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Bari, la torre della Marina del Castello
È sicuramente la più bella vista di Bari dall’alto quella che è possibile ammirare dalla Torre della Marina del Castello Normanno-Svevo. Perché se è vero che il Faro San Cataldo e il Palazzo della Provincia misurano quasi il doppio rispetto alla secolare fortezza, c’è da dire che la loro posizione periferica non permette di contemplare interamente lo splendore della città antica. Qui invece, tra basse case, panni stesi, tetti e terrazzini, si ha una visuale completa del tessuto urbano di Bari Vecchia, sul quale svettano imperiosi i campanili e le cupole delle tante chiese che costellano il centro storico. Il tutto con il blu dell’Adriatico a fare da sfondo (foto di Francesco De Leo)
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È sicuramente la più bella vista di Bari dall’alto quella che è possibile ammirare dalla Torre della Marina del Castello Normanno-Svevo
Parliamo di un edificio di 15mila metri quadri che nasconde tra le sue mura quasi novecento anni di storia: sorto per volere di Ruggero II il Normanno veglia infatti sulla città dal lontano 1131
Noi abbiamo però avuto il permesso di visitare la Torre della Marina (detta anche del Semaforo)
Posta sul lato sud-ovest della fortezza, fu impiegata dai militari della Marina come torre di avvistamento sino alla Seconda guerra mondiale
Una volta entrati nel Castello accediamo al cortile interno...
...per salire la scalinata in stile rinascimentale che conduce al piano nobile, in questi giorni occupato dalla mostra “Antichi Popoli di Puglia”
Da qui, attraverso un passaggio “segreto”, ci immettiamo in una sala lì dove una porticina permette l’ingresso nella torre. Ci ritroviamo così davanti a una scalinata a chiocciola di 88 gradini che porta sul tetto, posto a 34 metri di altezza
Con fatica cominciamo così a inerpicarci, aiutati nella salita da un ingegnoso corrimano in ferro degli anni 20 del 900 che affianca tutto il percorso della scala
A interrompere la claustrofobica ma intrigante “arrampicata” c’è solo una finestrella...
...e una buia e vuota stanza posta al terzo piano che presenta una piccola feritoia
La direttrice ci invita però a prestare attenzione ai muri in pietra, che qui “parlano”. Su una parete notiamo infatti un particolare affresco che pare assomigliare a un gonfalone con una croce, ma la cui origine e datazione sono incerte
E poi ci appare una sorprendente incisione che reca il nome del suo autore (Mario Fanello, "sindaco del popolo" all’epoca di Bona Sforza) e l’anno di realizzazione: 1524
E finalmente eccoci davanti alla porticina...
...che permette di accedere al terrazzo ricoperto di chianche
Da qui su possiamo prima di tutto ammirare l’intero impianto trapezoidale della fortezza, con i suoi bastioni, il ponte sospeso sul manto verde del fossato...
...le zone ancora da ristrutturare...
...e le altre due torri rimaste: dei Minorenni (o Viscontina)...
... e del Monaco (o di San Francesco)
Ma soprattutto a colpirci è il magnifico panorama che si spiega davanti ai nostri occhi: la Bari che si affaccia sul mare. C’è il Porto con la colmata di Maribella in via di completamento...
...e le sue navi da crociera attraccate...
...ma anche il Teatro Margherita e lo skyline del lungomare monumentale
E poi tanta Bari Vecchia, anzi tutta Bari Vecchia. Riconosciamo l’Arco Alto e l’Arco Basso...
...la Chiesa di Santa Chiara...
...Santa Scolastica, la torre dell'Annunziata, la Basilica di San Nicola...
...il campanile di San Giacomo e il cupolone di Santa Teresa dei Maschi
Si notano persino le arcate dell’abbandonato Palazzo Casamassimi
Anche se a farla da padrone è la vicinissima e magnifica Cattedrale di San Sabino, con il suo bianco prospetto...
...e l’alto campanile