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Bari, la villa sulla collina
Percorrendo la strada statale 100 in direzione Taranto, si scorge oltre il guardrail una grande villa che si erge maestosa su una collinetta verde. Siamo andati a visitarla
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Percorrendo la strada statale 100 in direzione Taranto, spostando lo sguardo sulla destra, scorgiamo oltre il guardrail una grande villa che si erge maestosa su una collinetta verde
Ci fermiamo davanti all’ingresso del viale che sale verso il casolare: non c’è alcun cancello o recinto a bloccare il nostro cammino. Saliamo su per la stradina incolta, piena di erbacce e sterpaglie e qualche fiore primaverile che colora il percorso di punti blu e gialli
Il casale davanti ai nostri occhi sembra essere colorato di un rosso cupo, o almeno era così in origine prima che gli agenti atmosferici lo sbiadissero. E’ costruito su due livelli più la terrazza, con tre ingressi a nord, a ovest e a est. Le porte d’accesso sono ostruite da montagnette di pietre e terra. Ci sono cinque finestrelle senza vetri al piano inferiore, mentre a quello superiore contiamo due grandi finestre e un balcone, che si affaccia direttamente sul portone d’ingresso
La parte posteriore della magione ricorda invece la torre di un castello, con la sua finestra all’altezza della scala che porta al primo piano e una finestra più piccola all’altezza del terrazzo
La bellezza del luogo ci porta a volerlo visitare per intero senza limitarci all’esterno, così entriamo dall’ingresso a ovest, cercando di non scivolare. Accediamo a un piccolo locale, forse usato come disimpegno e da lì proseguiamo in una stanza più grande con un camino in pietra nel centro, con ogni probabilità la sala da pranzo, dove i proprietari tenevano le loro cene
Proseguendo ci troviamo nell’ingresso, una vasta sala con una scala sulla destra che porta al primo piano. Le frecce sui muri, varie scritte e disegni spesso volgari, dimostrano che quelle stanze sono ancora occasionalmente visitate da giovani ospiti in cerca di un posto dove trascorrere del tempo lontano da occhi adulti
In una nicchia su una parete restano evidenti le tracce di un affresco raffigurante un vaso con una pianta
Lì di fianco c’è un’apertura con dei gradini che scendono in basso
Gli scalini portano a una piccola cantina nella quale non filtra la luce del giorno per mancanza di finestre
Continuiamo la nostra esplorazione del piano terra e visitiamo le ultime due stanze che comprendono una dispensa e una cucina che in passato era sicuramente alimentata a carbone o legna
Ritorniamo a questo punto nella sala principale e cerchiamo di prendere le scale che portano al piano superiore. Ormai i gradini hanno perso ogni forma: il vento e la pioggia li hanno pian piano ridotti in polvere, ma decidiamo comunque di salire
Sopra troviamo tre ampi vani, probabilmente le stanze da letto della famiglia
Affacciandoci da una delle finestre del primo piano ormai totalmente prive di persiane, osserviamo la campagna circostante: nessun suono sembra spezzare il silenzio di quel luogo e il rumore dei nostri passi si trasforma in un’eco fra quelle mura
Notiamo una scala che sale fin sulla terrazza. Anche questa è pericolante e informe come la prima, ma continuiamo ugualmente la nostra salita
Il terrazzo della villa
Siamo sopra e ci arrampichiamo su un terrazzino sopraelevato, per raggiungere il punto panoramico migliore
Da qui si osserva tutta la campagna, la statale e oltre. Da quest’altezza tutto sembra minuscolo e irrilevante, perfino gli alti alberi nei dintorni alla villa si trasformano in semplici cespugli