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Corato, la maledetta masseria Rivera
All'apparenza è solo un podere abbandonato della Murgia coratina, ma in realtà nasconde una storia fatta di omicidi, vendette e "maledizioni". È il ritratto della masseria Rivera, costruzione rurale che nell'800 fu teatro dell'assassinio del brigante Luigi Terrone e di una terribile ritorsione in cui fu trucidato anche un bambino di 8 anni
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Per raggiungere la masseria usciamo da Corato percorrendo in direzione sud-ovest la strada provinciale 103. Dopo una decina di chilometri l'arteria si immette nella strada provinciale 34. Dopo sette chilometri svoltiamo a destra, verso contrada Livrea
Ancora un paio di chilometri alla guida e arriviamo a destinazione: un cartello ci segnala che siamo in località Posta di Mezzo
La masseria è composta da tre edifici in pietra adiacenti...
...un tempo adibiti ad alloggio per i contadini, stalle e deposito per i raccolti
E sin dalle prime occhiate mostra tutti i segni di decenni di abbandono: uno degli stabili presenta una delle due finestre e la porta d'accesso annerite, segno di un incendio appiccato da ignoti
Accedere all'interno delle strutture è impossibile, a causa della fitta vegetazione spontanea e dei tetti crollati
E attorno è un susseguirsi di sterpaglie che si sono impadronite del terreno incolto, intervallate da qualche ulivo solitario
Facciamo un giro del complesso, cinto a sinistra da un malmesso muretto a secco...
...e a destra da una rete in ferro
Dal retro della dimora il dissesto appare ancora più evidente...
...spicca in particolare l'assenza della copertura, venuta giù rovinosamente
E a pochi passi avvistiamo anche una graziosa chiesetta...
...il cui interno però, oltre a un'altarino in pietra, offre solo affreschi sbiaditi e calcinacci sparsi per terra