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Bari, la contrada Padreterno
Il bassorilievo del “Padreterno” è il simbolo di una zona del quartiere Carrassi di Bari che ha tanto da raccontare. Qui infatti fino agli anni 70 finiva la città e ci si trovava in zona rurale immersa nella campagna. Una vera e propria contrada che prendeva il nome di “Padreterno”, in onore dell’antica edicola suddetta, unico ricordo rimasto di un’antica chiesa omonima che sorgeva sulla vecchia corso Sicilia. La zona in questione è quella attualmente compresa tra viale Papa Giovanni XXIII, via Giulio Petroni, viale Kennedy/Einaudi e viale della Costituente. Siamo andati a visitarla (foto di Antonio Caradonna)
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Il punto di partenza del nostro giro è l’angolo tra viale Papa Giovanni XXIII e corso Alcide de Gasperi. Alle nostro spalle si trova il nucleo storico del rione Carrassi, di fronte a noi si erge invece il muro perimetrale del carcere
Proprio in questo punto, fino al 1967, sorgeva il mitico Campo degli Sports, considerato uno dei più importanti e meglio attrezzati del Sud
E’ arrivato ora il momento di immergerci nella “contrada” entrando attraverso corso Alcide de Gasperi. Sulla nostra destra ecco il rosso ingresso dell’istituto penitenziario “Francesco Ricci”. La sua costruzione risale al 1914, ma incominciò a ospitare i detenuti solo dal 1926
Poco oltre, sulla sinistra, ecco uno dei simboli del quartiere: l’antico palazzo Zippitelli, sulla cui decorazione in ferro battuto dei portoni è ancora leggibile la data di costruzione: 1931
L’edificio si sviluppa su due torrioni laterali che danno alla struttura la parvenza di un piccolo castello, con le sue lesene e la facciata leggermente aggettante
Il palazzo porta con sé due importantissimi segni della storia di Bari. Il primo ha a che fare proprio con il conflitto mondiale. Si tratta di un cerchio con la lettera “R” e una freccia con la scritta “Podgora 41”: indica il vicino rifugio antiaereo all’epoca situato nella via omonima
Il secondo è una grande scritta in stampatello con su scritto: “Bari”. È quello che oggi chiameremmo un cartello di località: in questo punto infatti iniziava la città. E chi da Carbonara giungeva all’altezza del palazzo, sapeva di essere arrivato nel capoluogo pugliese
Superata sulla destra via Cagnazzi, dove si trova l’autorimessa comunale che da anni attende di diventare la biblioteca di quartiere...
...facciamo un salto in via Monte San Michele, lì dove si trova un’elegante e bianco villino in stile liberty coronato da due colonne con capitelli in stile corinzio
Altra traversa di corso Alcide de Gasperi è via Maranelli, strada contrassegnata da un inedito vicolo dove ci passa a malapena una persona. E’ forse il passaggio più stretto della città nuova: uno strano interstizio colorato da murales lasciato tra due costruzioni attigue
Il budello sbuca su via Morea, strada che porta alla parrocchia di Santa Maria Maddalena, più conosciuta come chiesa di “Goldrake”, per via della sua forma che ricorda la rampa di lancio del famoso robot
Ed eccoci finalmente al civico 272, lì dove sorge la nostra edicola. È incastonata in alto su una parete di recinzione di un complesso residenziale che si estende per tutto il grande isolato sulla nostra destra
Nella nicchia protetta da un vetro si trova il bassorilievo del Padreterno, raffigurato con la barba lunga e bianca e dei paffuti angioletti intorno
Non conosciamo chi si prenda oggi cura dell’edicola, arricchita sempre da fiori freschi e ceri nuovi
Un’epigrafe porta la data di erezione dell’edicola: 1894. E’ l’anno in cui fu fondata anche l’omonima chiesetta che inglobava l’edicola, ora scomparsa. Una vecchia foto di inizio Novecento ce la mostra con un campanile a vela e questo grande altarino, quasi un tempietto, inserito in un muro di forma rettangolare
Da via Morea, sempre sulla destra c’è la piazzetta, un buen ritiro per gli adolescenti e gli anziani della zona con un piccolo parchetto al centro circondato da panchine.
Sulla sinistra si erge il grande complesso del Seminario diocesano, lì dove dal 1953 si formano i futuri sacerdoti. Ospita al suo interno la parrocchia del Buon Pastore
Sulla destra vi è invece l’austero Istituto Sacro Costato, che un tempo fu la storica Villa Ombrosa. Oggi qui vivono delle suore e la struttura ospita un asilo nido e una scuola per l’infanzia
Ammiriamo la facciata superiore, bianca e gialla, che presenta una curiosa finestra circolare e il balcone con al centro una maschera apotropaica che raffigura un leone che protegge i bambini e le suore da presenze maligne
Siamo così arrivati alla fine del nostro viaggio in una zona di Bari ormai dominata da nuovi palazzi, ma che al suo interno nasconde simboli che mantengono ancora oggi un forte valore storico e soprattutto, profumano di sacro