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I capolavori moderni del quartiere Murat

Bari 16 foto 22 January 2019

Bari a partire dal Secondo Dopoguerra fu investita da una speculazione edilizia che portò a effetti devastanti. Furono rasi al suolo edifici ottocenteschi e palazzi in stile liberty per far posto a grandi strutture che oggi è facile definire “obbrobri”. Epicentro di questo fenomeno fu il quartiere murattiano, lì dove però riuscì anche a trovare spazio una minoritaria architettura di grande pregio (foto di Alessandro Palermo)

16 fotografie
Il nostro tour inizia da via Sparano, precisamente ad angolo con via Dante, lì dove possiamo ammirare il palazzo degli editori Laterza. Lo stabile fu realizzato tra il 1960 e il 1962 dall’architetto marchigiano Alfredo Lambertucci
Il nostro tour inizia da via Sparano, precisamente ad angolo con via Dante, lì dove possiamo ammirare il palazzo degli editori Laterza. Lo stabile fu realizzato tra il 1960 e il 1962 dall’architetto marchigiano Alfredo Lambertucci
La facciata, sapientemente composta e ordinata, è modulata da dei pannelli di cemento misto a graniglia di vari tipi di marmo che le conferiscono il caratteristico colore rossiccio e che scomparendo lasciano spazio alle aperture a tutta altezza e alle logge
La facciata, sapientemente composta e ordinata, è modulata da dei pannelli di cemento misto a graniglia di vari tipi di marmo che le conferiscono il caratteristico colore rossiccio e che scomparendo lasciano spazio alle aperture a tutta altezza e alle logge
Caratteristico, nei piani residenziali, è lo “svuotamento” dell’angolo, ovvero la presenza di una apertura in posizione angolare, tipica del linguaggio contemporaneo
Caratteristico, nei piani residenziali, è lo “svuotamento” dell’angolo, ovvero la presenza di una apertura in posizione angolare, tipica del linguaggio contemporaneo
Proseguendo in Via Dante svoltiamo a sinistra in Via Argiro dove al numero 73 troviamo palazzo De Florio. L’edificio fu commissionato nel 1957 all’architetto Onofrio Mangini dalla famiglia di commercianti De Florio
Proseguendo in Via Dante svoltiamo a sinistra in Via Argiro dove al numero 73 troviamo palazzo De Florio. L’edificio fu commissionato nel 1957 all’architetto Onofrio Mangini dalla famiglia di commercianti De Florio
Le superfici inclinate della facciata sono caratterizzate da finestre a nastro che si alternano ad aperture vetrate a tutta altezza (invertendosi di posizione tra un piano e l’altro) in corrispondenza degli uffici...
Le superfici inclinate della facciata sono caratterizzate da finestre a nastro che si alternano ad aperture vetrate a tutta altezza (invertendosi di posizione tra un piano e l’altro) in corrispondenza degli uffici...
...e a logge nei livelli adibiti a residenza
...e a logge nei livelli adibiti a residenza
In via Abate Gimma al numero 101 troviamo la sede del Banco di Napoli (oggi Intesa-San Paolo) progettata da una delle figure di spicco della scena architettonica barese negli anni 60 e 70: Vito Sangirardi
In via Abate Gimma al numero 101 troviamo la sede del Banco di Napoli (oggi Intesa-San Paolo) progettata da una delle figure di spicco della scena architettonica barese negli anni 60 e 70: Vito Sangirardi
Un edificio robusto dalla facciata estremamente modulata, disegnato e realizzato tra il 1960 e il 1967, la cui caratteristica principale è l’azzardato accostamento tra un materiale nuovissimo come l’alluminio e uno tradizionale quale la pietra calcarea
Un edificio robusto dalla facciata estremamente modulata, disegnato e realizzato tra il 1960 e il 1967, la cui caratteristica principale è l’azzardato accostamento tra un materiale nuovissimo come l’alluminio e uno tradizionale quale la pietra calcarea
Ci dirigiamo ora verso Corso Vittorio Emanuele per  giungere all’incrocio con via Sparano dove troviamo Palazzo Conte Celio Sabini: una torre che assieme a Palazzo Borrea degli architetti Chiaia e Napolitano crea un monumentale ingresso moderno alla principale via dello shopping barese
Ci dirigiamo ora verso Corso Vittorio Emanuele per giungere all’incrocio con via Sparano dove troviamo Palazzo Conte Celio Sabini: una torre che assieme a Palazzo Borrea degli architetti Chiaia e Napolitano crea un monumentale ingresso moderno alla principale via dello shopping barese
La facciata elogia la libertà costruttiva del cemento armato con ampie vetrate ritmate e da pilastri leggermente in aggetto rivestiti di marmette quarzate che conferiscono una forte verticalità all’aspetto dell’edificio
La facciata elogia la libertà costruttiva del cemento armato con ampie vetrate ritmate e da pilastri leggermente in aggetto rivestiti di marmette quarzate che conferiscono una forte verticalità all’aspetto dell’edificio
Da notare l’uso della pietra come tamponatura in angolo che viene privata della sua pesantezza e fatta “fluttuare” tra un piano e l’altro separando i setti con finestre a nastro
Da notare l’uso della pietra come tamponatura in angolo che viene privata della sua pesantezza e fatta “fluttuare” tra un piano e l’altro separando i setti con finestre a nastro
Elegante la soluzione per il coronamento dell’edificio con l’intelaiatura lasciata a vista a creare quasi un pergolato che richiama la tradizione costruttiva mediterranea
Elegante la soluzione per il coronamento dell’edificio con l’intelaiatura lasciata a vista a creare quasi un pergolato che richiama la tradizione costruttiva mediterranea
Proseguiamo ora verso Piazza Ferrarese per giungere a quella che è l’ultima tappa del nostro viaggio, ovvero un edificio tanto iconico quanto vittima di infinite critiche sin dal primo giorno di apertura del suo cantiere nel 1977. Parliamo di Palazzo Andidero, situato all’inizio della Muraglia
Proseguiamo ora verso Piazza Ferrarese per giungere a quella che è l’ultima tappa del nostro viaggio, ovvero un edificio tanto iconico quanto vittima di infinite critiche sin dal primo giorno di apertura del suo cantiere nel 1977. Parliamo di Palazzo Andidero, situato all’inizio della Muraglia
I suoi progettisti Marcello Petrignani, Marina Ruggero e Mauro Buffi ben studiarono l’ambiente circostante creando un’architettura contemporanea che dialoga perfettamente con il contesto storico
I suoi progettisti Marcello Petrignani, Marina Ruggero e Mauro Buffi ben studiarono l’ambiente circostante creando un’architettura contemporanea che dialoga perfettamente con il contesto storico
Il basamento obliquo, lo spigolo appuntito, il muro pieno rivestito di pietra rigata, le finestre orizzontali “come vani di cannone” sono evidenti richiami al Fortino e all’architettura militare aragonese in genere, nonché alla stessa Muraglia
Il basamento obliquo, lo spigolo appuntito, il muro pieno rivestito di pietra rigata, le finestre orizzontali “come vani di cannone” sono evidenti richiami al Fortino e all’architettura militare aragonese in genere, nonché alla stessa Muraglia
L’edificio presenta al piano terra un ampio spazio vuoto che fa da filtro tra esterno e interno circondato da una cancellata bronzea realizzata dal grande artista pugliese Raffaele Spizzico
L’edificio presenta al piano terra un ampio spazio vuoto che fa da filtro tra esterno e interno circondato da una cancellata bronzea realizzata dal grande artista pugliese Raffaele Spizzico