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Bari, la coppia che vive in un camper

Bari 11 foto 17 January 2018

«Ho comprato il camper quando ancora avevo un lavoro, volevo usarlo per passare le vacanze al mare. E oggi purtroppo questo mezzo è diventato la nostra casa». Chi parla è il 48enne barese Giuseppe, l’uomo che assieme alla moglie Benedetta vive da due anni nel parcheggio che si trova tra la chiesa di San Sabino e Parco Perotti. I due, rimasti senza lavoro e abitazione, sono infatti stati costretti a trasfersi nel loro caravan, dove mangiano, dormono e passano la loro vita (foto di Gennaro Gargiulo)  

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I baresi Giuseppe e Benedetta vivono da due anni in un camper posto nel parcheggio che si trova tra la chiesa di San Sabino e Parco Perotti
I baresi Giuseppe e Benedetta vivono da due anni in un camper posto nel parcheggio che si trova tra la chiesa di San Sabino e Parco Perotti
L'area di sosta in cui è parcheggiato il camper di Giuseppe e Benedetta si trova in via Caduti del 28 luglio 1943, praticamente di fronte alla spiaggia di Pane e pomodoro
L'area di sosta in cui è parcheggiato il camper di Giuseppe e Benedetta si trova in via Caduti del 28 luglio 1943, praticamente di fronte alla spiaggia di Pane e pomodoro
Siamo nella parte più periferica del rione Madonnella, quella che si affaccia sui binari
Siamo nella parte più periferica del rione Madonnella, quella che si affaccia sui binari
Quando individuiamo l'autoveicolo ad accoglierci c'è proprio Giuseppe. È un uomo alto, con i capelli neri e degli occhiali spessi che non riescono a celare le occhiaie di chi non dorme sogni tranquilli
Quando individuiamo l'autoveicolo ad accoglierci c'è proprio Giuseppe. È un uomo alto, con i capelli neri e degli occhiali spessi che non riescono a celare le occhiaie di chi non dorme sogni tranquilli
Indossa un maglione, un jeans, un paio di scarpe usurate e un capello bianco con la scritta "happy", anche se di motivi per essere felici ce ne sono ben pochi
Indossa un maglione, un jeans, un paio di scarpe usurate e un capello bianco con la scritta "happy", anche se di motivi per essere felici ce ne sono ben pochi
Il mezzo in cui vivono Giuseppe e Benedetta è abbastanza malmesso. La carrozzeria è piena di ammaccature e le ruote visibilmente sgonfie
Il mezzo in cui vivono Giuseppe e Benedetta è abbastanza malmesso. La carrozzeria è piena di ammaccature e le ruote visibilmente sgonfie
All'interno come previsto gli spazi sono angusti: c'è una piccola cucina a gas e due letti colmi di coperte, segno che la notte il freddo si fa sentire
All'interno come previsto gli spazi sono angusti: c'è una piccola cucina a gas e due letti colmi di coperte, segno che la notte il freddo si fa sentire
Su un lenzuolo è adagiata Checca, pinscher nero adottato dai padroni ben prima che la situazione economica peggiorasse
Su un lenzuolo è adagiata Checca, pinscher nero adottato dai padroni ben prima che la situazione economica peggiorasse
«Un tempo mi occupavo di assistere malati e anziani ma ora è tutto finito – ci dice la 47enne Benedetta -. Attualmente riesco giusto a svolgere dei lavoretti di pulizia nella vicina chiesa di San Sabino, ma ciò che guadagno non è abbastanza per cambiare vita»
«Un tempo mi occupavo di assistere malati e anziani ma ora è tutto finito – ci dice la 47enne Benedetta -. Attualmente riesco giusto a svolgere dei lavoretti di pulizia nella vicina chiesa di San Sabino, ma ciò che guadagno non è abbastanza per cambiare vita»
La donna sottolinea come non ci si senta neanche sicuri a dormire nel parcheggio. «Di sera qui attorno è pieno di prostitute e di comitive che alzano il gomito – evidenzia la signora -. La notte al minimo rumore ci svegliamo di soprassalto e riprendere sonno è dura».
La donna sottolinea come non ci si senta neanche sicuri a dormire nel parcheggio. «Di sera qui attorno è pieno di prostitute e di comitive che alzano il gomito – evidenzia la signora -. La notte al minimo rumore ci svegliamo di soprassalto e riprendere sonno è dura».
«Facciamo il possibile – conferma don Angelo, il sacerdote della chiesa -.  Purtroppo dopo due anni in queste condizioni Giuseppe è psicologicamente abbattuto, ma noi non ci arrendiamo: li supporteremo soprattutto nei rapporti con le istituzioni, per permetter loro di risolvere in qualche modo la loro insostenibile situazione»
«Facciamo il possibile – conferma don Angelo, il sacerdote della chiesa -. Purtroppo dopo due anni in queste condizioni Giuseppe è psicologicamente abbattuto, ma noi non ci arrendiamo: li supporteremo soprattutto nei rapporti con le istituzioni, per permetter loro di risolvere in qualche modo la loro insostenibile situazione»