Tutte le gallerie
Fotogallery

Bari, le ville liberty inutilizzate

Bari 8 foto 13 maggio 2020

Le ville in stile neoclassico e liberty di fine 800/inizio 900 sono un “marchio di fabbrica” dell’edilizia storica barese. Queste dimore, fatte costruire dalla borghesia per soggiornare in campagna durante l’estate, rappresentano piccoli capolavori contraddistinti da colori vivaci, eleganti torrini, scale monumentali e immensi giardini. Purtroppo però alcune versano da anni in uno stato di abbandono, di degrado o perlomeno di inutilizzo: un vero e proprio spreco di bellezza e storia

8 fotografie
Partiamo dall’inizio di via Caldarola, quasi ad angolo con via Oberdan, nel quartiere Japigia. Tra l’area dell’ex Fibronit in via di bonifica e un cantiere bloccato si trova  l’elegante Villa De Sario, risalente alla metà dell’Ottocento. Uno stabile serrato da catene e lucchetti, ma disabitato
Partiamo dall’inizio di via Caldarola, quasi ad angolo con via Oberdan, nel quartiere Japigia. Tra l’area dell’ex Fibronit in via di bonifica e un cantiere bloccato si trova l’elegante Villa De Sario, risalente alla metà dell’Ottocento. Uno stabile serrato da catene e lucchetti, ma disabitato
Ci spostiamo ora nel quartiere Carrassi, lì dove in corso Benedetto Croce 152, attorniato da alti palazzi, si staglia l’ingresso di un’elegantissima dimora inutilizzata da tempo: Villa Vittoria. Parliamo di una struttura color crema con annesso grande giardino che si estende su uno spazio totale di 2500 metri quadri. A costruirla, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 fu Michele Armenise, che le diede il nome di sua moglie
Ci spostiamo ora nel quartiere Carrassi, lì dove in corso Benedetto Croce 152, attorniato da alti palazzi, si staglia l’ingresso di un’elegantissima dimora inutilizzata da tempo: Villa Vittoria. Parliamo di una struttura color crema con annesso grande giardino che si estende su uno spazio totale di 2500 metri quadri. A costruirla, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 fu Michele Armenise, che le diede il nome di sua moglie
Villa Roth, situata in via Canonico Annibale Maria di Francia, una traversa di  via Quarto. Un tempo sede dell’istituto scientifico Fermi, è stata abbandonata per anni prima di venire occupata da italiani e stranieri. Databile tra il 1886 e il 1891, il suo nome ricorda la famiglia svizzera che l’abitò per un certo periodo, anche se fu costruita da Raimondo Seitz, commerciante di origine bavarese
Villa Roth, situata in via Canonico Annibale Maria di Francia, una traversa di via Quarto. Un tempo sede dell’istituto scientifico Fermi, è stata abbandonata per anni prima di venire occupata da italiani e stranieri. Databile tra il 1886 e il 1891, il suo nome ricorda la famiglia svizzera che l’abitò per un certo periodo, anche se fu costruita da Raimondo Seitz, commerciante di origine bavarese
Via Fanelli, tra viale Einaudi e la zona delle “casermette”, è costellata da splendide ville. Tra queste un particolare “casino” di color grigio eretto a fine 800. Il villino divenne negli anni 50 del 900 la sede amministrativa della Ferrero, nota azienda di dolciumi piemontese che aprì una sua fabbrica in quest’area e il cui capannone è ancora visibile
Via Fanelli, tra viale Einaudi e la zona delle “casermette”, è costellata da splendide ville. Tra queste un particolare “casino” di color grigio eretto a fine 800. Il villino divenne negli anni 50 del 900 la sede amministrativa della Ferrero, nota azienda di dolciumi piemontese che aprì una sua fabbrica in quest’area e il cui capannone è ancora visibile
Pubblicità
Newsletter gratuita

Barinedita nella tua inbox

Ogni settimana inchieste, storie e reportage.

Iscrivendoti accetti il trattamento dei dati secondo la privacy policy. Puoi cancellarti quando vuoi.