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Bari, il seicentesco Palazzo Gironda
Residenza di famiglie prestigiose, quartier generale delle truppe napoleoniche nel 1803 e storica sede della Polifonica cittadina. Sono a dir poco impregnate di storia le mura di Palazzo Gironda, elegante edificio seicentesco di Bari Vecchia, tra l’altro l’unico nel borgo antico a poter vantare la presenza di un giardino pensile (Foto di Gennaro Gargiulo)
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Il Palazzo è situato in strada dè Gironda, a poca distanza da corso Vittorio Emanuele. Si caratterizza per il bugnato, caratteristico rivestimento delle pareti esterne
Normalmente chiuso ai turisti, il Gironda è stato aperto al pubblico in via eccezionale in occasione dell'ultima FaiMarathon
Il rinascimentale portale d'ingresso celebra l'accoglienza con un'iscrizione latina sull'architrave: dum probus atque insons recta huc devotior hospes (“L’ospite è qui gradito purché giusto e senza colpa”)
A farci da Cicerone è Roberto Sublimi, membro dei Milella, la famiglia che da più di due secoli possiede la struttura
Varcata l'entrata calpestiamo un pavimento di ciottolato che immette nel cortile: qui parte una scalinata che conduce al primo piano. Lungo tutto il percorso si notano sui muri decorazioni a stucco che rappresentano soggetti mitologici
Un altro soggetto mitologico: pare infatti che uno dei marchesi Gironda, vecchi proprietari dell'edificio, facesse parte dell'Accademia dell'Arcadia, istituzione letteraria che prestava grande attenzione ai miti dell'antica Grecia
Una volta salite le scale di ci troviamo di fronte a due porte, una alla nostra sinistra e l'altra di fronte a noi. La prima conduce nelle ampie sale in cui dal 1935 al 1986 si è riunita la Polifonica di Bari: le stanze presentano un arredamento minimale
Sul parquet dell'ultimo vano si apre una finestrella protetta da un vetro, al di sotto del quale si intravede una porzione del pavimento maiolicato originale del 600
Torniamo indietro e oltrepassiamo l'altra porta: siamo nell'abitazione privata di Sublimi
L'atrio che immette nel giardino pensile
In lontananza si staglia la cupola della chiesa di Santa Teresa dei Maschi
Nel giardino pensile ci si immerge passando sotto un loggiato, in realtà una quinta teatrale
Particolare della quinta realizzata probabilmente nel 700
Il giardino visto dall'alto: le piante che possiamo ammirare sono soprattutto essenze di agrumi
Tra la fitta flora balza all'occhio un grazioso chiosco con un tavolino al centro
Uno stemma raffigurante un berretto frigio, simbolo della rivoluzione francese: potrebbe essere una testimonianza del passaggio dal Palazzo delle truppe napoleoniche nel 1803