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Bari, la decadente via Oberdan

Bari 40 foto 30 December 2020

Una strada che, seppur situata a due passi dal centro, racchiude al suo interno botteghe abbandonate, locali decadenti occupati da senzatetto, palazzine al limite della vivibilità e persino l’unico passaggio a livello rimasto in città. Parliamo di via Oberdan, proseguimento dell’extramurale che collega il quartiere San Pasquale al rione Japigia. Un pezzo di Bari dimenticato, che vive da sempre in simbiosi con invadenti binari, visto che quest’arteria oltre a costeggiare le Ferrovie dello Stato è tagliata da quelle della Sud-Est.  Anche se proprio dai treni dovrebbe partire la sua rinascita. I grandi lavori riguardanti la variante "collo d'oca" del nodo ferroviario, infatti, trasformeranno definitivamente via Oberdan, grazie a deviazioni del percorso dei convogli, sottopassi, sovrappassi e rotatorie. Tutto ciò condurrà a una radicale trasformazione dell’attuale scenario, portando anche all’abbattimento dei fatiscenti fabbricati che caratterizzano la zona. In attesa che tutto cambi, siamo andati a farci una passeggiata sul tratto più “borderline” di questa strada, compreso tra via Monsignor Schiralli e il passaggio a livello della Sud-Est (foto di Valentina Rosati)

40 fotografie
Una strada che, seppur situata a due passi dal centro, racchiude al suo interno botteghe abbandonate, locali decadenti occupati da senzatetto, palazzine al limite della vivibilità e persino l’unico passaggio a livello rimasto in città. Parliamo di via Oberdan
Una strada che, seppur situata a due passi dal centro, racchiude al suo interno botteghe abbandonate, locali decadenti occupati da senzatetto, palazzine al limite della vivibilità e persino l’unico passaggio a livello rimasto in città. Parliamo di via Oberdan
Partiamo dall'angolo tra via Oberdan e via Monsignor Schiralli
Partiamo dall'angolo tra via Oberdan e via Monsignor Schiralli
Qui si trovano alcune palazzine che, seppur diroccate, risultano incredibilmente abitate da alcune famiglie baresi
Qui si trovano alcune palazzine che, seppur diroccate, risultano incredibilmente abitate da alcune famiglie baresi
Le palazzine ospitano quattro appartamenti e sono divise tra loro da una breve stradina senza nome che termina davanti al muro che separa l’area dai binari
Le palazzine ospitano quattro appartamenti e sono divise tra loro da una breve stradina senza nome che termina davanti al muro che separa l’area dai binari
Ci avviciniamo dunque ai caseggiati, dove ad accoglierci ci sono un divano giallo e un materasso appoggiati a una parete...
Ci avviciniamo dunque ai caseggiati, dove ad accoglierci ci sono un divano giallo e un materasso appoggiati a una parete...
...mentre sul marciapiede vi è una sopravvissuta cape de fiirre, antica fontana in ferro. «Non funziona più però – ci avverte un residente della zona -: qualcuno ha rotto l’impianto per non farla più usare dagli “abusivi”»
...mentre sul marciapiede vi è una sopravvissuta cape de fiirre, antica fontana in ferro. «Non funziona più però – ci avverte un residente della zona -: qualcuno ha rotto l’impianto per non farla più usare dagli “abusivi”»
Gli abusivi sarebbero alcuni rom che occupano un piccolo cortile: quest’ultimo è nascosto da un muretto segnato da due porticine in ferro
Gli abusivi sarebbero alcuni rom che occupano un piccolo cortile: quest’ultimo è nascosto da un muretto segnato da due porticine in ferro
Ci addentriamo ora nella stradina predetta, lì dove i numeri civici delle case sono scritti con le bombolette spray
Ci addentriamo ora nella stradina predetta, lì dove i numeri civici delle case sono scritti con le bombolette spray
Sul pavimento sono posati una serie di stendini...
Sul pavimento sono posati una serie di stendini...
... mentre altri panni sono stati messi ad asciugare sui risicati balconcini. Qualcuno ha anche appeso delle luci di Natale per dare un tocco di colore a questo buio e soffocante angolo
... mentre altri panni sono stati messi ad asciugare sui risicati balconcini. Qualcuno ha anche appeso delle luci di Natale per dare un tocco di colore a questo buio e soffocante angolo
Tra una porta e l’altra, vi sono poi alcune cassette della posta arrugginite, una sedia e un passeggino usati come bidoni dell’immondizia
Tra una porta e l’altra, vi sono poi alcune cassette della posta arrugginite, una sedia e un passeggino usati come bidoni dell’immondizia
La viuzza infine vira a destra e conduce all’accampamento dei rom, introdotto da una tenda zebrata che funge da separè
La viuzza infine vira a destra e conduce all’accampamento dei rom, introdotto da una tenda zebrata che funge da separè
Ci spostiamo ora verso il centro. Da qui in poi la strada sarà segnata da una serie di basse costruzioni che un tempo ospitavano decine di botteghe e aziende impegnate nella lavorazione di marmi e ceramiche, la maggior parte delle quali risulta oggi ormai inattiva. La prima che troviamo è un ex laboratorio di cromatura...
