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Il giardino di Epicuro
Nel mare di cemento in cui nuotano i cittadini baresi è spuntata da circa cinque anni una piccola “isola verde”. E’ il “giardino di Epicuro”, uno spazio incastonato tra grigi palazzi e villette, nel quale trovano rifugio 400 diverse varietà di piante, alberi e fiori. Non ci sono cancelli a proteggerlo, è aperto a tutti e al servizio di del vicinato (foto di Antonio Caradonna)
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L'ingresso del "giardino di Epicuro" uno spazio incastonato tra grigi palazzi e villette, nel quale trovano rifugio 400 diverse varietà di piante, alberi e fiori
Siamo dalle parti di via Fanelli, all’altezza delle casermette. Non ci sono cancelli a proteggere il giardino: è aperto a tutti e al servizio del vicinato
Antonio e Maria, i suoi curatori, ci portano alla scoperta del giardino chiamato, come recita un cartello posto sul tronco di un grande salice, “di Epicuro”
Perché il leit motiv del parco è l’Antica Grecia: ogni viale ha un nome ispirato a un filosofo o poeta con tanto di aforisma
Imbocchiamo uno dei vialetti e ci sembra di essere entrati in un piccolo labirinto. I vicoli stretti sono delimitati da muretti a secco per creare una specie di terrazzamento dove fiorisce di tutto
Il pensionato ci spiega come tutto sia stato costruito con materiali riciclati, recuperati un po’ dal vecchio cantiere dismesso che si trovava in questo punto e un po’ dal vicinato che all’inizio ha aiutato i due “giardinieri di quartiere” nella loro impresa
E così dei pallet hanno dato vita a un piccolo recinto, dei vecchi tappeti si sono trasformati in pavimento e delle pietre sapientemente erette una sull’altra sono andate a creare dei pittoreschi muretti a secco
Di fianco all’ingresso si trova una specie di piazzetta con delle pietre a far da pavimento e dei tronchi che fungono da sedie, dove il vicinato si riunisce, ad esempio, per il falò di San Giuseppe
Qui del resto non si butta via niente: dalle lanterne, ai carrelli per la spesa...
...a un vecchio orologio poggiato su una sedia e fermo da chissà quanto tempo
Il nostro cicerone ci mostra tutte le erbe aromatiche presenti: cespugli di salvia, timo, rosmarino, menta, finocchietto
...poi coglie per noi una nespola e ce la porge. La mangiamo mentre ci spiega che qui non vengono usati pesticidi: è tutto biologico
Alla fine del vialetto che stiamo percorrendo troviamo un’altra piazzetta, con delle sedie lasciate alla rinfusa, armadietti arrugginiti, vasi vuoti...
...anche se l’insieme contribuisce a rendere il giardino un po’ bohémien
Persi in questi pensieri usciamo dal giardino percorrendo “via dell’amore”, la nostra preferita, sormontata da una cupola di rampicanti che ci avvolge come se non volesse farci andare via...
...e di fianco a noi ci saluta un cactus con un fiore viola sulla cima, mosso un po’ dal vento. Lo guardiamo e speriamo che mai nessuna ruspa possa spazzarlo via