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Il Lungomare Sud di Bari/Via Di Cagno Abbrescia
Eccoci al secondo capitolo del racconto sul Lungomare Sud di Bari. Stiamo infatti ripercorrendo la storia della strada costiera lunga sei chilometri che si estende dal centro cittadino sino a San Giorgio. Il tutto prima che cambi totalmente volto, per via dei lavori di riassetto della ferrovia e della realizzazione del parco Bari CostaSud. Il primo capitolo del nostro reportage è stato dedicato a Corso Trieste, il tratto di lungomare che va da Pane e Pomodoro al Torrente Valenzano. Oggi invece vi racconteremo dei tre chilometri di via Giovanni Di Cagno Abbrescia, ovvero del segmento più disabitato e degradato che arriva sino al lido “Il Trullo” (foto di Rafael La Perna)
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Superato quindi il Canalone ci ritroviamo ad affiancare sulla nostra destra un grande terreno incolto, mentre sulla sinistra delle siepi separano la strada da una lingua di costa inutilizzata che “anticipa” la spiaggia di Torre Quetta
Fu proprio su questo tratto di litorale che fino agli anni 80 del secolo scorso sorgeva “Il Transatlantico”: un ristorante che per la sua forma dava ai clienti la sensazione di trovarsi su una nave
Proseguiamo per qualche centinaia di metri per incontrare sulla destra una delle strutture “simbolo” della zona: l’ex caseificio Adriatico
Si tratta di un immobile bianco di metà 900, con tetto spiovente affiancato da un torrino che, dopo aver ospitato un ufficio postale e prodotto latticini per decenni, è in stato di degrado da circa 15 anni
Le mura esterne sono coperte da graffiti, gli interni invece sono cadenti e colmi di rifiuti. Lo scorso aprile però è stato approvato un progetto di realizzazione di un ristorante
Sulla nostra sinistra si estende invece Torre Quetta: ampia area costiera che rappresenta l’unico tratto riqualificato di via Di Cagno Abbrescia. Una zona oggi transennata perché è proprio da qui che sono recentemente partiti i lavori per il parco Costa Sud
Si tratta di un progetto finanziato dal Pnrr con oltre 80 milioni di euro che porterà sul lungomare percorsi ciclopedonali, aree balneabili, giardini e zone per il tempo libero e lo sport. E questo grazie allo spostamento dell’attuale via Di Cagno Abbrescia nella parte più interna, ora occupata dai binari
Ferrovia che, a seguito dei lavori del cosiddetto “collo d’oca”, verrà a sua volta deviata permettendo così al lungomare di ricongiungersi con il resto della città
Ma parliamo della spiaggia di Torre Quetta, dotata di arenili fatti di ciottoli, giardini, passerelle, zone ludiche e punti ristoro (foto di Paola Grimaldi)
Inaugurata nel 2002 fu posta sotto sequestro dopo appena tre anni: nell’area infatti vennero rinvenute tonnellate di amianto sversate dalla Fibronit, la “fabbrica della morte” del quartiere Japigia. Furono quindi messi in atto gli opportuni lavori di messa in sicurezza, che terminarono solo nel luglio del 2010 (foto di Antonio Caradonna)
I rifiuti tossici furono interrati e coperti da spessi strati di pietre che andarono a creare una scogliera sommersa posta a dieci centimetri sotto il livello dell’acqua. La cosa curiosa è che da allora la barriera frangiflutti va costantemente a increspare il mare, “rompendo” le onde che giungono a riva
Viene così sfruttata dalla vicina scuola di surf (oggi chiusa a causa dei lavori) per cavalcare l’acqua con le proprie tavolette
Andiamo avanti e sulla destra raggiungiamo una vecchia casa cantoniera color mattone...
...che sorge oggi ai piedi della stazione di Bari Torre Quetta inaugurata nel 2016
Sulla nostra sinistra invece la costa continua a essere recintata con escavatori, operai e macchine edili all’opera. Il progetto del parco prevede che proprio questo punto diverrà il nuovo polo della balneazione di Bari in continuità con l’adiacente Torre Quetta
Sul lato destro della via incrociamo invece delle casette diroccate che per anni hanno ospitato numerose prostitute
C’è da dire che queste “case chiuse” rappresentavano solo una minima parte del commercio sessuale operante sul lungomare, che in passato, soprattutto di notte, si presentava come un susseguirsi di fuochi. Oggi la situazione è migliorata ma la strada rimane ancora “battuta” (foto di Gennaro Gargiulo)
Dopo pochi passi raggiungiamo una malmessa palazzina bianca che ospitava una pompa di benzina e un bar operanti qui sino a poco fa...
...con tanto di distributore automatico di profilattici
Costeggiamo poi un campo colmo di rifiuti...
...riuscendo a vedere un treno passare sui binari che si trovano a pochi metri di distanza da noi
Questa ampia area di circa 15 ettari sarà trasformata in un altro parco con terrazzamenti, percorsi pedonali e collegamento diretto con il quartiere Japigia
Subito dopo ci imbattiamo in un angolo vissuto di via Di Cagno Abbrescia composto da una villetta...
...una ditta di quadri e cornici...
...e dal Sail Village: complesso realizzato nel 2009 in un vecchio opificio con ristorante e uffici
Un’oasi nel deserto che si affianca a uno degli immobili simbolo del vecchio e del nuovo lungomare...
...un capannone costruito negli anni 60 che, dopo aver ospitato anche l’ex supermercato GS, fu abbandonato per decenni riducendosi a rudere (foto di Antonio Caradonna)
L’immobile però nel 2022 è stato demolito e ricostruito (conservando la vecchia forma) per ospitare 30 appartamenti e un bar/ristorante con terrazza vista mare
Sul lato della costa invece l’area del cantiere si interrompe e possiamo così raggiungere l’Adriatico...
...che si infrange su un litorale basso e scoglioso
Dall’altra parte invece si ritorna al degrado
Su un terreno si stagliano infatti delle palazzine lasciate incomplete da decenni e, fino a poco tempo fa, occupate da famiglie rom
Adiacente agli immobili si trova un altro cantiere per l’adeguamento degli scarichi dell’impianto di depurazione Bari Est
A ridosso del mare sono infatti visibili i due grandi tubi della condotta fognaria sottomarina chiamata “bocca del diavolo”. Questa subirà un allungamento dagli attuali 750 metri a ben 2.250 metri e sarà portata a una profondità di 32 metri al posto di 17
Lato terra continua però la desolazione con una stradina in salita che costeggia basse palazzine decadenti...
...e anche una villa dall’aspetto antico ma ormai in rovina
L’area che circonda gli edifici è inoltre piena di resti di elettrodomestici, materassi e rifiuti di ogni genere
A qualche decina di metri incrociamo invece una dimora più moderna curata...
...e, oltre due possenti colonne in pietra, una vecchia dimora in disuso “abitata” da alcuni grossi cani
E subito dopo, ancora una volta, altri edifici malmessi, muretti crollati...
...e abitazioni occupate dai rom
Siamo intanto arrivati alla fine del nostro viaggio. In lontananza scorgiamo il caratteristico profilo dello stabilimento balneare “Il Trullo”, che segna il passaggio tra via Di Cagno Abbrescia e via Giovine (foto di Fabio Voglioso)
Il lido, il cui nome rimanda alla tipica struttura pugliese situata al suo ingresso, è stato fondato nel 1946 e per decenni è stato un punto di riferimento dei baresi tra mattinate al mare e cene nel suo ristorante vista Adriatico
La struttura è stata però chiusa nel 2021 per problemi burocratici e da allora è stato vittima di vandalismo e persino di un incendio