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Bari, la chiesa di Santa Candida

Bari 28 foto 11 October 2023

La chiesa di Santa Candida, millenario tempio che sorge sul fianco est di Lama Picone. Parliamo di un sito dalla grande importanza storica-artistica, che con i suoi 120 metri quadri di ampiezza risulta essere la più grande basilica rupestre non solo del barese ma di tutta la Puglia. Fu edificato come luogo di culto tra il IX e l’XI secolo d.C. ad opera di comunità religiose bizantine stanziatesi a Bari, anche se c’è chi pensa che possa essere più antico e risalire addirittura al periodo paleocristiano-altomedievale. Una vera e propria chiesa quindi, inserita in uno dei tanti ipogei presenti a Bari: ambienti sotterranei scavati dall’uomo, la maggior parte dei quali situati all’interno delle nove lame cittadine (foto di Giancarlo Liuzzi)  

28 fotografie
Per raggiungerla percorriamo via Giulio Petroni e, una volta superato il cavalcavia della tangenziale, svoltiamo a destra su via Carlo Alberto dalla Chiesa. Arrivati in fondo alla strada proseguiamo a piedi sull’ultimo tratto...
Per raggiungerla percorriamo via Giulio Petroni e, una volta superato il cavalcavia della tangenziale, svoltiamo a destra su via Carlo Alberto dalla Chiesa. Arrivati in fondo alla strada proseguiamo a piedi sull’ultimo tratto...
...e, percorrendo uno stretto sentiero limitato da piante e arbusti, ci lasciamo il traffico e la città alle spalle...
...e, percorrendo uno stretto sentiero limitato da piante e arbusti, ci lasciamo il traffico e la città alle spalle...
...e scendiamo nel letto della lama Picone
...e scendiamo nel letto della lama Picone
Sulla nostra destra, nascoste da un rigoglioso campo di ulivi, scorgiamo le baracche di un campo rom qui presente da anni...
Sulla nostra destra, nascoste da un rigoglioso campo di ulivi, scorgiamo le baracche di un campo rom qui presente da anni...
...e, a pochi metri di distanza, una distesa di scarti e rifiuti di ogni genere
...e, a pochi metri di distanza, una distesa di scarti e rifiuti di ogni genere
Voltando lo sguardo a sinistra riusciamo invece a intravedere, oltre le fronde di due alberi di fico...
Voltando lo sguardo a sinistra riusciamo invece a intravedere, oltre le fronde di due alberi di fico...
...gli accessi della chiesa serrati da una recinzione in ferro
...gli accessi della chiesa serrati da una recinzione in ferro
In passato erano preceduti da altri quattro ambienti, distrutti negli anni 70 durante i lavori di costruzione della statale 16. Riusciamo però a identificarli, dopo aver varcato l’accesso...
In passato erano preceduti da altri quattro ambienti, distrutti negli anni 70 durante i lavori di costruzione della statale 16. Riusciamo però a identificarli, dopo aver varcato l’accesso...
...su un pannello presente all’interno che riporta un rilievo del 1965 dello speleologo Franco dell’Aquila
...su un pannello presente all’interno che riporta un rilievo del 1965 dello speleologo Franco dell’Aquila
Da questa illustrazione apprendiamo anche la particolare disposizione interna della chiesa: un’ampia struttura a ventaglio con quattro navate e cinque absidi. La pianta trapezoidale, con la base minore verso la porta di accesso, facilitava infatti la diffusione della luce solare all’interno
Da questa illustrazione apprendiamo anche la particolare disposizione interna della chiesa: un’ampia struttura a ventaglio con quattro navate e cinque absidi. La pianta trapezoidale, con la base minore verso la porta di accesso, facilitava infatti la diffusione della luce solare all’interno
L’intero ambiente, dalle pareti bianche e grigie...
L’intero ambiente, dalle pareti bianche e grigie...
...si mostra con un intricato quanto affascinante gioco di arcate ripetute
...si mostra con un intricato quanto affascinante gioco di arcate ripetute
Le navate sono scandite da massicci e tozzi pilastri...
Le navate sono scandite da massicci e tozzi pilastri...
...alcuni crollati a terra...
...alcuni crollati a terra...
...e altri in parte erosi dal tempo...
...e altri in parte erosi dal tempo...
...e da colonne con archi a ghiera che sorreggono il soffitto.
...e da colonne con archi a ghiera che sorreggono il soffitto.
Questo si presenta piano (a eccezione dei vani presbiteriali a botte)...
Questo si presenta piano (a eccezione dei vani presbiteriali a botte)...
...e segnato da crepe causate dalle radici della vegetazione sovrastante
...e segnato da crepe causate dalle radici della vegetazione sovrastante
In alcuni punti è possibile anche trovare conchiglie fossili conservati nella calcarenite da milioni di anni
In alcuni punti è possibile anche trovare conchiglie fossili conservati nella calcarenite da milioni di anni
Sulle pareti laterali si aprono invece una serie di alte e strette nicchie aniconiche, cioè prive di immagini sacre. Eppure in passato erano certamente decorate come altre chiese rupestri pugliesi, ma l’incuria del luogo ha portato alla rovina totale degli affreschi
Sulle pareti laterali si aprono invece una serie di alte e strette nicchie aniconiche, cioè prive di immagini sacre. Eppure in passato erano certamente decorate come altre chiese rupestri pugliesi, ma l’incuria del luogo ha portato alla rovina totale degli affreschi
Ci spostiamo nella navata centrale. Qui, su una colonna...
Ci spostiamo nella navata centrale. Qui, su una colonna...
...è possibile scorgere una piccola croce latina scolpita all’altezza del capitello
...è possibile scorgere una piccola croce latina scolpita all’altezza del capitello
A circa due metri di altezza invece sono presenti dei fori rettangolari contrapposti destinati, un tempo, a sostenere delle travi di legno alle quali venivano appesi dei lumi e dei panneggi liturgici
A circa due metri di altezza invece sono presenti dei fori rettangolari contrapposti destinati, un tempo, a sostenere delle travi di legno alle quali venivano appesi dei lumi e dei panneggi liturgici
Più avanti le due absidi centrali sono cinte dal muretto dell’iconostasi, alto circa un metro, che in passato separava l’area destinata ai fedeli (naos) da quella dove i sacerdoti officiavano il rito (bema) circondati da icone lignee con raffigurazioni dei santi
Più avanti le due absidi centrali sono cinte dal muretto dell’iconostasi, alto circa un metro, che in passato separava l’area destinata ai fedeli (naos) da quella dove i sacerdoti officiavano il rito (bema) circondati da icone lignee con raffigurazioni dei santi
E, raggiungendo le nicchie di fondo dell’ambiente, possiamo trovare alcune tracce rimaste del glorioso passato della chiesa
E, raggiungendo le nicchie di fondo dell’ambiente, possiamo trovare alcune tracce rimaste del glorioso passato della chiesa
Sulle grigie e scure pareti infatti sono ancora evidenti alcuni nomi di santi, scritti in rosso e contornati di bianco
Sulle grigie e scure pareti infatti sono ancora evidenti alcuni nomi di santi, scritti in rosso e contornati di bianco
Riusciamo a leggere Geronimo, Tommaso, Giacomo, Erasmo...
Riusciamo a leggere Geronimo, Tommaso, Giacomo, Erasmo...
...e infine Candida, la santa a cui è dedicato questo incredibile luogo che attende da anni di essere salvato
...e infine Candida, la santa a cui è dedicato questo incredibile luogo che attende da anni di essere salvato