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Il Crea di via Celso Ulpiani
Parzialmente nascosto dal verde di alberi sempreverdi e immerso nel profumo del suo agrumeto, nel quartiere San Pasquale di Bari si cela un palazzo ottocentesco che ospita uno storico ente di ricerca. È la sede barese del “Crea”: un istituto nato nel 1999 ma che affonda le sue radici nel 1919, anno in cui uno studioso marchigiano fondò l’innovativa “Stazione Agraria Sperimentale”. Quell’uomo era Celso Ulpiani: il medico e agronomo che non a caso dà il nome alla strada in cui il fabbricato si staglia (foto di Paola Grimaldi)
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Per raggiungere il complesso ci lasciamo alle spalle via Re David per imboccare la più silenziosa via Celso Ulpiani, che prende il nome dall'agronomo che nel 1919 fondò qui la Stazione Agraria Sperimentale
Dopo qualche metro, sulla destra, ecco apparire la facciata posteriore del Crea, di color giallognolo...
...che si erge tra le decine e decine di alberi di mandarini e arance del suo giardino, creando un coloratissimo colpo d’occhio
Costeggiamo quindi il muro perimetrale, ricoperto di colorati murales...
...per arrivare davanti all’ingresso dell’edificio, posto di fronte alla scuola Romanazzi
Superiamo così un cancello per accedere in un'area verde, dominata da alberi sempreverdi...
...e soprattutto dall’agrumeto, da anni utilizzato per studi di idrologia del suolo
Al centro si trova il palazzo ottocentesco...
...è su due livelli e presenta un’eclettica facciata che, pur ricordando il “neoclassicismo murattiano”, presenta elementi barocchi
Un esempio è il frontone spezzato: permette di distinguere il partito architettonico centrale dell’edificio che sovrasta gli archi “scemi”, ovvero ribassati, alternati all’arco a sesto pieno del secondo piano
Centrale è anche il balcone in pietra, arricchito da balaustri a sezione tronco-conica rinascimentali intervallati da pilastri decorati da un motivo a festone di quercia (foto di Arianna Susca)
Su quest’ultimo spiccano dei pomi, presumibilmente dei melograni, che rafforzano il legame storico del palazzo con il mondo agricolo (foto di Arianna Susca)
Ma è arrivato il momento di entrare. Ad accoglierci è Domenico Ventrella, il responsabile di sede del Crea
Ci guardiamo attorno soffermandoci sui tanti scaffali...
...che ospitano strumentazioni storiche...
...e importanti reperti legati ai diversi ambiti di ricerca
Conducono lo sguardo fino all'imponente scalinata in pietra che collega i due piani...
...punteggiata di fotografie d’epoca che ritraggono lo stabile...
...e i suoi direttori, tra cui Celso Ulpiani
Il primo livello è quasi interamente dedicato ai laboratori...
...in particolare a quelli di Idrologia...
...e di Analisi chimiche e fertilità del suolo
Mentre il secondo è destinato agli uffici e all’antica biblioteca che conserva documenti e saggi centenari della struttura