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Bari, la centrale Enel in dismissione
Con le sue due alte ciminiere bianche e rosse ha costituito per sessant’anni uno simboli industriali di Bari, ma ora la storia della grande centrale termoelettrica dell’Enel è giunta la fine: è in atto infatti la sua dismissione, che la porterà a essere completamente smantellata nel giro di poco tempo (foto di Antonio Caradonna)
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Con le sue due alte ciminiere bianche e rosse ha costituito per sessant’anni uno simboli industriali di Bari, ma ora la storia della grande centrale termoelettrica dell’Enel è giunta la fine: è in atto infatti la sua dismissione, che la porterà a essere completamente smantellata nel giro di poco tempo
La fabbrica sorge in via Bruno Buozzi e confina con l'estesa area un tempo occupata dalla Stanic, la raffineria da cui prende il nome il quartiere in cui è situato
Fu nel dicembre del 1955 che si decise si realizzare un complesso che potesse trasformare olio combustibile in energia(immagine del volume "Impianto termoelettrico di Bari" di Marina Spiezia)
La centrale vide la luce su un'area di quasi sette ettari, con una potenza prevista di 205.500 kilowatt, entrando in funzione il 9 luglio del 1958(immagine del volume "Impianto termoelettrico di Bari" di Marina Spiezia)
Oggi, a distanza di sessant’anni, siamo andati a visitare la centrale prima che venga definitivamente abbattuta.
Non avendo i permessi per entrare, ci rechiamo nella vicina via Calace...
...in fondo alla quale campeggia la massiccia sagoma di uno dei tre serbatoi di olio dell’industria
Saliamo quindi sull'attico del palazzo della Cgil, posizionato sul lato sinistro della strada, in modo da avere una visione panoramica
Ai nostri piedi, sulla destra, notiamo le intricate componenti della sottostazione, lì da dove partiva la trasmissione dell'energia
...e dietro di essa un'altra imponente cisterna
Dinanzi a noi si staglia l'edificio bianco e azzurro della sala macchine, che nasconde in parte le tre caldaie...
...e le due caratteristiche ciminiere di raffreddamento
Sulla sinistra infine spicca un altro elemento distintivo del complesso: le due file superstiti di ventilatori giganti, visibili anche a grande distanza
Il rivestimento cilindrico dall'intenso colore celeste fu adottato negli anni 80 per ridurre il rumore delle ventole, insopportabile per gli abitanti della zona, soprattutto di notte
Tutt’intorno ferve intanto il lavoro degli operai, che nelle ultime settimane hanno accelerato l’opera di dismissione
Qui in futuro, secondo vari progetti, potrebbe nascere un polo scientifico, un sito multifunzionale per usi turistici e commerciali o un parco urbano: un’occasione di riqualificazione per un quartiere nato e cresciuto all’ombra delle industrie