Notizie
Tutte le gallerie
Fotogallery

Il delitto del Palazzo della Gazzetta

Bari 8 foto 8 July 2017

Il più grande e doloroso delitto architettonico compiuto a Bari fu l’abbattimento dell’imponente “Palazzo della Gazzetta” in piazza Aldo Moro (all’epoca piazza Roma), avvenuto in una notte dell’agosto del 1982. Un triste episodio di cui chiunque sia nato successivamente agli anni 80 non può avere memoria, visto che le uniche reliquie sopravvissute alla follia distruttrice sono i quattro poderosi telamoni inginocchiati conservati ancora oggi all’interno dell’androne del palazzo del Comune

8 fotografie
Il più grande e doloroso delitto architettonico compiuto a Bari fu l’abbattimento dell’imponente “Palazzo della Gazzetta” in piazza Aldo Moro (all’epoca piazza Roma), avvenuto in una notte dell’agosto del 1982
Il più grande e doloroso delitto architettonico compiuto a Bari fu l’abbattimento dell’imponente “Palazzo della Gazzetta” in piazza Aldo Moro (all’epoca piazza Roma), avvenuto in una notte dell’agosto del 1982
Nell'androne del municipio barese è stata adibita una sorta di camera mortuaria dedicata al Palazzo della Gazzetta, abbattuto nel 1982. Ci sono immagini in bianco e nero della struttura e soprattutto i quattro telemoni...
Nell'androne del municipio barese è stata adibita una sorta di camera mortuaria dedicata al Palazzo della Gazzetta, abbattuto nel 1982. Ci sono immagini in bianco e nero della struttura e soprattutto i quattro telemoni...
...sculture che originariamente erano inglobate nei vani delle finestre a pianterreno con la funzione simbolica di portare sulle proprie spalle tutto il peso dell’imponente edificio
...sculture che originariamente erano inglobate nei vani delle finestre a pianterreno con la funzione simbolica di portare sulle proprie spalle tutto il peso dell’imponente edificio
Oggi non sorreggono più nulla e la tensione dei loro muscoli splendidamente definiti risulta un inutile sforzo
Oggi non sorreggono più nulla e la tensione dei loro muscoli splendidamente definiti risulta un inutile sforzo
Le foto non rendono comunque merito al Palazzo, che fu per tanti anni l’edificio più alto della città, superato solo nel 1936 dalla torre del Palazzo della Provincia
Le foto non rendono comunque merito al Palazzo, che fu per tanti anni l’edificio più alto della città, superato solo nel 1936 dalla torre del Palazzo della Provincia
I rilievi plastici come i telemoni rappresentavano una delle particolarità del palazzo progettato in stile eclettico, un misto tra neoclassico e barocco (foto di Nicola Velluso)
I rilievi plastici come i telemoni rappresentavano una delle particolarità del palazzo progettato in stile eclettico, un misto tra neoclassico e barocco (foto di Nicola Velluso)
Accanto ai motivi consueti di Dioguardi (il bugnato basimentale e gli accurati rilievi plastici), il palazzo presentava un corpo angolare sormontato da una cupola conclusa in sommità da un’altana e da un globo luminoso
Accanto ai motivi consueti di Dioguardi (il bugnato basimentale e gli accurati rilievi plastici), il palazzo presentava un corpo angolare sormontato da una cupola conclusa in sommità da un’altana e da un globo luminoso
Al suo posto, all’angolo tra piazza Aldo Moro e via Caduti di via Fani, fu eretto un edificio a vetri di dubbio gusto estetico che si trova ancora oggi in quel punto. Ospita uffici e negozi e dal 2015 anche la redazione della Gazzetta, che è ritornata da due anni di fronte alla stazione, nel “luogo del misfatto”
Al suo posto, all’angolo tra piazza Aldo Moro e via Caduti di via Fani, fu eretto un edificio a vetri di dubbio gusto estetico che si trova ancora oggi in quel punto. Ospita uffici e negozi e dal 2015 anche la redazione della Gazzetta, che è ritornata da due anni di fronte alla stazione, nel “luogo del misfatto”