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Bari, le testimonianze arabe
Tra le tante dominazioni subite da Bari nel corso della sua storia è stata forse la più breve, solo 24 anni, ma a distanza di secoli ha lasciato tante piccole ma importanti tracce nell’architettura, nella cucina, nella lingua e nelle arti. Parliamo di quando la città (dal 847 all’871 d.C.) fu governata dai saraceni, arabi di razza berbera provenienti dall’Egitto, che trasformarono Bari nella capitale di un piccolo Stato islamico con tanto di moschea, prima di essere assediati e sconfitti dai Longobardi. Siamo andati alla ricerca di ciò che è sopravvissuto del periodo da “Le mille e una notte” di Bari
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La fascia che sovrasta il rosone della Cattedrale di San Sabino è abbellita da arabeschi tipicamente orientali
Anche la Porta dei Leoni della Basilica di San Nicola è impreziosita nella parte superiore da foglie, fiori e animali fantastici che ricordano motivi tipici dell’arte araba
E poi c’è il mosaico che adorna il pavimento dell’abside, lì dove sembra ripetersi il monogramma realizzato attraverso l’intreccio delle lettere che formano la frase “Allah è grande”
In strada Quercia n.10, sempre a Bari vecchia, si trova la statua detta “Cape du Turchie”. Secondo la leggenda rappresenterebbe la testa mozzata dell’emiro Mufarrag