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Il lago di Serra del Corvo
Un luogo incantato, dove uno specchio d’acqua d’azzurro si circonda del verde sterminato di prati e colline. Peccato però che questo stesso posto sia violentato da gare improvvisate di rally, spari improvvisi di cacciatori e dall’azione di pescatori di frodo. Quello di cui stiamo parlando è il lago di Serra del Corvo, un invaso artificiale che segna il confine tra Puglia e Basilicata per quattro chilometri (foto di Nicola Imperiale)
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Il miglior modo per raggiungere il lago di Serra del Corvo è partire dalla piccola Poggiorsini percorrendo prima la provinciale 9 e poi la via denominata Contrada Basentello, una lingua d’asfalto circondata da un paesaggio solitario e bucolico. Dopo 12 chilometri si arriva a destinazione
Una stradina sterrata ci porta sulla riva dello specchio d’acqua, che ammiriamo in tutto la sua placida tranquillità, mentre l’armonica curva delle colline intorno si tuffa nel silenzioso specchio d’acqua
Il cielo con qualche sporadica nuvola e l’acqua che pare quasi immota, meriterebbero davvero i versi di William Wordsworth e degli altri “poeti del lago”
Purtroppo nessuno celebra tanta bellezza, anzi l’eco lontano del motore di un’auto spezza l’incanto e attrae la nostra attenzione. Alcuni fuoristrada stanno facendo del rally...
...insozzando la spiaggia argillosa e lasciando sull’arenile tracce evidenti di pneumatici
Per tutto il viaggio pur non incontrando altre persone non ci sentiamo mai davvero soli. Il lago è vivo, in continuazione spiccano il volo uccelli che sorvolano le acque
Identifichiamo in particolare una cicogna solitaria
Fiancheggiamo i resti di una masseria...
...con le sue mura e i suoi archi dona un’aria ancora più suggestiva al posto
Ma ecco che sulla spiaggia scorgiamo un’altra presenza invasiva dell’uomo: dei bossoli esplosi di un fucile da caccia e un’anatra di plastica per richiamare gli uccelli
E poco lontano ecco ciò che rimane di una grossa rete con galleggianti, sicuramente non permessa per la pesca nei laghi
Non ci perdiamo d’animo e continuiamo la passeggiata in questo luogo, dove il limite fra l’azzurro del cielo e del lago è demarcato solo dal verde degli sterminati prati. Perfino le costruzioni dell’uomo, come la poche case coloniche sparse, sembrano divenire particolari ben inseriti in un pulsante affresco
Una grande collina verde sulla sinistra attrae la nostra attenzione, quando dalla sua cima vediamo innalzarsi un parapendio
Camminiamo per vari minuti e alla fine della spiaggia incrociamo la “diga del Basentello”. Certo, è solo grazie alla sua presenza che esiste il lago, ma è impossibile non notare il contrasto fra quel “mostro” di cemento e metallo dall’aspetto così grigio e sinistro e la vegetazione colorata e lussureggiante
Torniamo all’auto e riprendiamo la strada asfaltata per dirigerci verso la sponda lucana del sito. Attraversiamo il ponte che attraversa lo specchio d’acqua...
...e attraverso una stradina sterrata scendiamo verso la riva. Appena arrivati notiamo una canne da pesca e un retino
Ci sono anche delle auto parcheggiate e delle tende, nel punto dove campeggiano una decina di giovani. Li avviciniamo
«Siamo quasi tutti pugliesi - ci dice Graziano, un pescatore di Santeramo in Colle che da due giorni è accampato qui per pescare carpe, con il resto dei suoi amici -. Questo è un luogo stupendo, ma non c’è alcun controllo da parte delle autorità»