Ci spostiamo ora verso il centro. Da qui in poi la strada sarà segnata da una serie di basse costruzioni che un tempo ospitavano decine di botteghe e aziende impegnate nella lavorazione di marmi e ceramiche, la maggior parte delle quali risulta oggi ormai inattiva. La prima che troviamo è un ex laboratorio di cromatura...
...accanto al quale si trova un locale ancora aperto. Ci affacciamo per dare un’occhiata e all’interno scoviamo uno spiazzo sul quale è parcheggiato un tre ruote blu. Ad accoglierci è il 60enne Peppino. «Questo deposito è uno dei pochi rimasti attivi su via Oberdan», ci spiega
...accanto al quale si trova un locale ancora aperto. Ci affacciamo per dare un’occhiata e all’interno scoviamo uno spiazzo sul quale è parcheggiato un tre ruote blu. Ad accoglierci è il 60enne Peppino. «Questo deposito è uno dei pochi rimasti attivi su via Oberdan», ci spiega
L’uomo ci indica un piccolo magazzino di cartoni. «Apparteneva a un signore che raccoglieva il materiale in giro e poi lo riutilizzava – sottolinea -. Ora ci vivono degli immigrati». Ci avviniamo al cancello arrugginito: la rete protettiva è stata rotta in più punti per facilitare l’accesso...
L’uomo ci indica un piccolo magazzino di cartoni. «Apparteneva a un signore che raccoglieva il materiale in giro e poi lo riutilizzava – sottolinea -. Ora ci vivono degli immigrati». Ci avviniamo al cancello arrugginito: la rete protettiva è stata rotta in più punti per facilitare l’accesso...
...e, scrutando all’interno, notiamo un cortile circondato dagli alberi sul quale trova posto un piccolo prefabbricato, la cui entrata è “sorvegliata” da una sedia di paglia
...e, scrutando all’interno, notiamo un cortile circondato dagli alberi sul quale trova posto un piccolo prefabbricato, la cui entrata è “sorvegliata” da una sedia di paglia
Proseguiamo e sempre sulla destra ci imbattiamo in un’altra saracinesca abbassata: si tratta del locale ormai in disuso di un vecchio lattoniere, operaio che lavorava con latta e lamiere metalliche
Proseguiamo e sempre sulla destra ci imbattiamo in un’altra saracinesca abbassata: si tratta del locale ormai in disuso di un vecchio lattoniere, operaio che lavorava con latta e lamiere metalliche
Accanto però si staglia uno dei pochi esercizi commerciali ancora in piedi in via Oberdan: è Ciani, azienda di edilizia e impianti
Accanto però si staglia uno dei pochi esercizi commerciali ancora in piedi in via Oberdan: è Ciani, azienda di edilizia e impianti
«Siamo qui da più di cinquant’anni – ci spiega un dipendente della Ciani – e ormai lavoriamo in mezzo al deserto. Vedete ad esempio quei cinque cancelli azzurri che seguono la nostra azienda?...
«Siamo qui da più di cinquant’anni – ci spiega un dipendente della Ciani – e ormai lavoriamo in mezzo al deserto. Vedete ad esempio quei cinque cancelli azzurri che seguono la nostra azienda?...
«...Appartenevano all’Ideal Marmi, una cooperativa di ceramiche, marmi e materiale edile ormai fallita»
«...Appartenevano all’Ideal Marmi, una cooperativa di ceramiche, marmi e materiale edile ormai fallita»
Siamo ora arrivati all’incrocio con via Caldarola, strada un tempo segnata dalla Fibronit, la “fabbrica della morte” oggi in via di bonifica
Siamo ora arrivati all’incrocio con via Caldarola, strada un tempo segnata dalla Fibronit, la “fabbrica della morte” oggi in via di bonifica
Sulla destra, oltre i binari, si erge invece l’elegante campanile a pianta quadrata della Chiesa di San Giuseppe, simbolo dell'adiacente rione Madonnella
Sulla destra, oltre i binari, si erge invece l’elegante campanile a pianta quadrata della Chiesa di San Giuseppe, simbolo dell'adiacente rione Madonnella
Sul marciapiede si susseguono altri colorati e scalcinati cancelli in ferro
Sul marciapiede si susseguono altri colorati e scalcinati cancelli in ferro
Spiamo tra le fessure di uno di questi e notiamo un corridoio con le pareti bruciate e detriti sul pavimento
Spiamo tra le fessure di uno di questi e notiamo un corridoio con le pareti bruciate e detriti sul pavimento
Di fronte, sull’altro lato della strada, si erge l’enorme palazzo dell’ex Inpdap, una parte del quale ospita un negozio di arredamento: l’unico elemento moderno di tutta via Oberdan
Di fronte, sull’altro lato della strada, si erge l’enorme palazzo dell’ex Inpdap, una parte del quale ospita un negozio di arredamento: l’unico elemento moderno di tutta via Oberdan
Ci rimettiamo quindi sui nostri passi. Superato sulla destra il centro di conferimento rifiuti dell’Amiu e un’azienda per materiali di edilizia, eccoci davanti a un emblematico simbolo della strada, oggi murato: le ex stalle del boss di Japigia Savinuccio Parisi, che qui ci portava i suoi cavalli
Ci rimettiamo quindi sui nostri passi. Superato sulla destra il centro di conferimento rifiuti dell’Amiu e un’azienda per materiali di edilizia, eccoci davanti a un emblematico simbolo della strada, oggi murato: le ex stalle del boss di Japigia Savinuccio Parisi, che qui ci portava i suoi cavalli
Di fronte invece, vicino allo spiazzo dello scalo merci delle Ferrovie Sud-Est, si susseguono una serie di bassi caseggiati abbandonati. Il primo è un ex autolavaggio la cui area esterna è adibita a “libero” parcheggio
Di fronte invece, vicino allo spiazzo dello scalo merci delle Ferrovie Sud-Est, si susseguono una serie di bassi caseggiati abbandonati. Il primo è un ex autolavaggio la cui area esterna è adibita a “libero” parcheggio
Il secondo è un edificio color salmone dal tetto spiovente: sbirciamo al suo interno tramite una fessura e ci ritroviamo davanti a uno scenario “apocalittico”...
