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Bari, i luoghi dei profughi del dopoguerra
Le immagini del Villaggio Trieste nel quartiere Marconi di Bari e dei campi profughi della città di Bari dove vennero raccolti e ospitati i profughi greci, turchi, africani, istriani, rumeni e albanesi dopo la seconda guerra mondiale
15 fotografie
Veduta panoramica odierna del Villaggio Trieste fondato nella città di Bari nel 1956 per ospitare i profughi della seconda guerra mondiale
Uno degli ingressi del Villaggio Trieste a Bari in corrispondenza della Fiera del levante
Un'immagine dei cortili interni e colorati del Villaggio
Una veduta dell'interno del Villaggio Trieste di sera
Alcuni tra gli ultimi giovani rimasti di fronte all'ultimo esercizio commerciale ancora aperto
L'insegna di una delle prime e principali strade nate nel Villaggio Trieste intitolate ai luoghi di provenienza dei profughi
L'81enne Antonio Scagliarini con un altro profugo all'interno dell'Istituto storico don Policarpo Scagliarini da lui istituito
La chiesa di Sant'Enrico unico centro di aggregazione rimasto nel Villaggio
Il parroco e ex-profugo greco Giorgio Lionetti con alcuni fedeli del Villaggio all'interno della chiesa
Il 70enne Gianfranco Erario profugo di Salonicco
Un'immagine di alcuni profughi raccolti presso il campo profughi di Altamura
Immagine conservata nell'archivio storico che rappresenta le baracche in legno in via Napoli che ospitarono per un periodo i profughi
Il campo profughi istituito nell'ex convento di Santa Chiara, poi divenuto Casa del profugo, sul lungomare barese
L'ex caserma Regina Elena, detta anche Positano, nel convento di San Francesco alla Scarpa, oggi sede della Soprintendenza. Siamo in in via Pietro l'Eremita: anche qui fu collocato un campo profughi
La ex caserma dei carabinieri poi arcivescovado e oggi facoltà di teologia posta alle spalle della Cattedrale di Bari, un tempo campo per i profughi