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Il Museo Civico di Bari

Bari 21 foto 21 November 2022

Dal primo libro stampato in città alle carte da gioco Murari, sino ad arrivare ai cimeli della Grande Guerra e alle opere donate dalla nobile famiglia Tanzi. Sono solo alcuni dei tesori che è possibile ammirare nel Museo Civico di Bari un’esposizione che, fondata nel 1919, racconta la lunga storia del capoluogo pugliese. Dal 1977 la collezione (che sino al 2015 si chiamava Museo  Storico) è posta all’interno di un complesso fortificato di epoca medievale in strada Sagges, all’ingresso di Bari Vecchia. La sua prima sede fu però il piano terra del Teatro Margherita, lì dove il 26 gennaio 1919, per celebrare la vittoria conseguita dagli italiani sugli austriaci nel primo conflitto mondiale, si sfoggiarono trofei di guerra, cimeli e ricordi dei caduti locali (foto di Francesco De Leo)

21 fotografie
Per visitare il Museo Civico entriamo a Bari Vecchia da Largo Chiurlia, passiamo sotto gli archi che si stagliano sulla piazza...
Per visitare il Museo Civico entriamo a Bari Vecchia da Largo Chiurlia, passiamo sotto gli archi che si stagliano sulla piazza...
...e dopo aver affiancato la Chiesa di San Giuseppe giriamo a destra in strada Sagges. Qui si erge l’edificio che ospita la collezione, risalente al periodo tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo
...e dopo aver affiancato la Chiesa di San Giuseppe giriamo a destra in strada Sagges. Qui si erge l’edificio che ospita la collezione, risalente al periodo tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo
Il nucleo centrale del complesso fortificato, tipico delle case palazziate, è costituito da due case-torri nate con la doppia funzione di dimora civile e fabbricato difensivo
Il nucleo centrale del complesso fortificato, tipico delle case palazziate, è costituito da due case-torri nate con la doppia funzione di dimora civile e fabbricato difensivo
Accanto al portone di ingresso è posta una grande epigrafe che ricorda che nell’800 qui vi visse Giandomenico Petroni, avvocato e sindaco di Bari
Accanto al portone di ingresso è posta una grande epigrafe che ricorda che nell’800 qui vi visse Giandomenico Petroni, avvocato e sindaco di Bari
Entriamo e visitiamo la galleria partendo dagli spazi al piano terra, adibiti solitamente a sala conferenze
Entriamo e visitiamo la galleria partendo dagli spazi al piano terra, adibiti solitamente a sala conferenze
Notiamo innanzitutto una serie di negativi su lastre di vetro e fotografie apposte sulle pareti laterali della sala, in maggioranza scattate da Liborio Antonelli Matteucci, che ritraggono l’espansione del centro storico fino all’ingresso del murattiano. Tra queste spiccano l’immagine della vecchia ubicazione del museo nel Margherita, con i vecchi lampioni dell’epoca
Notiamo innanzitutto una serie di negativi su lastre di vetro e fotografie apposte sulle pareti laterali della sala, in maggioranza scattate da Liborio Antonelli Matteucci, che ritraggono l’espansione del centro storico fino all’ingresso del murattiano. Tra queste spiccano l’immagine della vecchia ubicazione del museo nel Margherita, con i vecchi lampioni dell’epoca
Saliamo ora una scalinata di legno e raggiungiamo il primo piano, dove ci sono i “pezzi forti” della collezione
Saliamo ora una scalinata di legno e raggiungiamo il primo piano, dove ci sono i “pezzi forti” della collezione
Tra questi le matrici in legno e zinco utilizzate per la stampa litografica delle “mitiche” Carte Murari, di cui nel museo sono conservati anche i bozzetti originali e alcune riproduzioni (foto di proprietà del Museo Civico di Bari)
Tra questi le matrici in legno e zinco utilizzate per la stampa litografica delle “mitiche” Carte Murari, di cui nel museo sono conservati anche i bozzetti originali e alcune riproduzioni (foto di proprietà del Museo Civico di Bari)
