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Bari, la zona della Rai

Bari 35 foto 7 September 2023

I signorili palazzi disegnati da Chiaia e Napolitano, i rigogliosi giardini Baden Powell e la vicinanza al mar Adriatico, la rendono da sempre una delle aree più ambite di tutta Bari. È la cosiddetta “zona della Rai”: un quadrilatero di edifici posto all’estremo sud del quartiere Madonnella, così definito per via della presenza della sede locale della tv nazionale. Delimitata dal lungomare Nazario Sauro, da via Egnatia, da corso Sonnino e da via Di Vagno (che la separa dal rione Japigia), questa parte del capoluogo pugliese venne realizzata a partire dagli anni 50 in “contrasto” con il resto del quartiere, caratterizzato da strade strette e case basse.   Gli innovativi condomini, tra i primi a disporre in città di portierato e videocitofono, oltre a possedere una visuale unica sul mare, convinsero molti ricchi professionisti a prendere qui casa, in una zona dotata anche di una delle poche aree verdi della città (foto di Fabio Voglioso)  

35 fotografie
Gli alti palazzi disegnati da Chiaia e Napolitano, i graziosi e verdeggianti giardini Baden Powell, la vicinanza al mare, la rendono da sempre una delle aree più ambite di tutta Bari. È la cosiddetta “zona della Rai”...
Gli alti palazzi disegnati da Chiaia e Napolitano, i graziosi e verdeggianti giardini Baden Powell, la vicinanza al mare, la rendono da sempre una delle aree più ambite di tutta Bari. È la cosiddetta “zona della Rai”...
...un quadrilatero di edifici posto all’estremo sud del quartiere Madonnella così definito per via della presenza della sede locale della tv nazionale
...un quadrilatero di edifici posto all’estremo sud del quartiere Madonnella così definito per via della presenza della sede locale della tv nazionale
Delimitata dal lungomare Nazario Sauro, da via Egnatia, da corso Sonnino e da via Di Vagno (che la separa dal rione Japigia), questa parte del capoluogo pugliese venne realizzata a partire dagli anni 50
Delimitata dal lungomare Nazario Sauro, da via Egnatia, da corso Sonnino e da via Di Vagno (che la separa dal rione Japigia), questa parte del capoluogo pugliese venne realizzata a partire dagli anni 50
Per visitare la zona partiamo dal lungomare Nazario Sauro e ci incamminiamo su via Egnatia che si apre tra la monumentale Caserma Bergia e il Palazzo dell’Agricoltura
Per visitare la zona partiamo dal lungomare Nazario Sauro e ci incamminiamo su via Egnatia che si apre tra la monumentale Caserma Bergia e il Palazzo dell’Agricoltura
Da qui, alzando lo sguardo, è già ben visibile l’alta antenna trasmittente...
Da qui, alzando lo sguardo, è già ben visibile l’alta antenna trasmittente...
...posizionata sulla terrazza del palazzo della Rai...
...posizionata sulla terrazza del palazzo della Rai...
...identificato dopo pochi metri da una grande insegna con l’iconica scritta bianca su sfondo blu
...identificato dopo pochi metri da una grande insegna con l’iconica scritta bianca su sfondo blu
L’edificio, progettato in stile razionalista dall’architetto Elena Guaccero...
L’edificio, progettato in stile razionalista dall’architetto Elena Guaccero...
...fu costruito su un’area incolta alle spalle del palazzo dell’Agricoltura...
...fu costruito su un’area incolta alle spalle del palazzo dell’Agricoltura...
...e inaugurato l’11 marzo del 1959
...e inaugurato l’11 marzo del 1959
I sette alti livelli che compongono lo stabile sono ben riconoscibili per via delle numerose e grandi vetrate, un particolare che gli diede da subito il soprannome di “palazzo delle cento finestre”
I sette alti livelli che compongono lo stabile sono ben riconoscibili per via delle numerose e grandi vetrate, un particolare che gli diede da subito il soprannome di “palazzo delle cento finestre”
Caratteristica ripresa anche nell’adiacente palazzo della Corte dei Conti costruito qualche anno dopo
Caratteristica ripresa anche nell’adiacente palazzo della Corte dei Conti costruito qualche anno dopo
L’entrata della Rai è su via Dalmazia...
L’entrata della Rai è su via Dalmazia...
...strada in cui si trovano la maggior parte degli alti fabbricati residenziali costruiti tra gli anni 50 e i primi anni 60
...strada in cui si trovano la maggior parte degli alti fabbricati residenziali costruiti tra gli anni 50 e i primi anni 60
Il primo, ad angolo con via Egnatia, è palazzo Lacarra...
Il primo, ad angolo con via Egnatia, è palazzo Lacarra...
...ai cui piedi c’è lo “Stuart”, tra i più longevi pub di Bari, che nel 1996 prese il posto del bar “La Cremeria”