Il secondo è un edificio color salmone dal tetto spiovente: sbirciamo al suo interno tramite una fessura e ci ritroviamo davanti a uno scenario “apocalittico”...
...sotto il tetto quasi del tutto crollato, si apre un ambiente completamente ricoperto di rifiuti e oggetti quali sedie, tavoli ed elettrodomestici
...sotto il tetto quasi del tutto crollato, si apre un ambiente completamente ricoperto di rifiuti e oggetti quali sedie, tavoli ed elettrodomestici
Poco più avanti ecco altre sei saracinesche abbassate e prese di mira dai writers
Poco più avanti ecco altre sei saracinesche abbassate e prese di mira dai writers
Solo due di questi locali hanno però lasciato tracce della loro antica identità, una di queste è la vecchia sede di Aceto, storico negozio di riparazioni biciclette
Solo due di questi locali hanno però lasciato tracce della loro antica identità, una di queste è la vecchia sede di Aceto, storico negozio di riparazioni biciclette
Dall’altra parte della via si apre invece l’enorme capannone che ospitava l’azienda di piastrelle Meneghella, trasferitasi in un’altra zona. Il suo cortile è oggi diventato rifugio per immigrati, rom e senzatetto
Dall’altra parte della via si apre invece l’enorme capannone che ospitava l’azienda di piastrelle Meneghella, trasferitasi in un’altra zona. Il suo cortile è oggi diventato rifugio per immigrati, rom e senzatetto
Accanto a essa si trova un caseggiato diroccato: è circondato da un giardinetto balzato tempo fa agli onori della cronaca perché bazzicato da tossicodipendenti
Accanto a essa si trova un caseggiato diroccato: è circondato da un giardinetto balzato tempo fa agli onori della cronaca perché bazzicato da tossicodipendenti
E siamo così arrivati ai binari che tagliano via Oberdan....
E siamo così arrivati ai binari che tagliano via Oberdan....
...quelli sui quali sfrecciano i treni delle Ferrovie Sud-Est
...quelli sui quali sfrecciano i treni delle Ferrovie Sud-Est
L’incrocio è regolamentato da un passaggio a livello scomodo e pericoloso: l’ultimo rimasto a Bari città. Anch’esso dovrebbe però sparire con i nuovi lavori
L’incrocio è regolamentato da un passaggio a livello scomodo e pericoloso: l’ultimo rimasto a Bari città. Anch’esso dovrebbe però sparire con i nuovi lavori
Sullo sfondo intanto si ergono il “barocco” Palazzo Noli, situato in via Dieta da Bari...
Sullo sfondo intanto si ergono il “barocco” Palazzo Noli, situato in via Dieta da Bari...
...e il disabitato edificio rosso di via Beltrami, occupato sino al 2012 da immigrati e italiani indigenti
...e il disabitato edificio rosso di via Beltrami, occupato sino al 2012 da immigrati e italiani indigenti
Da qui in poi, sino all’incrocio con via Amendola, via Oberdan cambia un po’ aspetto, almeno sulla sinistra dove dominano palazzi moderni ed esercizi commerciali
Da qui in poi, sino all’incrocio con via Amendola, via Oberdan cambia un po’ aspetto, almeno sulla sinistra dove dominano palazzi moderni ed esercizi commerciali
Sulla destra ritroviamo però le botteghe che hanno caratterizzato la strada sinora, alcune inutilizzate, altre ancora attive. Tutti locali “vissuti” che presto saranno abbattuti in favore di una nuova viabilità
Sulla destra ritroviamo però le botteghe che hanno caratterizzato la strada sinora, alcune inutilizzate, altre ancora attive. Tutti locali “vissuti” che presto saranno abbattuti in favore di una nuova viabilità