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Bitonto, l'abbazia di San Leone
Una secolare storia legata a una grande fiera citata addirittura nel Decameron di Boccaccio, preziosi e suggestivi affreschi trecenteschi e un chiostro con raffinati colonnati e capitelli decorati. È il mondo che si cela all’interno dell’abbazia di San Leone, complesso religioso edificato tra l’XI e il XII secolo a Bitonto (foto di Fabio Voglioso)
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L’abbazia di San Leone fu edificata a Bitonto tra l’XI e il XII secolo
Siamo andati visitare il complesso religioso, aiutati dal dettagliato volume “L’abbazia di San Leone a Bitonto - un monumento nel tempo” (quorum edizioni) di Marcello Mignozzi
L’ex convento si trova in posizione centrale, adiacente all’angolo nord della verdeggiante villa comunale
Ci basta quindi alzare la testa per ammirare il trecentesco campanile che sovrasta l’abbazia: è a cuspide con l’ampia apertura ogivale che ospita due campane
Avvicinandoci alla facciata in pietra, coperta da alberi e luminarie temporanee...
...notiamo delle snelle finestre in stile gotico-pugliese e l’architrave di accesso alla chiesa con dedica al santo
Sul prospetto laterale sono invece ben evidenti le sovrapposizioni strutturali dell’edificio...
...antiche arcate murate con all’interno finestroni rettangolari più recenti
Attraverso un ampio portone in legno...
...ci spostiamo quindi nel chiostro interno, costruito sul preesistente cortile benedettino intorno al 1524
La data è riportata su una porta insieme con lo stemma degli olivetani e la frase latina ad solem versus ne loquaris (quando il sole ha compiuto il suo corso, non parlare)
La struttura quadrangolare è costituita da raffinati colonnati voltati a crociera con arcate a tutto sesto
Queste furono riscoperte negli anni 80 con l’abbattimento del muro che le aveva inglobate
Ad affascinare sono gli eleganti capitelli, ornati in diversi modi: volute angolari...
...protomi umane...
...foglie d’acanto con coppe sovrastate da delfini
L’ultima ala del chiostro si interrompe bruscamente a metà, lasciando scoperto il resto della struttura
Del restante colonnato, crollato nel corso dei secoli, sono ancora visibili i peducci di appoggio delle volte e le arcate murate
Attraversando il rigoglioso cortile tra agrumi, cycas e arbusti...
...attraverso una porta ci spostiamo all’interno della chiesa. L’edificio religioso si presenta come un alto ambiente rettangolare ad aula unica, illuminato da finestroni gotici...
...e chiuso da una copertura in legno spiovente
Accanto però a “moderni” altari dalle linee semplici, corredati da statue di santi in cartapesta...
...permangono in questa chiesa anche elementi più antichi. Come la scultura raffigurante San Leone, del 1671...
...e soprattutto gli affreschi del presbiterio, delimitato da un ampio arco ogivale
Qui infatti le alte pareti sono interamente colorate con molteplici scene religiose...
...e si resta incantati di fronte ai differenti cromatismi e alla raffinatezza dei particolari delle opere
Sulla parete di fondo è rappresentato il Giudizio universale, con il Cristo pantocratore sul trono...
...e al di sotto gli apostoli con tuniche dai colori vivaci...
...e quattro pannelli con vari personaggi tra cui la Vergine e un angelo...
...che accompagnano i beati in Paradiso
Sul lato destro scorgiamo in alto gli evangelisti con le sacre scritture...
...mentre nel livello inferiore tre edicole trilobate in cui sono inseriti San Nicola da Tolentino, San Nicola da Myra...
...e Santa Caterina d’Alessandria
E infine la terza parete, che si rivela la più ricca di particolari, nonostante buona parte degli stucchi sia andata perduta. Si tratta del Lignum vitae (Albero della vita): tema iconografico diffuso tra il XIII e XIV secolo ispirato alla tradizione ebraico-cristiana
Al centro, seppur molto sbiadito, si staglia imponente il Cristo sulla croce, dal quale dipartono dodici rami accompagnati da scritte ormai quasi illeggibili. Ai piedi del Messia vi sono la Vergine e San Giovanni, con al centro San Pietro e Paolo racchiusi in due grandi foglie
Concludono la scena, sul lato sinistro, rappresentazioni di santi e angeli in riquadri geometrici...
...e, nella fascia in basso, San Bonaventura di Bagnoregio, fiancheggiato da sei santi fra cui San Benedetto: l'ispiratore di quei monaci che quasi mille anni fa, edificarono questa splendida abbazia sopravvissuta nel tempo