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I tesori archeologici di Torre a Mare
Li hanno recuperati lì dove tanti baresi prendono il sole e si fanno il bagno, sulla rocciosa costa di Torre a Mare. Parliamo di centinaia di reperti archeologici appartenenti a un’epoca che va dal Neolitico fino all’Età del Ferro: fornelli, coppette, frammenti di vasi, pezzi di ceramica, moli, tombe, alcuni dei quali risalenti addirittura a 8000 anni fa
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Li hanno recuperati lì dove tanti baresi prendono il sole e si fanno il bagno, sulla rocciosa costa di Torre a Mare. Parliamo di centinaia di reperti archeologici appartenenti a un’epoca che va dal Neolitico fino a all’Età del Ferro (ora custoditi in laboratorio)
Gli scopritori sono gli studenti di archeologia del dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Bari che, diretti dal loro docente Giacomo Disantarosa, sono tornati alla fine di giugno nei luoghi in cui tra gli anni 70 e 80 furono già rinvenuti numerosi reperti: in quella definita come "la culla dei primi baresi"
La spedizione degli esperti comincia dalla foce di Lama Giotta, situata alla fine dell’omonima via, lì dove si trovano i parcheggi delle auto e i punti di accesso alla piazzetta di Torre a Mare
Qui, tra ciottoli, alghe ed enormi massi, riaffiorano i primi manufatti...
...tra questi un antico peso forato nella parte centrale
Ma siamo solo all’inizio. Superato il porticciolo di Torre a Mare, inizia via Grotta della Regina, strada che affianca l’insenatura “Cala Fetta”, sulla quale si affaccia un bar a forma di baita e il circolo Unione
Qui gli archeologi si accorgono subito della presenza di numerose tombe preistoriche disseminate sulla superficie della costa...
...alcune larghe anche qualche metro ma ormai piene di sabbia e vegetazione
Vengono poi prese le misure di quello che sembra un comune scoglio che fuoriesce dall’acqua, ma che in realtà è ciò che rimane del braccio di un molo antico
Ma la scoperta più importante è quella di una struttura in pietra seminascosta dall'erba alta, dotata di tre grandi fori. «Queste aperture servivano per sostenere il peso di grossi pali lignei - spiega Disantarosa -. Di sicuro questa era la base di un imponente edificio preistorico»
Una volta lasciata Calafetta e superato lo scheletro dell’ex locale Grotta Regina incendiato nel 2015, si apre il tratto di costa di Punta della Penna, denominato "bunker" per via della roccaforte difensiva che si trova qui a pochi passi dal mare
In questo punto gli archeologi si ritrovano circondati di reperti. Dietro un grosso masso a pochi metri dal mare vengono scovati pezzi di ceramica a vernice nera diffusa tra il VI e il I secolo a.C.. C'è anche un manico nero di una coppetta monoansata con tre apici, risalente al secondo millennio a.C.
...ci si accorge della presenza tra gli scogli di tante piccole “piscine”: si tratta in realtà di cave per l'estrazione di pietra, utilizzate almeno dal Neolitico
Ma la scoperta più interessante è quella di una serie tombe che nascondono all’interno (tra rifiuti ed erbacce)...
...frammenti di olle e coppe da vino ioniche chiamate "kylikes", databili intorno a 2500 anni fa