...ai cui piedi c’è lo “Stuart”, tra i più longevi pub di Bari, che nel 1996 prese il posto del bar “La Cremeria”
Sul lato opposto invece alcuni curiosi balconi a spigoli contraddistinguono il palazzo INA
Sul lato opposto invece alcuni curiosi balconi a spigoli contraddistinguono il palazzo INA
Costruito nel 1962, faceva parte del piano di intervento statale INA-Casa studiato per realizzare edilizia residenziale pubblica su tutta la penisola. Il fabbricato si allunga per 100 metri su via Egnatia...
Costruito nel 1962, faceva parte del piano di intervento statale INA-Casa studiato per realizzare edilizia residenziale pubblica su tutta la penisola. Il fabbricato si allunga per 100 metri su via Egnatia...
...“scontrandosi” infine con due basse palazzine ottocentesche colorate tipiche del quartiere Madonnella
...“scontrandosi” infine con due basse palazzine ottocentesche colorate tipiche del quartiere Madonnella
Proseguendo su via Dalmazia ad angolo con via Matteotti...
Proseguendo su via Dalmazia ad angolo con via Matteotti...
...troviamo gli altri due immobili progettati dal duo Chiaia-Napolitano, impreziositi dai decori dell’artista barese Gennaro Picinni
...troviamo gli altri due immobili progettati dal duo Chiaia-Napolitano, impreziositi dai decori dell’artista barese Gennaro Picinni
Il primo presenta, al di sopra del piano terra, una lunga fascia realizzata con strati di cemento colorato sul quale si estende un groviglio realizzato in tondino di ferro verniciato bianco
Il primo presenta, al di sopra del piano terra, una lunga fascia realizzata con strati di cemento colorato sul quale si estende un groviglio realizzato in tondino di ferro verniciato bianco
Il secondo è palazzo Vitone, simpaticamente battezzato “del tirassegno” per via degli astratti mosaici a cerchi con punti al centro che abbelliscono i parapetti dei balconi
Il secondo è palazzo Vitone, simpaticamente battezzato “del tirassegno” per via degli astratti mosaici a cerchi con punti al centro che abbelliscono i parapetti dei balconi
Arriviamo infine su piazza Antonio Gramsci, dove il cemento lascia spazio all’ampio verde dei giardini Baden Powell
Arriviamo infine su piazza Antonio Gramsci, dove il cemento lascia spazio all’ampio verde dei giardini Baden Powell
Raggiungiamo l’ingresso...
Raggiungiamo l’ingresso...
...che si trova di fronte all’imponente entrata dell’IPSIA Santarella-Delilla, realizzato nel 1949 negli spazi un tempo occupati dall’ex macello cittadino
...che si trova di fronte all’imponente entrata dell’IPSIA Santarella-Delilla, realizzato nel 1949 negli spazi un tempo occupati dall’ex macello cittadino
L’ampio parco, affacciato sull’Adriatico e attrezzato con aree giochi...
L’ampio parco, affacciato sull’Adriatico e attrezzato con aree giochi...
...rappresenta da più di 70 anni una delle poche aree verdi del centro cittadino
...rappresenta da più di 70 anni una delle poche aree verdi del centro cittadino
Appena entrati troviamo subito frotte di bambini intenti a divertirsi con le giostrine presenti...
Appena entrati troviamo subito frotte di bambini intenti a divertirsi con le giostrine presenti...
...all’ombra di alte palme e rigogliose cycas
...all’ombra di alte palme e rigogliose cycas
Nell’accogliente area è anche presente lo storico chiosco “La Buvetteria”, nato nel 1968 e dal 2000 gestito dagli Attanasio
Nell’accogliente area è anche presente lo storico chiosco “La Buvetteria”, nato nel 1968 e dal 2000 gestito dagli Attanasio
«In realtà la presenza della nostra famiglia qui è precedente», ci racconta la 48enne Lucia...
«In realtà la presenza della nostra famiglia qui è precedente», ci racconta la 48enne Lucia...
...«fu infatti mio padre nel 1976 a decidere di installare in questo parco una pista di macchinine elettriche. Poi, anni dopo, una volta avuta l’occasione, abbiamo rilevato anche il bar»
...«fu infatti mio padre nel 1976 a decidere di installare in questo parco una pista di macchinine elettriche. Poi, anni dopo, una volta avuta l’occasione, abbiamo rilevato anche il bar»
Lucia come prova ci mostra delle foto d’epoca di lei intenta a “guidare” una delle piccole automobili, che all’epoca divennero un’attrazione per tutti i bambini
Lucia come prova ci mostra delle foto d’epoca di lei intenta a “guidare” una delle piccole automobili, che all’epoca divennero un’attrazione per tutti i bambini
Negli anni 90 il parco venne poi interamente recintato e al posto della pista furono installate le giostrine tutt’oggi presenti
Negli anni 90 il parco venne poi interamente recintato e al posto della pista furono installate le giostrine tutt’oggi presenti