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Bari, la coppia che vive in un camper
«Ho comprato il camper quando ancora avevo un lavoro, volevo usarlo per passare le vacanze al mare. E oggi purtroppo questo mezzo è diventato la nostra casa». Chi parla è il 48enne barese Giuseppe, l’uomo che assieme alla moglie Benedetta vive da due anni nel parcheggio che si trova tra la chiesa di San Sabino e Parco Perotti. I due, rimasti senza lavoro e abitazione, sono infatti stati costretti a trasfersi nel loro caravan, dove mangiano, dormono e passano la loro vita (foto di Gennaro Gargiulo)
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I baresi Giuseppe e Benedetta vivono da due anni in un camper posto nel parcheggio che si trova tra la chiesa di San Sabino e Parco Perotti
L'area di sosta in cui è parcheggiato il camper di Giuseppe e Benedetta si trova in via Caduti del 28 luglio 1943, praticamente di fronte alla spiaggia di Pane e pomodoro
Siamo nella parte più periferica del rione Madonnella, quella che si affaccia sui binari
Quando individuiamo l'autoveicolo ad accoglierci c'è proprio Giuseppe. È un uomo alto, con i capelli neri e degli occhiali spessi che non riescono a celare le occhiaie di chi non dorme sogni tranquilli
Indossa un maglione, un jeans, un paio di scarpe usurate e un capello bianco con la scritta "happy", anche se di motivi per essere felici ce ne sono ben pochi
Il mezzo in cui vivono Giuseppe e Benedetta è abbastanza malmesso. La carrozzeria è piena di ammaccature e le ruote visibilmente sgonfie
All'interno come previsto gli spazi sono angusti: c'è una piccola cucina a gas e due letti colmi di coperte, segno che la notte il freddo si fa sentire
Su un lenzuolo è adagiata Checca, pinscher nero adottato dai padroni ben prima che la situazione economica peggiorasse
«Un tempo mi occupavo di assistere malati e anziani ma ora è tutto finito – ci dice la 47enne Benedetta -. Attualmente riesco giusto a svolgere dei lavoretti di pulizia nella vicina chiesa di San Sabino, ma ciò che guadagno non è abbastanza per cambiare vita»
La donna sottolinea come non ci si senta neanche sicuri a dormire nel parcheggio. «Di sera qui attorno è pieno di prostitute e di comitive che alzano il gomito – evidenzia la signora -. La notte al minimo rumore ci svegliamo di soprassalto e riprendere sonno è dura».
«Facciamo il possibile – conferma don Angelo, il sacerdote della chiesa -. Purtroppo dopo due anni in queste condizioni Giuseppe è psicologicamente abbattuto, ma noi non ci arrendiamo: li supporteremo soprattutto nei rapporti con le istituzioni, per permetter loro di risolvere in qualche modo la loro insostenibile situazione»