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Bari, la storia della Camera di Commercio
Con la sua imponente facciata ocra e il suo iconico orologio da torre ha assistito dal 1889 alla trasformazione della zona più elegante di Bari, quella che viene oggi definita come “Quartiere Umbertino”. L’edificio di cui parliamo è quello della Camera di Commercio, che si staglia da 133 anni all’inizio di corso Cavour, a pochi passi da quell’Adriatico che un tempo lo lambiva (foto di Francesco De Leo)
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Con la sua imponente facciata ocra e il suo iconico orologio da torre ha assistito dal 1889 alla trasformazione della zona più elegante di Bari, quella che viene oggi definita come “Quartiere Umbertino”
L’edificio di cui parliamo è quello della Camera di Commercio, che si staglia da 133 anni all’inizio di corso Cavour, a pochi passi da quell’Adriatico che un tempo lo lambiva
All’epoca della sua costruzione, infatti, non esisteva ancora il Lungomare e la Camera di Commercio sorgeva a ridosso del Molo San Nicola circondato da campagna e spiagge
La stessa corso Cavour era ancora una strada sterrata: una foto di quegli anni mostra le basole di pietra lavica (visibili fino agli anni 60 del 900) ancora da posare sulla carreggiata
Solo nel secolo successivo furono poi realizzati gli altri edifici che caratterizzano oggi l’Umbertino
I lavori iniziarono il 12 dicembre del 1882 per terminare nel 1889, quando gli uffici potettero insediarsi nel nuovo palazzo che ospitò anche la direzione provinciale delle poste e telegrafi
In un’immagine di fine 800 è possibile vedere l’immobile da poco ultimato che affaccia sull’allora porticciolo del Molo San Nicola. Si nota l’assenza del Teatro Margherita dove vi era ancora una delle tante “baracche” presenti a quel tempo sul litorale
Alla fine dell’800 invece a fiancheggiare il neonato stabile della Camera di Commercio c’era solo la cosiddetta Chiazze de fììrre fuse (Piazza del ferro fuso): un fabbricato di ferro a struttura piramidale che ospitava, dal 1880, il mercato cittadino nell’area che sarà occupata a partire dal 1932 dalla Banca d’Italia
Nell’incrocio tra corso Cavour e corso Vittorio Emanuele dominavano invece i verdi Giardini Margherita...
...una terrazza ricca di alberi e aiuole che affacciava direttamente sulla costa e che fu “tagliata” successivamente per permettere la creazione del primo tratto di lungomare nel 1926
La Camera di Commercio venne innalzata su tre piani compreso quello basamentale, il quale fu impostato su pianta quadrangolare con un ingresso per ciascuna delle quattro facciate
Il prospetto principale, ancora oggi, si differenzia dagli altri per la presenza del torrino dell’orologio (uno degli otto ancora presenti in città), elemento distintivo nella maggior parte dei palazzi pubblici ottocenteschi
Spiccano anche gli eleganti particolari e decori a conchiglia presenti sui timpani delle tante finestre che si aprono su ogni piano
L’ingresso è contraddistinto da un ampio portone in legno inquadrato tra larghe colonne tuscaniche
Nell’atrio dell’edificio è presente in una teca di vetro il vecchio meccanismo dell'orologio della torre, sostituito da anni da uno elettrico
Così come sono posizionate le antiche bacheche in legno con le quotazioni delle merci...
...dalle mandorle ai fichi, dall’olio d’oliva alle carrube
Alcuni gradini portano nell’elegante corte interna utilizzata spesso come spazio eventi
Una serie di bianche arcate segnano il perimetro dell’ampia sala: le stesse presenti nei finestroni del piano superiore caratterizzate da eleganti balaustre
Sul soffitto un’intelaiatura in ferro sorregge la grande vetrata di copertura che dà luce a tutto l’ambiente...
...dalla quale pende lo stemma della Camera di Commercio: un cerchio grigio con l’effige di San Nicola
Un’immagine ammirata ogni giorno dai tanti imprenditori e professionisti che varcano la soglia di questo tempio istituzionale, che continua ad assistere da decenni alla trasformazione di Bari