Tutte le gallerie
Fotogallery
Gli abiti vintage di Anna
“Storie dentro gli armadi”. È questo lo slogan impresso sulla vetrina del negozio vintage della 47enne Annamaria Vasta: una frase che racchiude la filosofia che caratterizza la sua attività. Sì perché la donna non si limita a vendere vestiti usati ma racconta a chi la va a trovare il lungo passato di ogni capo. Infatti è lei stessa a recarsi nelle abitazioni di coloro che richiedono la sua consulenza e questo le consente di conoscere più profondamente vita e passioni dei “donatori”. Siamo andati così a conoscere Annamaria nel suo negozio “Pescivolanti” sito in via Imbriani, nel quartiere Madonnella di Bari (foto di Paola Grimaldi)
18 fotografie
Siamo andati così a trovare Annamaria Vasta nel suo negozio “Pescivolanti”...
...sito in via Imbriani, nel quartiere Madonnella di Bari
Appena giunti al civico 103, due grandi carpe stilizzate ci annunciano che siamo arrivati
Varcata la soglia, ci ritroviamo in un ambiente piccolo ma accogliente
Spicca una parete rivestita con della carta da parati color azzurro cielo al cui interno “volano” delle carpe arancioni e dorate che riprendono quelle della vetrata d’ingresso
Anna ci spiega l'origine del nome del suo negozio. «Il mio obiettivo è recuperare e riadattare abiti di diverse provenienze per poi provare a raccontarli e a venderli accompagnati dalla loro storia. Gli abiti “salvati” sono proprio come dei pesci che, volando, risorgono dal mare»
E così Anna ci mostra il primo abito di cui vuole raccontarci: un elegante abito color champagne degli anni 50 fatto su misura, con il corpetto in stoffa decorata con filo d’oro e gonna di tulle...
...prodotto addirittura in un atelier di Lione, proprio come dimostra la sua etichetta. «Questo vestito da sera apparteneva a una donna che abitava in via Sparano», ci racconta la negoziante
Alla stessa signora apparteneva anche un altro vestito, sempre realizzato su misura. Un abito di lino a maniche corte decorato con perline azzurre, di certo più sbarazzino e meno impegnativo del primo
Anna ci fa vedere ora una giacca di camoscio blu appartenuta a una donna che viveva di fronte alla sede Rai di Bari. «Chi comprasse questa giacca – sottolinea – acquisterebbe la storia di una donna che amava leggere, andare a teatro, viaggiare e che adorava la moda...
...la sua vera passione però era il suo gatto e poi i foulard, di cui aveva una collezione ricchissima. Li ho qui in negozio...
...assieme ai suoi orecchini
Il nostro sguardo si posa ora su uno splendido abito lungo, grigio e bianco, tempestato di perline. La particolarità di questo capo è che fu prodotto proprio in via Imbriani
«Prima su questa strada c’erano degli atelier di abiti da sposa – spiega –: questo vestito mi è stato donato proprio dalla sarta che un tempo lavorava in una di quelle boutique. Dovrebbe essere degli anni 70»
L’ultimo indumento che ci viene esibito è un vestito blu notte in pura seta. «Apparteneva a una giovane professionista di Bari che a sua volta l’aveva ereditato da una parente», racconta
Qualche tempo dopo però una designer, Federica Centore, notò l’abito e lo selezionò fra i capi da modificare in occasione di un laboratorio che avrebbe tenuto in una scuola di moda».
Così il vestito, in origine semplice e casual, fu trasformato in un abito da sera...
...grazie all’applicazione del pizzo nero che oggi impreziosisce il punto vita
«Per questo ora ha due etichette: quella sua originale e quella della designer, che testimoniano le due esistenze che ha già vissuto