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Il lago di Modugno

Modugno 12 foto 26 June 2017

Sentieri tortuosi, una conca rocciosa ricoperta da conifere e uno specchio d’acqua color verde smeraldo. Non stiamo parlando di un tipico paesaggio montuoso delle Alpi, ma di un angolo naturalistico a due passi da Bari. Perché in pochi lo sanno, ma nascosto nell’entroterra delle campagne di Modugno esiste un vero e proprio lago che sorge ai piedi di alte pareti di roccia calcarea su cui affiora una flora lussureggiante (foto di Gennaro Gargiulo)

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Il luogo del tutto sconosciuto è visibile solo su Google Maps, dove spicca una nitida macchia d’acqua circondata da campi coltivati
Il luogo del tutto sconosciuto è visibile solo su Google Maps, dove spicca una nitida macchia d’acqua circondata da campi coltivati
Dal centro di Modugno imbocchiamo via Cesare Battisti proseguendo verso Bitetto per circa un chilometro, fino a costeggiare e superare sulla sinistra un lungo muro di cinta, quello che racchiude la zona della cementeria. Ci avviciniamo e dopo esserci fatti largo tra alcuni alberi ci troviamo davanti a una recinzione in ferro che comunque permette di scorgere quello che sembra un dirupo
Dal centro di Modugno imbocchiamo via Cesare Battisti proseguendo verso Bitetto per circa un chilometro, fino a costeggiare e superare sulla sinistra un lungo muro di cinta, quello che racchiude la zona della cementeria. Ci avviciniamo e dopo esserci fatti largo tra alcuni alberi ci troviamo davanti a una recinzione in ferro che comunque permette di scorgere quello che sembra un dirupo
Ciò che si vede dall’alto è una vasta superficie pianeggiante che introduce a una mezzaluna rocciosa ai cui piedi si trova il nostro lago
Ciò che si vede dall’alto è una vasta superficie pianeggiante che introduce a una mezzaluna rocciosa ai cui piedi si trova il nostro lago
Mentre cerchiamo di capire come scendere, si accosta a noi il 52enne Francesco, guardiano dell’area, che ci indica la strada da percorrere, dopo averci dato il permesso di arrivare fin giù. Proseguiamo così su via Cesare Battisti per altri 700 metri e passiamo al di sotto di un piccolo cavalcavia, fino a incontrare sulla sinistra uno stretto sentiero. Lo imbocchiamo
Mentre cerchiamo di capire come scendere, si accosta a noi il 52enne Francesco, guardiano dell’area, che ci indica la strada da percorrere, dopo averci dato il permesso di arrivare fin giù. Proseguiamo così su via Cesare Battisti per altri 700 metri e passiamo al di sotto di un piccolo cavalcavia, fino a incontrare sulla sinistra uno stretto sentiero. Lo imbocchiamo
Tra numerose curve seguiamo in discesa l’andamento delle pareti calcaree, completamente attorniate da diverse varietà di pino...
Tra numerose curve seguiamo in discesa l’andamento delle pareti calcaree, completamente attorniate da diverse varietà di pino...
...fra cui spuntano, sull’orlo della rupe, i tetti di alcune villette
...fra cui spuntano, sull’orlo della rupe, i tetti di alcune villette
Alla fine ci ritroviamo in un grande spiazzo, situato ai piedi di un anfiteatro di roccia scoscesa ricoperta di fiorellini ed erba selvatica
Alla fine ci ritroviamo in un grande spiazzo, situato ai piedi di un anfiteatro di roccia scoscesa ricoperta di fiorellini ed erba selvatica
Alle nostre spalle si erge un imponente ponte in cemento in costruzione
Alle nostre spalle si erge un imponente ponte in cemento in costruzione
Mentre di fronte a noi si staglia il sorprendente laghetto, a cui non è però possibile avvicinarsi a causa di un’altra rete di recinzione su cui sono affissi i cartelli che ne indicano la proprietà privata
Mentre di fronte a noi si staglia il sorprendente laghetto, a cui non è però possibile avvicinarsi a causa di un’altra rete di recinzione su cui sono affissi i cartelli che ne indicano la proprietà privata
La conca è di piccole dimensioni, di colore verde smeraldo
La conca è di piccole dimensioni, di colore verde smeraldo
Su di essa sbuca un piccolo condotto scavato nella pietra, da cui probabilmente avveniva lo sversamento delle acque di scarico della cementeria. Liquidi che però dopo quasi 20 anni dovrebbero essere evaporati, dunque è plausibile che lo stagno sia il risultato di una falda affiorante, a cui via via si è aggiunta acqua piovana
Su di essa sbuca un piccolo condotto scavato nella pietra, da cui probabilmente avveniva lo sversamento delle acque di scarico della cementeria. Liquidi che però dopo quasi 20 anni dovrebbero essere evaporati, dunque è plausibile che lo stagno sia il risultato di una falda affiorante, a cui via via si è aggiunta acqua piovana
Il lago visto dall'alto con il FK Drone (foto di Francesco Cocco)
Il lago visto dall'alto con il FK Drone (foto di Francesco Cocco)