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Bari, i reperti di via Argiro
«Finalmente abbiamo delle testimonianze tangibili di come poteva essere Bari durante l’Età Romana». Sono le parole di Caterina Annese, funzionario della Soprintendenza che domenica scorsa, nella cornice di Palazzo Simi, ha svelato al pubblico un pezzo di grande storia cittadina. Parliamo delle spoglie di 15 baresi vissuti tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., rinvenute nel sottosuolo di via Argiro, durante lavori di manutenzione idraulica (foto di Federica Calabrese)
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Dopo un mese e mezzo passato a recuperare, lavare e studiare i reperti, un team di archeologi e antropologi designato dalla Soprintendenza ha finalmente mostrato alla città i “tesori” del suburbio della Bari romana, di cui si avevano solo scarse menzioni nelle fonti di archivio
Gli esperti ci mostrano subito uno dei due scheletri semi integri ritrovati
Osserviamo così il cranio con due denti ancora in sede...
...le scapole, le braccia e la base del bacino
Accanto, in vaschette e sacchetti di plastica numerati, ci sono altri resti trovati in una buca appositamente scavata un tempo per la cremazione
Spostandoci in un’altra sala possiamo invece ammirare ciò il risultato di un altro tipo di cremazione, più “sofisticata” della precedente. In questo caso ciò che rimaneva dalla combustione veniva raccolto in apposite urne funerarie poi poste sottoterra. Osserviamo quindi tre vasi di ceramica a pancia larga entro cui le ceneri venivano conservate
Il primo è il più piccolo e concrezionato, tanto che a stento si riesce ad intravedere l’ansa laterale
Il più grande invece è tenuto insieme da uno spesso filo di nylon necessario per evitare cedimenti
L’ultima della serie ha infine l’orlo superiore ormai in frantumi ma conserva ancora dei residui di cenere tra lo spesso strato di detriti che lo colmano
Al centro della stanza si trova poi una vaschetta colma di sabbia dove è stata esposta un’olla dalle pareti spesse e chiare e dall’orlo liscio
È stata trovata assieme a una lastrina calcarea che doveva servire da cippo funerario per segnalare la presenza della sepoltura
Poco più avanti giace quasi del tutto integro il suo coperchio
Nel “museo” sono presenti anche piccole ampolle cilindriche coperte da spessi cocci ceramici
Si tratta di unguentari e balsamari in terracotta coperti da spesse pareti di anfora che facevano parte del corredo di un enchytrismòs, un tipo di sepoltura
Tra le ultime sorprese dell’esposizione c’è una moneta in metallo verdognola e scurita dal tempo che presto verrà sottoposta a una pulitura specifica per rivelarne l’età
Così come sono ancora da studiare e alcune conchiglie...
...e le vertebre di piccoli animali marini