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Bari, Il mercatino del fumetto
Ormai da me vengono solo clienti di mezza età che acquistano qualche Tex, Akim o Fulgor per rivivere i bei tempi passati». Parole del 72enne Giovanni Abbatescianni, proprietario dell’unico negozio di fumetti usati sopravvissuto a Bari: un “tempio delle vignette” aperto negli anni 60 in via Bovio, dove è possibile ancora effettuare la compravendita di “strisce”. A Bari è rimasto infatti solo “Il mercatino del fumetto” di Giovanni ad accontentare gli appassionati: un negozio ereditato dal nonno che il signore continua ogni giorno ad aprire pur in assenza di veri affari. Siamo andati a trovarlo (foto di Christian Lisco)
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Il 72enne Giovanni Abbatescianni, proprietario dell’unico negozio di fumetti usati sopravvissuto a Bari: un “tempio delle vignette” aperto negli anni 60 in via Bovio, dove è possibile ancora effettuare la compravendita di “strisce”
Arriviamo quindi in via Bovio, nel cuore del quartiere Libertà di Bari, lì dove si staglia l’insegna rossa con il nome "Il Mercatino del Fumetto"
Una volta entrati, ci ritroviamo in un bellissimo mondo colorato pieno zeppo di fumetti di ogni tipo...
...dallo scaffale interamente dedicato a Topolino e...
...alle pubblicazioni Disney...
...a quello dei Tex e...
...Devil...
...sino ad arrivare ai più recenti esemplari giapponesi
«A fondare questa attività fu mio nonno Giovanni Zucano – ci dice –. Per dare da mangiare ai suoi otto figli negli anni 60 decise di esporre, tra le strade del rione Libertà, una bancarella di caramelle accompagnate da alcune strisce in bianco e nero»
Qualche anno dopo il signore trovò un locale in via Bovio, dove iniziò ad allestire una vera e propria bottega di fumetti usati, ma nel 1967, purtroppo, morì. Così fu proprio l’omonimo nipote, che all’epoca viveva in Germania, a tornare a Bari per rilevare l’attività spostandosi agli inizi degli anni 70 nell’attuale sede, sempre sulla stessa strada
«Ricordo con piacere quei tempi – ci confessa il 72enne, mentre tiene tra le mani copie di Intrepido, Capitan America e Il Re prigioniero –. Il mercatino era sempre pieno di persone di qualsiasi genere ed età. E c’era un continuo riciclo: ogni giorno i numeri offerti cambiavano»