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Corato, il dipinto di Santa Maria Greca
Un ritratto della Madonna creato per volontà divina, che avrebbe dato il via alla miracolosa guarigione dalla peste di un intero paese. È l’intrigante leggenda che si cela dietro il quadro di Santa Maria Greca, custodito nell’omonimo santuario di Corato, in provincia di Bari
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L’edificio sorge in corso Garibaldi 55, nel borgo antico. La bianca facciata, in stile neoclassico, è solcata da quattro paraste che terminano in altrettanti capitelli ionici...
...risulta inoltre puntellata da tre oculi: quelli laterali sono ciechi, mentre l’apertura centrale sormonta l’ingresso, a sua volta posto in cima a una piccola scalinata
Varchiamo l’entrata per esplorare l’interno, dislocato su una pianta a croce greca con tre navate
Diamo un’occhiata all’altare marmoreo, sovrastato da una finestra dai colori vivaci...
...per poi concentrarci sull’ala destra dell’ambiente. Qui osserviamo prima il sepolcro di Luisa Piccarreta, mistica coratina scomparsa nel 1947
Poi, a poca distanza, individuiamo l’accesso alla rampa che conduce nella cripta
Lo imbocchiamo, imbattendoci a sinistra della rampa in una statua di cartapesta riccamente decorata che ritrae proprio la Madonna Greca
E man mano che scendiamo le scale ci rendiamo conto di trovarci in un piccolo gioiello posto cinque metri sotto il livello stradale
Il tempietto è infatti costituito da una stanza coperta da un’unica volta a crociera con decorazioni barocche, dalla quale pende un raffinato lampadario del 900 in vetro di Murano
Il lato sinistro, oltre a un gruppo della Madonna del Rosario in plastica del 1952...
...offre la curiosa visione del prolungamento murario non intonacato della chiesa sovrastante
Volgiamo lo sguardo verso l’abside, preceduto da due curatissime fioriere e una balaustra a colonnine in pietra marrone di Minervino Murge
Il nostro occhio cade naturalmente sul massiccio altare marmoreo color castagna forgiato nel 1921...
...lì dove sulla parte sommitale spicca il dipinto “divino”: l’adoratissima icona di Maria, realizzata a olio su legno di pioppo
La protagonista del quadro ha la pelle scura ed è vestita con abiti di foggia greca, altro elemento che ha contribuito al suo appellativo. Con la mano destra regge Gesù Bambino, con la sinistra impugna un pastorale bizantino
Alla sinistra dell’immagine adocchiamo infine un’apertura: la oltrepassiamo...
...ritrovandoci in un piccolo ambiente completamente spoglio e all’apparenza anonimo. Ma è proprio qui che sarebbe avvenuto il miracolo nel lontano 1656, dando inizio a un culto che sopravvive a distanza di più di trecento anni