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Grumo, il paese carbonaro
Grumo Appula, piccolo comune a sud ovest di Bari, ha una storia da raccontare, fatta di cospirazioni, fughe e assassini. Il paese nel primo ventennio dell’800 fu infatti un importante presidio dei carbonari. A capo dei rivoluzionari c’era Giovanni Scippa, che aveva costituito una cerchia chiamata "Bruto secondo". Fu proprio lui a ospitare e nascondere nel 1821 il napoletano Giuseppe Silvati e il calabrese Michele Morelli, carbonari perseguitati dalle truppe reali nell'allora Regno delle Due Sicilie (foto di Giusy Rubino)
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Grumo Appula, nel primo ventennio dell’800 fu un importante presidio dei carbonari. A capo dei rivoluzionari c’era Giovanni Scippa, che aveva costituito una cerchia chiamata "Bruto secondo". Fu proprio lui a ospitare e nascondere nel 1821 il napoletano Giuseppe Silvati e il calabrese Michele Morelli, carbonari perseguitati dalle truppe reali nell'allora Regno delle Due Sicilie
Di quell'avventura oggi rimane una preziosa testimonianza: la sciabola di Silvati, donata da quest’ultimo a Scippa in segno di gratitudine. A custodirla, assieme a uno spadino del suo avo, è un erede del carbonaro, anch'egli di nome Giovanni
Il palazzo presente in via Chiesa Madre: lì dove duecento anni fa si nascosero i due carbonari. L'edificio, situato al civico numero 9, si trova a due passi dalla chiesa di Santa Maria Assunta
Sulla mezzaluna del portone di ingresso notiamo incise le iniziali di Giovanni Scippa, sormontate dallo stemma di famiglia: un leone rampante su una quercia, racchiusi in uno scudo militare. Un segno distintivo di quella piccola Grumo che voleva scrivere la grande storia italiana