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Giacomo il "raccoglitore d'alghe"

Polignano a Mare 9 foto 22 September 2025

«Sessant’anni fa, ogni volta che c’era una mareggiata, mi recavo all’alba sulla costa per andare a raccogliere la posidonia, che poi vendevo ai tanti agricoltori della zona». A parlare è l’85enne polignanese Giacomo Recchia, colui che può essere definito un “raccoglitore d’alghe”. C’è stato un tempo infatti in cui le piante marine che si spiaggiavano sul litorale venivano prelevate per essere usate come fertilizzante per i campi. In particolare era la preziosa posidonia, di cui il fondale barese è ricco, a essere utilizzata per proteggere e arricchire i terreni.

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«Sessant’anni fa, ogni volta che c’era una mareggiata, mi recavo all’alba sulla costa per andare a raccogliere la posidonia, che poi vendevo ai tanti agricoltori della zona»
«Sessant’anni fa, ogni volta che c’era una mareggiata, mi recavo all’alba sulla costa per andare a raccogliere la posidonia, che poi vendevo ai tanti agricoltori della zona»
A parlare è l’85enne polignanese Giacomo Recchia, colui che può essere definito un “raccoglitore d’alghe”
A parlare è l’85enne polignanese Giacomo Recchia, colui che può essere definito un “raccoglitore d’alghe”
C’è stato un tempo infatti in cui le piante marine che si spiaggiavano sul litorale venivano prelevate per essere usate come fertilizzante per i campi
C’è stato un tempo infatti in cui le piante marine che si spiaggiavano sul litorale venivano prelevate per essere usate come fertilizzante per i campi
In particolare era la preziosa posidonia, di cui il fondale barese è ricco, a essere utilizzata per proteggere e arricchire i terreni (foto di Yoruno)
In particolare era la preziosa posidonia, di cui il fondale barese è ricco, a essere utilizzata per proteggere e arricchire i terreni (foto di Yoruno)
Un qualcosa oggi che non è più possibile. Le cosiddette banquettes (ovvero le “profumate” alghe e fanerogame che si accumulano sulle spiagge) non possono infatti essere toccate, perché si è compresa la loro importante funzione protettiva delle coste
Un qualcosa oggi che non è più possibile. Le cosiddette banquettes (ovvero le “profumate” alghe e fanerogame che si accumulano sulle spiagge) non possono infatti essere toccate, perché si è compresa la loro importante funzione protettiva delle coste
Prima però non era così. Il signor Recchia si fermava soprattutto a Cala San Giovanni...(foto di Gianni Talenti)
Prima però non era così. Il signor Recchia si fermava soprattutto a Cala San Giovanni...(foto di Gianni Talenti)
... e a Cala Paura e lì, con pazienza, cominciava un lavoro di selezione delle banquettes (foto di Gianni Talenti)
... e a Cala Paura e lì, con pazienza, cominciava un lavoro di selezione delle banquettes (foto di Gianni Talenti)
«Prendevo solo la posidonia e non le alghe comuni – afferma -. E poi con un rastrello separavo le foglie dagli altri residui come le “palle di mare” e le “olive di mare”, queste ultime il frutto della pianta marina» (foto di Tigerente)
«Prendevo solo la posidonia e non le alghe comuni – afferma -. E poi con un rastrello separavo le foglie dagli altri residui come le “palle di mare” e le “olive di mare”, queste ultime il frutto della pianta marina» (foto di Tigerente)
In mente ci viene il dipinto di Paul Gauguin “Raccoglitori d’alghe” del 1889, in cui il celebre pittore ritrae donne e uomini tahitiani intenti a raccogliere le piante marine
In mente ci viene il dipinto di Paul Gauguin “Raccoglitori d’alghe” del 1889, in cui il celebre pittore ritrae donne e uomini tahitiani intenti a raccogliere le piante marine