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Il Lungomare Sud di Bari/Via Alfredo Giovine
E siamo arrivati al terzo e ultimo racconto sul Lungomare Sud. Stiamo infatti ripercorrendo la storia della strada costiera lunga sei chilometri che si estende dal centro cittadino sino a San Giorgio. Il tutto prima che cambi totalmente volto, per via dei lavori di riassetto della ferrovia e della realizzazione del parco Bari CostaSud. Il primo capitolo del nostro reportage è stato dedicato a Corso Trieste, il secondo ha invece riguardato via Giovanni Di Cagno Abbrescia. Oggi invece vi parleremo dei due km che compongono via Alfredo Giovine, arteria che giunge sino al lido dell’Acquedotto Pugliese, punto in cui la strada costiera devia poi nell’entroterra (foto di Rafael La Perna)
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Il racconto dei due chilometri compongono via Alfredo Giovine, tratto di lungomare che parte dal lido Il Trullo per giungere sino al lido dell’Acquedotto Pugliese, punto in cui la strada costiera devia poi nell’entroterra
Riprendiamo dunque il nostro viaggio verso sud partendo dal lido “Il Trullo”. Dopo pochi passi, sulla nostra destra, incrociamo i primi edifici della zona: delle basse e bianche costruzioni in pietra con dei comignoli sul tetto e una specie di campanile ad arco
Adiacente a questi immobili due robuste colonne prive di cancello danno accesso alla prima delle ville antiche dell’area: una dimora di colore ocra, costruita nella prima metà del 900 ma con adattamenti successivi
Si tratta comunque di un edificio abbandonato da tempo con un vialetto di accesso ricolmo di rifiuti ed elettrodomestici
Una loggetta balaustrata ci conduce all’interno che si mostra decadente e pieno di immondizia di ogni genere
Ritorniamo sui nostri passi e procediamo sulla via costiera fino a una delle aree demaniali oggetto di concessione
Si tratta di uno spazio terrazzato a ridosso del mare che già la scorsa estate ha ospitato un bar-ristorante provvisorio posato su pedane in legno
Superato un complesso di villette...
incrociamo sulla destra un’azienda di piscine che si trova ad angolo con strada Sant’Anna, una delle viuzze che vanno a morire sui binari
Anche su questa parte di strada costiera non mancano però vecchi capannoni in abbandono: fabbricati in pietra e lamiera ormai quasi interamente diroccati
La costa invece si fa più attraente grazie a piccole calette che si insinuano tra gli scogli...(foto di Antonio Caradonna)
...raggiungibili attraverso delle piazzole circondate da bassi muretti fatte realizzare dal Comune tra il 2006 e il 2009
Una di queste si affaccia come un balcone sull’Adriatico ed è lì dove un tempo sorgeva il locale “La Sirenetta”
Di proprietà dei fratelli Vincenti, fu progettato nel 1953 dagli architetti Chiaia e Napolitano. Inizialmente composto da un solo livello e contraddistinto da un’alta insegna con pesci colorati...
...fu poi ampliato con una vasta sala a vetri vista mare
Per anni rappresentò il ristorante dei matrimoni baresi: erano infatti in tanti a sceglierla per il "grande giorno". E ospitò concerti di famosi cantanti come Peppino di Capri...
...e Gianni Morandi
Sulla destra della strada veniamo invece attratti da una graziosa struttura del 1920 in pietra, simile a un castelletto, con finestre ad arco “goticheggianti” e una fine merlatura sul tetto
Dopo una centinaia di metri incontriamo uno storico locale serale adagiato sul mare. Nato negli anni 50 col nome di “Verde Luna”, nel 1981 prese il nome di “Le Bateau 2” per diventare, nel 2000, il “Reef”
Chiuso quattro anni fa è stato recentemente concesso dal Comune a una società la quale realizzerà al suo interno un bar-ristorante dotato di terrazza esterna, zona solarium con accesso al mare e un vasto giardino
Dal lato opposto della via si trova invece un grande cancello bianco. È l’ingresso della Drop House Amaranta: centro per donne vittime di sfruttamento e violenza, aperto nel 2022
La struttura sorge nell’ex Villa Loreta, confiscata al clan mafioso dei Capriati nel 2009 e in disuso fino a pochi anni fa (foto di Gennaro Gargiulo)
A seguito dell’avvenuto restauro sono oggi ben evidenti i tratti lussuosi che caratterizzavano la dimora, con il suo massiccio pronao ad archi con colonne ioniche
Proseguiamo il nostro viaggio nell’ultimo tratto di via Giovine. Qui fa subito capolino una delle strutture più singolari della zona: una villetta in pietra finemente ristrutturata che pare una piccola fortezza
Colpiscono le grigie finestre ad arco medievaleggianti e l’elegante merlatura
Di fianco alla residenza, in un verde giardino, sorge anche una chiesetta dedicata a San Giorgio...
...con tanto di vetrate colorate...
...campaniletto polilobato...
...e una statua del Cristo
Fino agli anni 70 questa dimora ospitava alcune suore, le quali in estate accoglievano i bambini per la colonia estiva, sfruttando anche una piccola torretta bianca affacciata sul mare e circondata da un basso muretto in pietra (foto di Gennaro Gargiulo)
Una struttura che è ancora lì, anche se la scorsa estate dopo essere stata ristrutturata è stata riadattata a bagno-magazzino di un bar
Giungiamo infine davanti all’ultima insenatura del lungomare...
...che ospita l’ingresso del lido Cral dell’Acquedotto pugliese...
...attivo dall’inizio degli anni 50
Qui il lungomare si interrompe deviando verso l’interno, non prima di aver costeggiato un antico edficio rosso...
...e, sul lato opposto, Villa Sada: un’altra graziosa dimora dal gusto “gotico” con finiture ocra
Adiacente alla quale una serie di palazzine in costruzione stanno sorgendo su un’area dove, fino a cinque anni fa, operava il pastificio Ambra
Il nome del complesso, che ospiterà 70 appartamenti, è “Residence CostaSud”: un omaggio al nuovo parco costiero e alla rinascita, dopo decenni, dell’isolato Lungomare Sud di Bari