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Corato, la sfilata dei carri
C’era U traìn, La vagnarol, La sciarrett e pure U sciaraball. Cosa stanno a indicare questi nomi? I vari tipi di carri in legno un tempo usati per il lavoro nei campi o utilizzati per il trasporto di merci e persone. A Corato c’è chi ha conservato e restaurato gli antichi carretti, veri e propri pezzi di memoria contadina. Da qui l’idea di organizzare una manifestazione che avesse come attori proprio questi colorati “veicoli”. È nata così, nel 1993, la “Sfilata di carri e attacchi d’epoca”, che ogni autunno vede la partecipazione di carri, cavalli e persone vestite con abiti d’epoca. Quest’anno l’evento si terrà domenica 6 ottobre in zona Sant’Elia
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L'organizzatore della sfilata Vito Scatamacchia, ci mostra alcune immagini risalenti agli anni 50 che ritraggono i suoi nonni e genitori mentre lavorano nei campi
Ci conduce poi in cantine e agriturismi dove sono conservati alcuni dei protagonisti della prossima manifestazione. La prima tappa è la cooperativa Terra Maiorum
Il primo mezzo che ammiriamo è un carrettino dai tenui colori grigio e rosa: è uno “sciaraball”, il cui nome è una storpiatura del francese char-à-bancs. È un carro leggero montato su balestre con dei banchi di legno utili per la seduta
Ecco poi U traìn (il traino), un carro piccolo rosso e nero con ruote di medie dimensioni che veniva utilizzato più che altro per il trasporto delle merci...
...la stessa funzione di U carr (il carro), che portava a bordo più che altro grano
Arriviamo ora all’agriturismo e circolo ippico San Giuseppe, lì dove tra l’altro sono allevati i cavalli che traineranno i carretti durante la manifestazione
All’ingresso della struttura troviamo una vagnarol, che prende il nome dalla “vignarola”, un tipo di legno che veniva prodotto a Corato. E’ un carro più elegante di quelli visti in precedenza: di color ocra, più leggero, arricchito da sedili in pelle e dotato di ruote di medie dimensioni
Ben più grande è invece U traìn gran, traino in legno massiccio che veniva trasportato da più cavalli vista la sua mole
Infine concludiamo il nostro giro nella tenuta con il “re” dei carri: La sciarrett (il calesse)...
...dedito al trasporto delle persone, come si può notare dall’ampio sedile in pelle...
...e dalle decorazioni intagliate nel legno
Ma non è finita qui: anche gli attacchi con cui veniva legato il cavallo al carro saranno al centro dell’evento. E c’è un perché. Ce lo spiega l’ex agricoltore 86enne Michele Lastella, che incontriamo nella sua abitazione, lì dove conserva e colleziona collari e finimenti utili a legare gli animali
«Si trattava di attrezzi resistenti e spesso molto eleganti - afferma orgoglioso Michele -. Di particolare pregio erano i completi per traino a pettorale con decorazioni in pelle di tasso. Potevamo “domare” fino a tre cavalli, quelli necessari al trasporto dei carri più grandi, maestosi e resistenti»