Notizie
Tutte le gallerie
Fotogallery

Corato, la sfilata dei carri

13 foto 21 September 2019

C’era U traìn, La vagnarol, La sciarrett e pure U sciaraball. Cosa stanno a indicare questi nomi? I vari tipi di carri in legno un tempo usati per il lavoro nei campi o utilizzati per il trasporto di merci e persone. A Corato c’è chi ha conservato e restaurato gli antichi carretti, veri e propri pezzi di memoria contadina. Da qui l’idea di organizzare una manifestazione che avesse come attori proprio questi colorati “veicoli”. È nata così, nel 1993, la “Sfilata di carri e attacchi d’epoca”, che ogni autunno vede la partecipazione di carri, cavalli e persone vestite con abiti d’epoca. Quest’anno l’evento si terrà domenica 6 ottobre in zona Sant’Elia

13 fotografie
L'organizzatore della sfilata Vito Scatamacchia, ci mostra alcune immagini risalenti agli anni 50 che ritraggono i suoi nonni e genitori mentre lavorano nei campi
L'organizzatore della sfilata Vito Scatamacchia, ci mostra alcune immagini risalenti agli anni 50 che ritraggono i suoi nonni e genitori mentre lavorano nei campi
Ci conduce poi in cantine e agriturismi dove sono conservati alcuni dei protagonisti della prossima manifestazione. La prima tappa è la cooperativa  Terra Maiorum
Ci conduce poi in cantine e agriturismi dove sono conservati alcuni dei protagonisti della prossima manifestazione. La prima tappa è la cooperativa Terra Maiorum
Il primo mezzo che ammiriamo è un carrettino dai tenui colori grigio e rosa: è uno “sciaraball”, il cui nome è una storpiatura del francese char-à-bancs. È un carro leggero montato su balestre con dei banchi di legno utili per la seduta
Il primo mezzo che ammiriamo è un carrettino dai tenui colori grigio e rosa: è uno “sciaraball”, il cui nome è una storpiatura del francese char-à-bancs. È un carro leggero montato su balestre con dei banchi di legno utili per la seduta
Ecco poi U traìn (il traino), un carro piccolo rosso e nero con ruote di medie dimensioni che veniva utilizzato più che altro per il trasporto delle merci...
Ecco poi U traìn (il traino), un carro piccolo rosso e nero con ruote di medie dimensioni che veniva utilizzato più che altro per il trasporto delle merci...
...la stessa funzione di U carr (il carro), che portava a bordo più che altro grano
...la stessa funzione di U carr (il carro), che portava a bordo più che altro grano
Arriviamo ora all’agriturismo e circolo ippico San Giuseppe, lì dove tra l’altro sono allevati i cavalli che traineranno i carretti durante la manifestazione
Arriviamo ora all’agriturismo e circolo ippico San Giuseppe, lì dove tra l’altro sono allevati i cavalli che traineranno i carretti durante la manifestazione
All’ingresso della struttura troviamo una vagnarol, che prende il nome dalla “vignarola”, un tipo di legno che veniva prodotto a Corato. E’ un carro più elegante di quelli visti in precedenza: di color ocra, più leggero, arricchito da sedili in pelle e dotato di ruote di medie dimensioni
All’ingresso della struttura troviamo una vagnarol, che prende il nome dalla “vignarola”, un tipo di legno che veniva prodotto a Corato. E’ un carro più elegante di quelli visti in precedenza: di color ocra, più leggero, arricchito da sedili in pelle e dotato di ruote di medie dimensioni
Ben più grande è invece U traìn gran, traino in legno massiccio che veniva trasportato da più cavalli vista la sua mole
Ben più grande è invece U traìn gran, traino in legno massiccio che veniva trasportato da più cavalli vista la sua mole
Infine concludiamo il nostro giro nella tenuta con il “re” dei carri: La sciarrett (il calesse)...
Infine concludiamo il nostro giro nella tenuta con il “re” dei carri: La sciarrett (il calesse)...
...dedito al trasporto delle persone, come si può notare dall’ampio sedile in pelle...
...dedito al trasporto delle persone, come si può notare dall’ampio sedile in pelle...
...e dalle decorazioni intagliate nel legno
...e dalle decorazioni intagliate nel legno
Ma non è finita qui: anche gli attacchi con cui veniva legato il cavallo al carro saranno al centro dell’evento. E c’è un perché. Ce lo spiega l’ex agricoltore 86enne Michele Lastella, che incontriamo nella sua abitazione, lì dove conserva e colleziona collari e finimenti utili a legare gli animali
Ma non è finita qui: anche gli attacchi con cui veniva legato il cavallo al carro saranno al centro dell’evento. E c’è un perché. Ce lo spiega l’ex agricoltore 86enne Michele Lastella, che incontriamo nella sua abitazione, lì dove conserva e colleziona collari e finimenti utili a legare gli animali
«Si trattava di attrezzi resistenti e spesso molto eleganti - afferma orgoglioso Michele -. Di particolare pregio erano i completi per traino a pettorale con decorazioni in pelle di tasso. Potevamo “domare” fino a tre cavalli, quelli necessari al trasporto dei carri più grandi, maestosi e resistenti»
«Si trattava di attrezzi resistenti e spesso molto eleganti - afferma orgoglioso Michele -. Di particolare pregio erano i completi per traino a pettorale con decorazioni in pelle di tasso. Potevamo “domare” fino a tre cavalli, quelli necessari al trasporto dei carri più grandi, maestosi e resistenti»