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Bari, la chiesa di San Giacomo
Siamo andati alla scoperta di San Giacomo. Si tratta di un luogo di culto eretto tra l'XI e il XII secolo che, situato sulla stessa piazza della Cattedrale, vive all’ombra della chiesa principale, passando così quasi inosservato. Questa chiesa inoltre necessiterebbe di un corposo restauro: dai muri interni cadono infatti pezzi di intonaco e la pavimentazione è piuttosto malmessa (foto di Gennaro Gargiulo e Federica Calabrese)
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Per raggiungere San Giacomo partiamo dal Castello Svevo e ci dirigiamo in piazza dell'Odegitria. Dinanzi a noi si staglia l'inconfondibile sagoma della Cattedrale, che inevitabilmente cattura l'attenzione dei turisti e fa passare in secondo piano la nostra destinazione, situata sul lato destro dello slargo
La chiesa (e l'annesso monastero oggi scuola per l’infanzia gestita dalle suore salesiane) fu dapprima sede delle monache basiliane, alle quali succedettero dal 1344 le loro "colleghe" benedettine
San Giacomo si presenta con la bianca facciata in pietra di Trani dai chiari connotati romanici...
..."contrastati" da un finestrone barocco centrale circondato da quattro monofore
Il portale in legno, preceduto da quattro gradini dalla forma arrotondata, è inquadrato in una cornice scanalata rettangolare e sormontato da una mensola e un'apertura a semiluna
Dalla piazza non è visibile il campanile: per ammirarlo è necessario introltrarsi in strada San Giacomo, la viuzza che costeggia l'ala destra dell'edificio
Pure questa torre presenta un intersecarsi di motivi romanici (evidenti nei due ordini inferiori con bifore eleganti inquadrate da colonnine slanciate) e di tratti barocchi: la parte sommitale "a cipolla", aperta su ogni lato con ripetuti occhielli, fu infatti costruita a metà del 600
Non resta ora che entrare. Varchiamo l'accesso, ritrovandoci in un'unica navata luminosa lunga 24 metri, coperta da volte a botte con lunette puntellate da finestre barocche
Tutto l'ambiente è dominato da volute di gesso, decorazioni progettate tra il 1746 e il 1747 dall'architetto napoletano Domenico Antonio Vaccaro
Ci avviciniamo ai lati, contraddistinti da sei nicchie contenenti delle tele dall'identico arredo: pilastri sormontati da archi a tutto sesto circoscrivono i vani con altari in marmo scuro
L'altare centrale è invece caratterizzato da fastosi intarsi marmorei. Sul grande tavolo sono adagiati sei candelabri e una croce, tutti dorati...
...mentre dietro domina il settecentesco dipinto di Paolo de Matteis che riproduce la Vergine, affiancata sulla destra da un San Giacomo vestito di rosso
Sul lato destro una statua lignea di Cristo ci osserva con sguardo severo
Purtroppo però l'elemento che più balza all'occhio è il degrado...
L'intonaco appare visibilmente "scrostato" su muri...
...e colonne portanti
Il degrado non risparmia le colorate mattonelle smaltate del pavimento, posate nel XVII secolo per dar vita a motivi floreali
Le mattonelle sono spesso divelte o addirittura frantumate
Alla colomba marmorea che sovrasta l'acquasantiera, peraltro scalfita in più punti, manca addirittura un'ala