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Bitonto, il Trappeto del Feudo

Bitonto 25 foto 18 January 2021

Un casale di epoca romana, una chiesetta dismessa, resti di macine, una peschiera e due menhir. Sono i tesori conservati all’interno del Trappeto del Feudo, un complesso risalente a circa duemila anni fa: ampliato nel XIII secolo è ancora ben visibile sulla strada che collega Santo Spirito a Bitonto (foto di Valentina Rosati)  

25 fotografie
Per arrivare al Trappeto del Feudo da Bari percorriamo la Statale 16, imbocchiamo l’uscita Bitonto Santo Spirito e proseguiamo per circa due chilometri lungo la Strada Provinciale 91: la nostra destinazione si trova sulla destra
Per arrivare al Trappeto del Feudo da Bari percorriamo la Statale 16, imbocchiamo l’uscita Bitonto Santo Spirito e proseguiamo per circa due chilometri lungo la Strada Provinciale 91: la nostra destinazione si trova sulla destra
Dall’esterno l’edificio si presenta a base rettangolare con un tetto spiovente a chiancarelle che ricorda strutture di cui ci siamo già occupati: i lamioni
Dall’esterno l’edificio si presenta a base rettangolare con un tetto spiovente a chiancarelle che ricorda strutture di cui ci siamo già occupati: i lamioni
All’interno del giardino subito notiamo una grande pietra fissata perpendicolarmente nel terreno: si tratta di un menhir risalente al Neolitico
All’interno del giardino subito notiamo una grande pietra fissata perpendicolarmente nel terreno: si tratta di un menhir risalente al Neolitico
A “fare compagnia” al monumento c’è anche un altro menhir di grandezza più modesta che il proprietario ha dovuto incastonare tra le pareti del frantoio dopo un tentato furto qualche anno fa
A “fare compagnia” al monumento c’è anche un altro menhir di grandezza più modesta che il proprietario ha dovuto incastonare tra le pareti del frantoio dopo un tentato furto qualche anno fa
Alle spalle del megalite ammiriamo quindi la grande struttura d’epoca romana rimaneggiata a più riprese tra il XIV e il XVII secolo...
Alle spalle del megalite ammiriamo quindi la grande struttura d’epoca romana rimaneggiata a più riprese tra il XIV e il XVII secolo...
...e ci introduciamo nel giardino interno attraverso un cancello cinto da un alto muretto. Al centro, ai piedi di un alberello, sono posizionati quattro oggetti tondi di pietra
...e ci introduciamo nel giardino interno attraverso un cancello cinto da un alto muretto. Al centro, ai piedi di un alberello, sono posizionati quattro oggetti tondi di pietra
Tre sono basi delle macine romane per la lavorazione delle olive
Tre sono basi delle macine romane per la lavorazione delle olive
Il quarto, che ha un solco circolare, è invece il piatto di una pressa
Il quarto, che ha un solco circolare, è invece il piatto di una pressa
Sul lato destro c’è poi un ingresso ad arco realizzato intorno all’800 che si affacciava direttamente sulla strada provinciale. Attorno alla metà del secolo scorso, con l’arteria che diventava sempre più trafficata e pericolosa, è stato dismesso e murato
Sul lato destro c’è poi un ingresso ad arco realizzato intorno all’800 che si affacciava direttamente sulla strada provinciale. Attorno alla metà del secolo scorso, con l’arteria che diventava sempre più trafficata e pericolosa, è stato dismesso e murato
È arrivato ora il momento di ammirare l’interno entrandovi dal suo accesso medievale
È arrivato ora il momento di ammirare l’interno entrandovi dal suo accesso medievale
La struttura infatti ne possiede altri due, di cui uno originale collocato sul retro...
La struttura infatti ne possiede altri due, di cui uno originale collocato sul retro...
...e un altro di epoca rinascimentale con tre alti scalini a ciascun lato della porta
...e un altro di epoca rinascimentale con tre alti scalini a ciascun lato della porta
Possiamo quindi osservare meglio l’architettura del fabbricato, frutto di due edifici accorpati realizzati in periodi distinti
Possiamo quindi osservare meglio l’architettura del fabbricato, frutto di due edifici accorpati realizzati in periodi distinti
Notiamo prima l’ampio ambiente a volta risalente a circa duemila anni fa, con aperture ad arco sulle pareti laterali nelle quali molto probabilmente erano adagiate le presse
Notiamo prima l’ampio ambiente a volta risalente a circa duemila anni fa, con aperture ad arco sulle pareti laterali nelle quali molto probabilmente erano adagiate le presse
La sezione d’età medievale è invece costituita da uno spazio poco più piccolo con copertura ogivale, con gli archi acuti che sembrano quasi fatti per dividere l’area in due parti
La sezione d’età medievale è invece costituita da uno spazio poco più piccolo con copertura ogivale, con gli archi acuti che sembrano quasi fatti per dividere l’area in due parti
Alzando lo sguardo è persino possibile notare una piccola finestrella che, situata esattamente al centro, segna il punto d’incontro dei due corpi di epoca diversa
Alzando lo sguardo è persino possibile notare una piccola finestrella che, situata esattamente al centro, segna il punto d’incontro dei due corpi di epoca diversa
Di particolare interesse è poi il forno romano, segno che il grano macinato veniva qui usato per preparare il pane
Di particolare interesse è poi il forno romano, segno che il grano macinato veniva qui usato per preparare il pane
Ci rechiamo ora nel retro del trappeto per visitare un altro tesoro: i resti della chiesetta cinquecentesca ormai dismessa
Ci rechiamo ora nel retro del trappeto per visitare un altro tesoro: i resti della chiesetta cinquecentesca ormai dismessa
Varchiamo la porticina in legno e ci ritroviamo in un piccolo spazio voltato a botte con due anguste finestrelle
Varchiamo la porticina in legno e ci ritroviamo in un piccolo spazio voltato a botte con due anguste finestrelle
Un tocco di colore viene conferito dal pavimento con le sue mattonelle decorate risalenti “solo” al secolo scorso
Un tocco di colore viene conferito dal pavimento con le sue mattonelle decorate risalenti “solo” al secolo scorso
L’ultima tappa della nostra esplorazione è nel secondo appezzamento situato di fronte alla masseria, lì dove si trova un’ulteriore struttura realizzata con la tecnica del muretto a secco
L’ultima tappa della nostra esplorazione è nel secondo appezzamento situato di fronte alla masseria, lì dove si trova un’ulteriore struttura realizzata con la tecnica del muretto a secco
Sei pilastri si innalzano su una base rettangolare con al centro un buco di forma quadrata: si tratta di una peschiera che serviva per raccogliere l’acqua necessaria alle colture, ma anche agli animali e ai proprietari
Sei pilastri si innalzano su una base rettangolare con al centro un buco di forma quadrata: si tratta di una peschiera che serviva per raccogliere l’acqua necessaria alle colture, ma anche agli animali e ai proprietari
Scendiamo per una ripida scalinata...
Scendiamo per una ripida scalinata...
...e ci ritroviamo in un “cunicolo” voltato a botte
...e ci ritroviamo in un “cunicolo” voltato a botte
 Dal foro sopra di noi, che una volta serviva a immergere il secchio da riempire, entra la luce che permette di osservare giochi di ragnatele e muschio verde sui muri
Dal foro sopra di noi, che una volta serviva a immergere il secchio da riempire, entra la luce che permette di osservare giochi di ragnatele e muschio verde sui muri