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Bari, Honèst: il locale inclusivo
L' “Honèst” è un particolare bar bistrot che verrà inaugurato oggi in via Sparano 143, a Bari. A farla da padrone in questo nuovo locale è “l’inclusione”, ovvero l’atto di eliminare le disuguaglianze tra individui (di natura sessuale, religiosa, di razza o di cultura), che possono portare a una discriminazione o a un’esclusione sociale. E così all’interno dell’Honèst il bagno è “gender free”, ovvero senza distinzione di genere e quindi senza separazione tra donne e uomini (e quindi non penalizzante per il mondo lgbt). In più tutti i dipendenti sono stati scelti in maniera accurata tra persone con voglia di riscattarsi e che avrebbero faticato a trovare lavoro per via del loro passato difficile (foto di Gaia Agnelli)
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L'ingresso dell'Honèsti si trova nel primo tratto di via Sparano venendo dalla Stazione
Accanto all'entrata dell’Honèst (il cui nome rimanda alla tipica espressione barese che vuol dire “giusto”)...
...una targhetta su una colonna allerta i visitatori che “no stupid people beyond this point” (non è permesso l’accesso alla persone stupide)
Una volta dentro ci dirigiamo verso il bancone, dove sono presenti sei spillatori di birra del colore delle sei tonalità della bandiera arcobaleno simbolo “lgbt”
Anche le luci soffuse che riempiono gli scaffali con le bottiglie dei superalcolici cambiano colore ogni tot minuti, assumendo proprio le tinte in questione
Ci avviamo ora verso i bagni, sulle cui porte non ci sono le classiche figurine dell’uomo e della donna, ma un cartello che avverte di essere davanti a un luogo “gender free” (libero di genere)
A rafforzare il concetto ci pensano le scritte incise con un pennarello bianco che recitano “pee where the fu…k you want” e “poop where the fu…k you want"...
...con le rispettive traduzioni in italiano “fai pipì dove c…o vuoi” e “caga dove c…o vuoi”
«Sono il primo ad aver scritto questo tipo di frasi sulla toilette – sottolinea l'ideatore del locale, Luca Rutigliano -. Non mi piacciono le etichette: ognuno deve essere libero di sentirsi se stesso e non sarà certo una targa in un bagno a indicargli “chi è”»