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Bitonto, l'associazione Mò Heart
Questa è una finestra sulla città di Bitonto, aperta a tutti: molti artisti sono partiti proprio da qui e si sono fatti strada». A parlare è Damiano Bove, fondatore e coordinatore dell’associazione “Mò Heart”, attiva da circa 20 anni nel comune del nord barese. Affermatasi nel tempo come un vero cenacolo culturale, l’iniziativa del 71enne bitontino promuove diverse forme d’arte (pittura e poesia su tutte), dando l’opportunità a tanti giovani di cominciare a farsi conoscere attraverso mostre ed eventi (foto di Paola Grimaldi)
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Per andare a conoscere "Mò Heart" entriamo nel centro storico di Bitonto...
...per giungere al Muro di Porta Robustina: una strada che si inerpica seguendo il tracciato dell’antica cinta muraria cittadina
Qui ci troviamo davanti a una porticina rossa...
..., sull’uscio della quale ci accoglie Damiano, introducendoci nel suo piccolo regno di colorata creatività: "Mò heart"
La sede dell’associazione è una stanza stretta e lunga alle cui pareti si susseguono dipinti di vario genere...
...dal naturalistico all’astratto...
...dai ritratti ai paesaggi
Alcune sono opere dello stesso Bove, altre riportano il nome dell’autore su una targhetta
Non mancano piccole sculture...
...qualche locandina di eventi passati...
... una tela su un cavalletto
Qui anche le sedie esprimono inventiva: ne notiamo in particolare quattro sulla destra, decorate con la tecnica del decoupage
Damiano ci mostra ora un luogo ancora più intimo. Si trova esattamente al di sotto della stanza in cui siamo appena stati, ma per raggiungerlo usciamo all’esterno e facciamo il giro dell’isolato. Arriviamo così a una stretta porta in ferro...
...la superiamo e scendiamo qualche ripido scalino. Ci troviamo in uno spazio angusto e pieno di oggetti sugli scaffali
«È il mio laboratorio personale – rivela Bove –: il luogo in cui ancora oggi vengo a dipingere». Su uno stretto bancone appoggiato alla parete c’è il quadretto a cui Damiano sta lavorando in questo periodo
Poco più in là, notiamo uno strano macchinario meccanico. «È una tranciatrice – ci spiega -: con questa si tagliano i pezzi di legno che poi vengono attaccati per formare le cornici»
E non manca qualche oggetto antico. Damiano ce ne mostra uno in particolare: un vecchio stampino che i panettieri usavano per dare la forma alle tradizionali “rosette”. Un simbolo della tradizione famigliare dei Bove: quella che Damiano non ha voluto proseguire in nome dell’arte