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Bari, la storia di Nino "il miracolato"
In via De Crescenzio, strada stretta tra il Cimitero, il Ponte Adriatico e le arterie del quartiere Libertà, si trova una cappella nascosta. Non è una chiesa appartenente alla Curia, ma una semplice stanza dove ogni pomeriggio alcuni fedeli si riuniscono per pregare assieme. Fin qui nulla di strano, se non fosse che il “padrone di casa” è una persona che afferma di aver visto materialmente Gesù. Proprio così: lui dice di aver conosciuto Cristo in carne ed ossa, di aver toccato il suo corpo e di continuare a vederlo ogni giorno. Lui è il “miracolato” Nino
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In via De Crescenzio, strada stretta tra il Cimitero, il Ponte Adriatico e le arterie del quartiere Libertà, si trova una cappella nascosta dove il 41enne Nino accoglie alcuni fedeli: lui dice di aver visto Gesù in carne ed ossa (foto di Katia Moro)
Nino vive nella casetta attigua al locale che da qualche anno ha adibito a cappella. Ed è proprio qui che lo incontriamo, al n.44 di via De Crescenzio, strada che da sempre ospita le marmerie dove si producono le lapidi delle tombe del vicino camposanto
Nino ci accoglie subito sorridente e ci fa entrare nella stanza. Mentre veniamo accolti dal sottofondo di una musica religiosa notiamo due strette file di banchi poste davanti a un transetto di legno, oltre il quale svettano decine di grandi statue di santi, adornate di fiori profumati
Si emoziona parlandoci di ciò che accadde il pomeriggio del 24 dicembre del 2011. «Erano le 15.35 della vigilia di Natale – ci dice mostrandoci un orologio fermo a quell’ora -. quando a certo punto sentii una presenza. Mi girai e il Gesù della Misericordia era davanti a me, in carne ed ossa»
Da allora la sua vita è cambiata. Ha messo la testa a posto e si dedica alla sua occupazione e alla famiglia
«E quando finisco di lavorare – ci confessa - mi ritiro qui e sto con il mio “papà” (Gesù), la “mamma” (la Madonna)...
...e mio fratello (San Michele Arcangelo), la cui statua ho posto sul davanzale della finestra»