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Bari, le ville liberty inutilizzate
Le ville in stile neoclassico e liberty di fine 800/inizio 900 sono un “marchio di fabbrica” dell’edilizia storica barese. Queste dimore, fatte costruire dalla borghesia per soggiornare in campagna durante l’estate, rappresentano piccoli capolavori contraddistinti da colori vivaci, eleganti torrini, scale monumentali e immensi giardini. Purtroppo però alcune versano da anni in uno stato di abbandono, di degrado o perlomeno di inutilizzo: un vero e proprio spreco di bellezza e storia
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Partiamo dall’inizio di via Caldarola, quasi ad angolo con via Oberdan, nel quartiere Japigia. Tra l’area dell’ex Fibronit in via di bonifica e un cantiere bloccato si trova l’elegante Villa De Sario, risalente alla metà dell’Ottocento. Uno stabile serrato da catene e lucchetti, ma disabitato
Ci spostiamo ora nel quartiere Carrassi, lì dove in corso Benedetto Croce 152, attorniato da alti palazzi, si staglia l’ingresso di un’elegantissima dimora inutilizzata da tempo: Villa Vittoria. Parliamo di una struttura color crema con annesso grande giardino che si estende su uno spazio totale di 2500 metri quadri. A costruirla, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 fu Michele Armenise, che le diede il nome di sua moglie
Villa Roth, situata in via Canonico Annibale Maria di Francia, una traversa di via Quarto. Un tempo sede dell’istituto scientifico Fermi, è stata abbandonata per anni prima di venire occupata da italiani e stranieri. Databile tra il 1886 e il 1891, il suo nome ricorda la famiglia svizzera che l’abitò per un certo periodo, anche se fu costruita da Raimondo Seitz, commerciante di origine bavarese
Via Fanelli, tra viale Einaudi e la zona delle “casermette”, è costellata da splendide ville. Tra queste un particolare “casino” di color grigio eretto a fine 800. Il villino divenne negli anni 50 del 900 la sede amministrativa della Ferrero, nota azienda di dolciumi piemontese che aprì una sua fabbrica in quest’area e il cui capannone è ancora visibile
Ma è a Poggiofranco, all’inizio di via Camilla Rosalba, che si trova quella che è la dimora inutilizzata più magnificente di Bari: Villa Costantino. Un gioiello voluto dall’imprenditore tessile Giovanni Costantino che ne fece nella seconda metà dell’800 un luogo di villeggiatura estiva, all’epoca attorniato da 9000 metri quadri di rigogliosa vegetazione
E infine sulla provinciale 236 per Bitritto, nei pressi dello Stadio San Nicola, ecco apparire una struttura rossastra delimitata da muri imponenti: è Villa Starita, fabbricato di metà 800 che fu sede del più antico circolo ippico pugliese. “Scuola barese di equitazione Generale Starita" è infatti la scritta che ancora oggi domina l'ingresso laterale, l’unico non murato
Altri splendidi edifici abbandonati sono la bella Villa Elena, situata sempre su via Bitritto, tra la sede della Peroni e Santa Fara. Si contraddistingue per una facciata tripartita da paraste e al centro grandi archi architravati, tutti elementi bianchi che ben si abbinano con le sue pareti rosse
E infine c’è la casina rossa che si erge sull’estramurale Capruzzi. Si tratta di una villetta color rosso corallo dalle linee orientaleggianti sul cui tetto spicca una graziosa torretta. Un edificio particolare che però ormai fa tutt’uno con l’officina del gommista che si trova ai suoi piedi