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Bari, il palazzo di Lingue
Fu uno dei primi edifici in città a essere costruito in cemento armato ed è caratterizzato da capitelli ionici, fregi decorativi e suggestive vetrate. Uno stabile che è lecito definire “storico” ma che, come avvenuto a tanti altri palazzi di inizio 900, ha rischiato seriamente l’abbattimento. Parliamo della facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Bari, nota anche come “ex Fiat” per essere stata in passato lo showroom del noto marchio automobilistico (foto di Valentina Rosati)
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Il fabbricato si trova ad angolo tra via Garruba e via De Rossi. Fu eretto nel 1928 grazie all’opera dell’ingegner Francesco De Giglio e dell’architetto Cesare Augusto Corradini
Dall’aspetto austero e compatto, venne disegnato ponendo l’accento sull’uniformità del colore grigio delle facciate e sulle ampie pareti finestrate, incorniciate da pochi ma riconoscibili dettagli decorativi neoclassici
Tra questi semicolonne schiacciate culminanti in capitelli ionici...
...e fregi decorati con conchiglie
Ovvero un edificio le cui vetrate rappresentano sicuramente l’elemento più suggestivo, sia per le dimensioni che per la suddivisione a quadri marcata da infissi neri
L’ingresso principale si trova in via Garruba, segnalato da una pensilina in ferro battuto...
...dominata dall’iscrizione in lettere di bronzo “Università degli studi. Facoltà di lingue e letterature straniere”
Varchiamo il portone e scendiamo quattro gradini, per ritrovarci in un ingresso marcatamente moderno, predominato dai colori bianco, nero e avana
Una porta a vetri nasconde un piccolo cortile illuminato da un pozzo luce che permette di seguire lo sviluppo verso l’alto del fabbricato, con i blocchi di cemento ingentiliti dal riflesso del cielo terso sulle vetrate
E tra grandi e luminose aule soppalcate...
...e biblioteche popolate da studenti, ripensiamo a quando questo colosso di vetro e cemento era la casa di Topolino e 500. Un pezzo di una Bari “rampante”, fortunatamente salvato dalle famigerate ruspe degli anni 80