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Bari, lo stabilimento della Birra Peroni
«La Peroni è più di un marchio, è una vera e propria icona per tutta la città». Le parole di Enrico Galasso, presidente e amministratore delegato di Birra Peroni, descrivono al meglio il rapporto d’amore tra Bari e questa bevanda, prodotta in città dal lontano 1924. Si tratta infatti di una delle industrie più longeve del capoluogo pugliese: una fabbrica la cui proprietà non è mai stata locale, ma che anno dopo anno è riuscita a “entrare” nella vita dei baresi (foto di Rafael La Perna)
28 fotografie
Lo stabilimento della Birra Peroni sorge su via Bitritto, nel quartiere Picone, con la sua insegna (sostituita nel 2022) che svetta sulla vicina statale 16
Varchiamo il cancello d’ingresso...
...per raggiungere gli edifici che ospitano gli uffici...
...e soprattutto una grande sala dove è stato allestito il museo del marchio
Qui, tra barili in legno...
...distributori automatici d'antan...
...e biciclette porta-birra...
...è possibile ripercorrere la storia dello stabilimento anche grazie a suggestive foto d’epoca
La prima fabbrica, con annessa birreria, fu aperta a Vigevano nel 1846 per iniziativa di Francesco Peroni appartenente a una famiglia di pastai novaresi (in primo piano nella foto)
L’attività riscosse da subito fortuna portando all’apertura, nel 1864, di un altro birrificio a Roma gestito dai figli di Francesco, Giovanni e Cesare
Superato il difficile periodo bellico l’azienda decise di espandersi nel Sud Italia aprendo, nel 1924, un grande stabilimento a Bari. Fu scelta l’allora via Capurso (attuale via Amendola) per produrre 25.000 ettolitri di birra all’anno
La fabbrica, costituita da edifici in pietra e alte ciminiere...
...si estendeva fino ai binari della ferrovia
Il legame tra la Peroni e il capoluogo pugliese crebbe di anno in anno e la birra diventanne “partner” di tutti gli eventi più importanti della città: dalla Fiera del Levante...
...al Maggio barese...
...dalla festa di San Nicola alla Befana del Vigile
A partire dagli anni 50, in un’ottica di rinnovo industriale dell’azienda, vennero modernizzati in tutta Italia gli stabilimenti. Uno dei primi fu quello di Napoli, realizzato nel 1953 su progetto dello Studio Harley-Ellington & Day di Detroit...
...e usato da modello per costruire il “gemello” barese. Il nuovo birrificio (esteso su una superficie di 185.500 metri quadri)...
...fu inaugurato in via Bitritto il 15 maggio del 1965, anche se già due anni prima aveva cominciato la sua produzione
Il vecchio stabilimento di via Amendola venne via via smantellato. Per anni sopravvisse un’elegante palazzina in stile liberty a ricordo della prima sede dell’industria, ma nel 2018 è stata demolita per far posto a un condominio
Ma come viene realizzata la birra? Giuseppe Mascellaro, tecnologo alimentare dell’azienda, ci conduce in un vasto ambiente occupato da gigantesche vasche metalliche
«Qui viene prodotto il mosto di birra con malto d’orzo, mais e acqua – ci illustra -. In queste caldaie viene riscaldata la miscela per due volte a 72 e 78 gradi per poi passare nel grande tino centrale dove, in un falso fondo, si depositano le bucce del malto che fungono da filtro»
Il mosto filtrato passa poi nella caldaia di cottura dove viene aggiunto il luppolo. Il liquido limpido viene infine spostato nei silos dove, con l’aggiunta dei lieviti, avviene la fermentazione
Ci spostiamo ora nei capannoni della linea di imbottigliamento. Qui ammiriamo dei lunghi rulli trasportatori, ricolmi di migliaia di bottiglie, che si muovono in “fila indiana” tra i vari apparecchi
«Ne produciamo circa 50.000 all’ora – ci spiega la direttrice -. Una macchina rotante lava le bottiglie all’interno, dopo vengono riempite di birra sigillate e pastorizzate per garantirne la conservazione e sicurezza alimentare»
«Le bottiglie – sottolinea la direttrice dello stabilimento, Alba Corradini - dopo essere state lavate all’interno da una macchina rotante, vengono riempite di birra e poi sigillate e pastorizzate per garantirne la conservazione e sicurezza alimentare. Ne produciamo circa 50.000 all’ora»
Un’etichettatrice provvede a “marchiarle” con i differenti brand e tipologie prodotte dall’azienda
Subito dopo vengono inscatolate e spedite su grandi pallet in tutto il mondo. Dallo stabilimento di Bari partono circa 20.000 tir di birra ogni anno