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Bari, lo strano caso del Maab
Una struttura di 200mila metri quadrati, costata 20 milioni di euro, inaugurata nel 2010, ma mai aperta. È il Maab (Mercato agro alimentare barese), situato alla periferia sud-est di Bari, a Mungivacca: una nuova costruzione che avrebbe dovuto ospitare i venditori all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli che qui in realtà non sono mai arrivati (Foto di Katia Moro)
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Per arrivare al Maab basta imboccare la complanare della statale 100, la stessa che porta all’Ikea, che sorge proprio qui accanto. Tra sterpaglia, erbacce, rifiuti e isolati ulivi, si fanno largo ampi e vuoti stradoni che confluiscono verso il Mercato
La zona è tutta puntellata da snelli pali della luce che come sentinelle dominano dall’alto a regolare distanza l’uno dall’altro
A introdurlo ci sono sbarre automatiche bianche e rosse che attendono inoperose un ampio flusso automobilistico preventivato e mai attuatosi
Due cani, unici abitanti della zona e padroni incontrastati di questo ampio spazio inutilizzato
La struttura è divisa in due parti. Il primo edificio di color verde scuro è ritmato da coppie di finestre intervallate da grosse lesene bianche squadrate
I parcheggi sotterranei, ai quali si accede tramite una rampa
La prima struttura è collegata, tramite un ponte dalla tettoia trasparente, a un secondo capannone bianco e grigio
Qui si trovano i 16 box, quelli progettati per i venditori all’ingrosso, gli stessi commercianti che preferiscono rimanere nella sede coperta di via Caracciolo dove il fitto da pagare (1000 euro al mese) non è così esoso come quello qui richiesto (3000 euro)
Alcune scale conducono al piano superiore
Alcune scale conducono al piano superiore. Qui è visibile la cella frigorifera
Lo spazio è ampio, ben arieggiato e armoniosamente distribuito, ma al momento ricoperto unicamente da escrementi di piccioni
Il silenzio è assordante, interrotto solo dal ticchettio delle zampette dei due cani che vagano indisturbati