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Bari Vecchia e i sottani natalizi
Chiese secolari, archi leggendari, edicole votive, corti pittoresche. È sempre soprendente osservare in quanti modi Bari Vecchia riesca a declinare la sua proverbiale bellezza. E come se non bastasse nel mese di dicembre si aggiunge un altro motivo di fascino: l'atmosfera fatta di presepi, profumatissimi dolci e devozione popolare che si respira nei “sottani” sparsi per il centro storico, ovvero le piccole abitazioni poste a livello stradale (foto di Gennaro Gargiulo)
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Il nostro viaggio tra i sottani di Bari Vecchia durante il Natale parte da strada San Marco. Qui ci imbattiamo in un grazioso ingresso abbellito con una sottile tenda bianca, un piccolo Babbo Natale e una pianta da cui pendono diverse palline rosse: è la dimora della signora Rosa, simpatica vecchietta che incontriamo assieme alle due figlie
Entriamo nella sua "tana" e rimaniamo colpiti dal presepe allestito su un mobile dell'angusto ambiente. Accanto alla classica stalla che accoglie Gesù bambino, i suoi genitori, il bue e l'asinello spicca infatti una riproduzione in scala della facciata principale della Cattedrale
Mentre discutiamo una delle sue figlie attira la nostra attenzione aprendo una scatola di dolci
Ce ne sono a decine, disposte addirittura a pile su due mobili
«Tutto è stato preparato qui da noi tra le mura domestiche - spiega donna Rosa -. So le ricette a memoria e quando qualche ingrediente mi sfugge consulto il ricettario di mia madre, morta 32 anni fa»
Ci congediamo dalla signora ma rimaniamo nella stradina per "esplorare" un altro di questi minuscoli alloggi. Ad accoglierci è un'altra vecchietta di nome Rosa: ha 86 anni e quasi come volesse fare un "dispetto" alla sua vicina sta preparando una vagonata di cartellate ben più grosse
La cucina, stretta e lunga, è rivestita da piastrelle in ceramica così pulite che ci si potrebbe specchiare
In fondo balza all'occhio su un mobile un luminosissimo presepe...
...con sopra decine di personaggi colorati e un cielo simulato da decine di lucine blu
Ci stupisce anche la grande quantità di merletti sparsi per la camera da letto
Ce n'è uno persino sul televisore
La stanza è "vegliata" a distanza dalla credenza da alcune statuette religiose in bella vista
Lasciamo Rosa e restiamo sempre in strada San Marco per "tuffarci" in un altro sottano, quello del signor Emanuele. Qui l'ordine regna sovrano e impera un forte odore di sapone che ricorda quello utilizzato una volta per lavare i vestiti alle fontane
L'uomo ci mostra con orgoglio il suo presepe. «L'ho commissionato a un mio amico artigiano che lavora in una bottega qua vicino - racconta l'uomo -. Ci sono voluti ben sei mesi per farlo: tanta è la cura che ci ha messo nel modellare i vari personaggi in cartapesta»
Emanuele poi afferra un cesto colmo di cartellate ancora da friggere: stavolta sono abbastanza minute. «Mia moglie ne cucina così tante che alla fine si è convinta di farle anche su richiesta», afferma sorridendo il signore
In largo Albicocca scoviamo l'ultima pittoresca abitazione della nostra esplorazione: vi dimora la 79enne Catia, intenta ad approntare su dei telai un numero spropositato di cartellate
«Durante il periodo natalizio le preparo quasi ogni giorno - evidenzia l'anziana -. Mi piace regalarle a parenti, amici e in particolare al mio medico, in segno di gratitudine per quello che fa per me»
Durante la chiacchierata adocchiamo l'immancabile rappresentazione della natività, eseguita usando come sfondo un vistoso foglio blu stellato e dei ramocelli di ulivo a coprire la mangiatoia del Messia