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Il dimenticato Ricciotto Canudo
Pioniere del cinema, scrittore eclettico, amico di Apollinaire, Chagall, D’Annunzio e Picasso: tutto questo è stato “Le Barisien” Ricciotto Canudo, una delle più grandi personalità che la Puglia abbia mai partorito. A Villa Stampacchia, edificio storico di Santo Spirito, il pronipote Giandonato Disanto custodisce la memoria del grande intellettuale: siamo andati a trovarlo (foto di Antonio Caradonna)
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Pioniere del cinema, scrittore eclettico, amico di Apollinaire, Chagall, D’Annunzio e Picasso: tutto questo è stato “Le Barisien” Ricciotto Canudo, una delle più grandi personalità che la Puglia abbia mai partorito
Un intellettuale che però a Bari continua a essere ignorato. Niente a che vedere con la Francia, lì dove è stato insignito persino della Legion d’onore, la più alta onorificenza della Repubblica (foto dell'Archivio dei decorati della Legione d’Onore di Parigi)
A Villa Stampacchia, edificio storico di Santo Spirito, è custodita la memoria del grande intellettuale Ricciotto Canudo
Ed è proprio qui che incontriamo l’80enne Giandonato Disanto, proprietario dell’ottocentesco edificio e pronipote di Canudo
Quando entriamo, più che in una residenza pare di trovarci in un vero e proprio museo raccolto in un salone con le volte in pietra
Tra mobili d’epoca, libri antichi e ricordi di famiglia...
... notiamo subito un largo disegno molto dettagliato raffigurante proprio la facciata della villa: lo ha fatto Ricciotto all’età di 16 anni, nel novembre 1893
Ci accomodiamo così al grande tavolo che affaccia sul cortile interno, lì dove Giandonato ci mostra documenti, articoli e foto d’epoca dell’artista
Ci colpisce da subito la copia di un suo ritratto a matita con dedica realizzato da Pablo Picasso, il cui originale è esposto al Moma di New York
Notiamo anche uno spartito musicale per pianoforte dal titolo “Pensiero Elegiaco”. «E’ una musica ideata da lui – ci dice il parente -. Fu poi imparata da mia nonna e trascritta su spartito dal maestro Vacca di Bitonto»
Fra testi di opere teatrali, giornali d’epoca e libri a lui dedicati, c’è anche spazio per due lettere spedite al governo italiano e a quello francese, attraverso le quali l’artista chiese di partire per la Prima Guerra mondiale
La richiesta venne concessa grazie all’intervento del suo amico Gabriele D’Annunzio, del quale Canudo traduceva le opere in francese. Un’immagine lo ritrae proprio con il Vate, nel 1920