci è il professore Stefano Ferilli, responsabile scientifico del Museo...
...che ci conduce in due ambienti dove, protetti da teche di vetro, sono accolti vari computer d’epoca
...che ci conduce in due ambienti dove, protetti da teche di vetro, sono accolti vari computer d’epoca
Il docente ci indica subito un calcolatore grigio di notevoli proporzioni. È il “Mainframe”: si tratta del primo computer della storia e risale agli anni 40. È grande quanto una stanza e supportava una notevole quantità di memoria e capacità di archiviazione
Il docente ci indica subito un calcolatore grigio di notevoli proporzioni. È il “Mainframe”: si tratta del primo computer della storia e risale agli anni 40. È grande quanto una stanza e supportava una notevole quantità di memoria e capacità di archiviazione
Questo modello è stato usato dal Campus sino agli anni 90 per elaborare l’anagrafica degli studenti e fare calcoli di tasse e carriere
Questo modello è stato usato dal Campus sino agli anni 90 per elaborare l’anagrafica degli studenti e fare calcoli di tasse e carriere
Negli anni 60 il computer assunse dimensioni più piccole, quanto un elettrodomestico, prendendo il nome di “minicomputer”. A differenza però delle lavatrici queste macchine venivano impiegate solo nelle aziende e nelle università, non in casa
Negli anni 60 il computer assunse dimensioni più piccole, quanto un elettrodomestico, prendendo il nome di “minicomputer”. A differenza però delle lavatrici queste macchine venivano impiegate solo nelle aziende e nelle università, non in casa
È di quegli anni l’uscita sul mercato di quello che molti definiscono il primo personal computer della storia: il Programma 101, un calcolatore “da tavolo” prodotto dall’Olivetti privo di schermo...
È di quegli anni l’uscita sul mercato di quello che molti definiscono il primo personal computer della storia: il Programma 101, un calcolatore “da tavolo” prodotto dall’Olivetti privo di schermo...
...e dotato di una stampante a rotolo che riportava i risultati delle elaborazioni. Venne addirittura acquistato dalla Nasa per effettuare alcuni calcoli per il primo viaggio sulla Luna
...e dotato di una stampante a rotolo che riportava i risultati delle elaborazioni. Venne addirittura acquistato dalla Nasa per effettuare alcuni calcoli per il primo viaggio sulla Luna
E arriviamo al 1971 quando l’italiano Federico Faggin idea per l’Intel il microprocessore 4004: un dispositivo elettronico che aveva le dimensioni di un’unghia. Fu quello che i giovani programmatori californiani dell’Homebrew Computer Club (di cui faceva parte Steve Jobs) utilizzarono nel 1975 per costruire dei rudimentali pc da utilizzare in casa
E arriviamo al 1971 quando l’italiano Federico Faggin idea per l’Intel il microprocessore 4004: un dispositivo elettronico che aveva le dimensioni di un’unghia. Fu quello che i giovani programmatori californiani dell’Homebrew Computer Club (di cui faceva parte Steve Jobs) utilizzarono nel 1975 per costruire dei rudimentali pc da utilizzare in casa
Negli anni 80 ci fu quindi il boom dei dispositivi informatici “domestici”. A farla da padrone furono i Commodore Pet, tra cui il Commodore 64 utilizzato per lo studio ma soprattutto per i giochi e dotato di periferiche quali joystick e nastri che servivano per caricare e salvare programmi: i “datassette”
Negli anni 80 ci fu quindi il boom dei dispositivi informatici “domestici”. A farla da padrone furono i Commodore Pet, tra cui il Commodore 64 utilizzato per lo studio ma soprattutto per i giochi e dotato di periferiche quali joystick e nastri che servivano per caricare e salvare programmi: i “datassette”
Nel museo è ospitato un altro celebre home computer: l’Apple II, che registrava i dati su un supporto magnetico esterno (il “dischetto”)
Nel museo è ospitato un altro celebre home computer: l’Apple II, che registrava i dati su un supporto magnetico esterno (il “dischetto”)
Ci sono poi i pc dell’IBM, i cui processori e software potevano essere utilizzati anche su altri computer (nella  foto a sinistra). Come l’M24 Olivetti (nella foto a destra): l’azienda italiana nel 1984 lanciò il primo pc “compatibile” al cento per cento nella storia dell’informatica
Ci sono poi i pc dell’IBM, i cui processori e software potevano essere utilizzati anche su altri computer (nella foto a sinistra). Come l’M24 Olivetti (nella foto a destra): l’azienda italiana nel 1984 lanciò il primo pc “compatibile” al cento per cento nella storia dell’informatica
Concludiamo la nostra visita con quelle che sembrano delle valigie 24 ore, ma che in realtà sono i cosiddetti “trasportabili”: pesanti antesignani dei pc portatili che per funzionare dovevano essere attaccati a una presa di corrente, poiché privi di batteria
Concludiamo la nostra visita con quelle che sembrano delle valigie 24 ore, ma che in realtà sono i cosiddetti “trasportabili”: pesanti antesignani dei pc portatili che per funzionare dovevano essere attaccati a una presa di corrente, poiché privi di batteria