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Bari, il Palazzo Caleno di Picone
Un bizzarro edificio, una silenziosa cappella, un presepe leggendario. Tutto questo è Palazzo Caleno, antico e prezioso stabile che si nasconde nella parte più vecchia del quartiere Picone di Bari. Un luogo poco conosciuto, ma la cui storia particolare merita di essere raccontata (foto di Valentina Rosati)
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Per visitare la struttura basta portarsi su via Lucera, perpendicolare di viale Salandra: una strada percorribile solo a piedi per via della presenza di una ripida scalinata. Non a caso questa zona della città viene chiamata la Mendàgne (“la Montagna”), perché situata su una sorta di “collinetta”
Una volta saliti ci si ritrova così in un piccolo quadrilatero segnato da sei strettissime vie sulle quali si affacciano ancora una manciata di palazzine di inizio secolo: basse costruzioni dai toni confettati del rosa, dell'azzurro e del giallo
E qui, nell’isolato compreso tra le vie Lucera, Bengasi e Lecce, si erge Palazzo Caleno: un possente fabbricato color salmone che comprende terrazzine, loggiati racchiusi da archi, una torretta, una cappella...
...false balaustre...
...e un campanile a vela
Sul portale della chiesetta, il cui ingresso si affaccia su via Lecce...
...si legge un’epigrafe posta in corrispondenza dell’architrave barocco...
...è datata 6 novembre 1887 e recita in latino: Invenietis infantem pannis involutum, et positum in praesepio” (“Troverete un bambino avvolto in fasce, posto in un presepio”)
Si parla dunque di un'antico presepe: un’installazione che comprendeva 472 statue, alcune delle quali realizzate nel 700 da botteghe napoletane. Ottantacinque di quei pezzi sono oggi esposti nella Pinacoteca di Bari
In un’apposita teca in vetro sono presenti statuette di bellissimi pastori vestiti di abiti di seta, lana e canapa, svariati animali e oggettini fatti di terracotta policroma
È stata inoltre ricomposta la scena centrale della Natività grazie al ritrovamento quasi fortuito del bambinello che si dava per perduto
L’installazione a inizio secolo era alloggiata in un’intera ala del piano terra del Caleno, occupando anche parte della cappella. Questa chiesetta, aperta ogni giorno dalle 9 alle 16, è frequentata oggi da anziane del quartiere, che qui vengono a pregare in silenzio (foto di Antonio Caradonna)
L’interno, che presenta un pavimento a “chianche”, è ben curato. Le pareti, ornate da lesene di un rosso vivo, reggono una graziosa volte a botte abbellita da archi decorativi azzurri (foto di Antonio Caradonna)
Sopra l’altare a muro, su cui è esposto il Sacramento, si erge il quadro di San Francesco da Paola (foto di Antonio Caradonna)
Una tenda copre poi l’ingresso di un piccolo ripostiglio, che un tempo fungeva da passaggio interno al palazzo, oggi murato (foto di Antonio Caradonna)
Attraverso un cancello situato in via Lucera, accediamo dunque nel resto del fabbricato...
...ritrovandoci in un ampio e grazioso cortile che ci conduce al suo interno
Anche qui è ancora presente l’originario pavimento a chianche bianche, mentre le caratteristiche volte a botte sono state intonacate per accogliere le postazioni di lavoro
Una scala inserita nella torretta ci permette poi di salire al piano superiore (attualmente non utilizzato), per passare sul terrazzo...
...fino ad arrivare ai piedi del campanile a vela
E qui ci fermiamo ad osservare la piccola campana costruita ad Agnone, paese molisano famoso per la realizzazione di questi manufatti