Altra chicca dell’esposizione permanente è il primo libro stampato a Bari: le “Operette” del letterato napoletano Partenopeo Suavio, pubblicate dal tipografo itinerante Gilbert Néhou nel 1535
Altra chicca dell’esposizione permanente è il primo libro stampato a Bari: le “Operette” del letterato napoletano Partenopeo Suavio, pubblicate dal tipografo itinerante Gilbert Néhou nel 1535
Entriamo in un’altra sala e ammiriamo un dipinto del 1835 raffigurante piazza del Ferrarese con il mercato coperto (opera del pittore locale Michele Pepe)...
Entriamo in un’altra sala e ammiriamo un dipinto del 1835 raffigurante piazza del Ferrarese con il mercato coperto (opera del pittore locale Michele Pepe)...
...oltre a una planimetria tridimensionale che rappresenta la Bari bizantina
...oltre a una planimetria tridimensionale che rappresenta la Bari bizantina
... che rappresenta la Bari bizantina...
... che rappresenta la Bari bizantina...
C’è poi tutta l’area dedicata alle opere donate dalla nobile famiglia Tanzi nel 1935. Si tratta di armi, documenti antichi e dipinti ottocenteschi che ritraggono alcuni componenti della illustre famiglia lombarda
C’è poi tutta l’area dedicata alle opere donate dalla nobile famiglia Tanzi nel 1935. Si tratta di armi, documenti antichi e dipinti ottocenteschi che ritraggono alcuni componenti della illustre famiglia lombarda
Ulteriore cimelio è la preziosa culla del marchese di Montrone, Giordano de’ Bianchi Dottula, intagliata nel XVIII secolo su legno di noce in argento meccato con il motivo di un’aquila a due teste
Ulteriore cimelio è la preziosa culla del marchese di Montrone, Giordano de’ Bianchi Dottula, intagliata nel XVIII secolo su legno di noce in argento meccato con il motivo di un’aquila a due teste
Qui sono anche conservate molte sciabole e armi da fuoco del periodo borbonico
Qui sono anche conservate molte sciabole e armi da fuoco del periodo borbonico
Salendo al secondo piano facciamo il nostro ingresso nella biblioteca che conserva 300 volumi. Raccontano la storia pugliese e italiana a cavallo tra Otto e Novecento, in particolare della prima guerra mondiale, con donazioni da parte della famiglia di orgine tranese De Grecis, finanziatrice della nascita del museo
Salendo al secondo piano facciamo il nostro ingresso nella biblioteca che conserva 300 volumi. Raccontano la storia pugliese e italiana a cavallo tra Otto e Novecento, in particolare della prima guerra mondiale, con donazioni da parte della famiglia di orgine tranese De Grecis, finanziatrice della nascita del museo
Entriamo in un’altra sala nella quale vengono raccontate le vicende della società di navigazione a vapore “Puglia”, con l’elenco delle motonavi affondate
Entriamo in un’altra sala nella quale vengono raccontate le vicende della società di navigazione a vapore “Puglia”, con l’elenco delle motonavi affondate
La nostra guida ci indica anche la copia della “Domenica del Corriere” dell’agosto del 1918 nella quale è illustrata la cattura dell’idrovolante austroungarico Lohner 127 al largo delle coste baresi
La nostra guida ci indica anche la copia della “Domenica del Corriere” dell’agosto del 1918 nella quale è illustrata la cattura dell’idrovolante austroungarico Lohner 127 al largo delle coste baresi
Il primo conflitto mondiale è protagonista in questo piano con diversi tipi di elmetti...
Il primo conflitto mondiale è protagonista in questo piano con diversi tipi di elmetti...
...e con la sezione dedicata alla sanità di guerra in cui vengono ricordati Lorenzo Bonomo e Francesco Campione
...e con la sezione dedicata alla sanità di guerra in cui vengono ricordati Lorenzo Bonomo e Francesco Campione
Concludiamo il nostro tour con un oggetto molto singolare: l’altare di guerra del cappellano militare Antonio Bellomo, esposto con la lettera di donazione da parte della sua famiglia
Concludiamo il nostro tour con un oggetto molto singolare: l’altare di guerra del cappellano militare Antonio Bellomo, esposto con la lettera di donazione da parte della sua famiglia