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Bari, la storia del Palazzo della Motta

Bari 21 foto 5 February 2022

Un edificio discusso che rappresenta però da quasi 70 anni un incontestabile punto di riferimento di Bari. È il “Palazzo della Motta”, stabile di 12 piani che svetta sulle basse abitazioni che lo circondano dal lontano 1955, anno in cui fu costruito nel cuore di Bari, all’angolo tra corso Cavour e corso Vittorio Emanuele. Un colosso di cemento che venne realizzato anche per ospitare la sede della famosa ditta di dolciumi milanese da cui prende il nome. Proprio la sua “zuccherosa” vocazione (portata avanti sino agli anni 90), unita al fatto che fu il primo (e per molto tempo l’unico) grattacielo della città, lo hanno trasformato negli anni in un simbolo del capoluogo pugliese. Del resto anche la posizione in cui si trova, all’incrocio tra due delle principali arterie del centro, non fa che rimarcare la sua strategica importanza. Certo, va detto che l’edificio rappresenta uno degli “sfregi” storici perpetrati ai danni della Bari Ottocentesca. Il “Motta” fu realizzato infatti al posto della più antica dimora del murattiano (Palazzo Barbone) e venne eretto non tenendo conto, anche nell’altezza, del contesto architettonico circostante

21 fotografie
Un edificio discusso che rappresenta però da quasi 70 anni un incontestabile punto di riferimento di Bari
Un edificio discusso che rappresenta però da quasi 70 anni un incontestabile punto di riferimento di Bari
È il “Palazzo della Motta”, stabile di 12 piani che svetta sulle basse abitazioni che lo circondano dal lontano 1955, anno in cui fu costruito all’angolo tra corso Cavour e corso Vittorio Emanuele
È il “Palazzo della Motta”, stabile di 12 piani che svetta sulle basse abitazioni che lo circondano dal lontano 1955, anno in cui fu costruito all’angolo tra corso Cavour e corso Vittorio Emanuele
Il grattacielo dalla curiosa forma a L (un corpo di fabbrica si estende infatti sino in via Melo) e dai colori grigio, ocra e bianco, fu disegnato dagli ingegneri Vincenzo e Luigi Rizzi
Il grattacielo dalla curiosa forma a L (un corpo di fabbrica si estende infatti sino in via Melo) e dai colori grigio, ocra e bianco, fu disegnato dagli ingegneri Vincenzo e Luigi Rizzi
Per innalzarlo venne demolito Palazzo Barbone...
Per innalzarlo venne demolito Palazzo Barbone...
...la prima palazzina costruita al di fuori della città vecchia nel 1816, sul suolo dove il 25 aprile del 1813 il re Gioacchino Murat aveva posto la pietra iniziale della “nuova” Bari
...la prima palazzina costruita al di fuori della città vecchia nel 1816, sul suolo dove il 25 aprile del 1813 il re Gioacchino Murat aveva posto la pietra iniziale della “nuova” Bari
Assieme all’edificio fu distrutta anche la lapide affissa nel 1913 in occasione del centenario della fondazione del borgo
Assieme all’edificio fu distrutta anche la lapide affissa nel 1913 in occasione del centenario della fondazione del borgo
Quest’ultima verrà poi ripristinata nel 1963 con una più nuova...
Quest’ultima verrà poi ripristinata nel 1963 con una più nuova...
...ancora oggi visibile sulla parete ad angolo tra corso Cavour e corso Vittorio Emanuele
...ancora oggi visibile sulla parete ad angolo tra corso Cavour e corso Vittorio Emanuele
La sede della Motta fu così inaugurata il 5 settembre 1956...
La sede della Motta fu così inaugurata il 5 settembre 1956...
...con tanto di maestosa insegna luminosa posta sul tetto del fabbricato. Quest’ultima comprendeva la scritta dell’azienda...(foto collezione archivio Aguìn)
...con tanto di maestosa insegna luminosa posta sul tetto del fabbricato. Quest’ultima comprendeva la scritta dell’azienda...(foto collezione archivio Aguìn)
...e sopra un’enorme “M” stilizzata, i cui resti arrugginiti sono stati smantellati soltanto nel luglio del 2019 (immagine di Gennaro Mastrorilli)
...e sopra un’enorme “M” stilizzata, i cui resti arrugginiti sono stati smantellati soltanto nel luglio del 2019 (immagine di Gennaro Mastrorilli)
C’è da dire che i dolciumi dell’azienda milanese erano in realtà già acquistabili in questo punto grazie alla presenza della celebre pasticceria “Sem” (acronimo dei proprietari Semeraro e Messinese)...(archivio di Paolo Marturano)
C’è da dire che i dolciumi dell’azienda milanese erano in realtà già acquistabili in questo punto grazie alla presenza della celebre pasticceria “Sem” (acronimo dei proprietari Semeraro e Messinese)...(archivio di Paolo Marturano)
...un locale commerciale che dagli anni 30 aveva trovato posto al piano terra di Palazzo Barbone
...un locale commerciale che dagli anni 30 aveva trovato posto al piano terra di Palazzo Barbone
Ma l’intento della Motta era quello non solo di smerciare ma anche di produrre le sue golosità a Bari. Per fare questo occupò buona parte dell’edificio appena innalzato per dedicarsi alla creazione di leccornie zuccherate
Ma l’intento della Motta era quello non solo di smerciare ma anche di produrre le sue golosità a Bari. Per fare questo occupò buona parte dell’edificio appena innalzato per dedicarsi alla creazione di leccornie zuccherate
E così in poco tempo il Motta divenne, soprattutto nel fine settimana, il luogo più ambito dove assaporare ricchi aperitivi e acquistare dolci (foto di Renato Rotolo)
E così in poco tempo il Motta divenne, soprattutto nel fine settimana, il luogo più ambito dove assaporare ricchi aperitivi e acquistare dolci (foto di Renato Rotolo)
Tra i prodotti più famosi ricordiamo il piccolo panettone Mottino...
Tra i prodotti più famosi ricordiamo il piccolo panettone Mottino...
...i gelati da passeggio Mottarello, la coppa del Nonno...
...i gelati da passeggio Mottarello, la coppa del Nonno...
...le colombe di Pasqua...
...le colombe di Pasqua...
...e le uova di cioccolato
...e le uova di cioccolato
Motta che aveva anche un chiosco di vendita in Fiera, rimodernato nel 1956 su progetto dell’architetto Melchiorre Bega. Il nuovo edificio, tutt’ora esistente, aveva la forma di una cappelliera di un panettone ed era adornato da pennoni con bandiere a guidone
Motta che aveva anche un chiosco di vendita in Fiera, rimodernato nel 1956 su progetto dell’architetto Melchiorre Bega. Il nuovo edificio, tutt’ora esistente, aveva la forma di una cappelliera di un panettone ed era adornato da pennoni con bandiere a guidone
La fama barese della Motta continuò sino a quando nel 1993 l’azienda venne venduta alla multinazionale svizzera Nestlé. E dopo essere stato vuoto e sfitto per diversi anni, nel 2019 il gruppo di fast food americano Mc Donald ha firmato l’accordo per l’apertura in quel punto del suo nuovo punto vendita
La fama barese della Motta continuò sino a quando nel 1993 l’azienda venne venduta alla multinazionale svizzera Nestlé. E dopo essere stato vuoto e sfitto per diversi anni, nel 2019 il gruppo di fast food americano Mc Donald ha firmato l’accordo per l’apertura in quel punto del suo nuovo punto vendita